IL CAOS È SEMPLICE… IL CRETINO PURE!

di Desi Satta

 

Ciascuno di noi ha la propria fissa, alcuni ne hanno più d’una. Io ad esempio, ma una delle principali è il caos, la complessità del mondo. Per questo tengo d’occhio i libri che si avvicendano nelle vetrine delle librerie (virtuali, quelle reali sono ormai un’esposizione di libri di cucina e romanzi di Eco) in cerca di quelli che trattino questo tema, per me, affascinante.

Di recente (pubblicato a fine 2009, ma ho un sacco di impegni e devo mettere i libri in fila) ho trovato questo, che ha almeno tre caratteristiche interessanti:

·         ha la pretesa di divulgare il concetto di caos rendendolo fruibile ad una vasta gamma di potenziali lettori;

·         scaturisce dalla collaborazione di tre personaggi di estrazione assai diversa (una laureata in Scienze letterarie che si occupa di divulgazione scientifica, un ordinario di psicologia cognitiva, un ordinario specialista in modellistica, da quella matematica in poi) assicurando quindi un notevole grado di interdisciplinarietà all’impianto del libro;

·         gli autori sono tre italiani ma, nonostante ciò, il risultato è dignitosissimo.

Quest’ultima non è una battuta: per una lunga serie di motivi, la divulgazione scientifica – in Italia – è affidata a traduzioni, spesso dubbie, di autori anglosassoni, mentre quella nazionale latita (e ci si domanda se non sia, per certi versi, da ricollegare alla poca propensione accademica al contatto con noi, poveri ignoranti).

Sara bene dire subito, e senza peli sulla lingua, che anche un libro che si presenta con un titolo come “Il Caos è semplice…” richiede lettori in grado di renderlo tale. Un tempo c’erano libri come “La relatività per tutti”, ma in realtà dubito che siano riusciti a spiegare a molta gente che senso abbia per davvero lo spazio-tempo (per non parlare della sciagurata nomenclatura, Relatività, destinata a creare inevitabilmente molti equivoci: talvolta gli scienziati pare si divertano a complicare le cose). Quindi anche se il titolo termina con “… e tutti possono capirlo”, sarà bene precisare che parliamo di quei tutti che possiedono solide doti di comprensione di ciò che leggono, includendo buone basi di logica formale per l’interpretazione dei ragionamenti che si dipanano nel corso dei capitoli, nonché un pizzico di dimestichezza con la matematica, non perché il testo sia pieno di formule, tutt’altro, ma perché se non si è capaci di ragionare – ragionare davvero, non infilare un mucchio di scempiaggini l’una in fila all’altra – si raggiungerà lo stesso risultato ottenibile con l’attenta lettura di un rotolo di carta igienica o di un libro di uno qualunque dei fanta-X di turno (*).

Non per nulla l’incipit riguarda il famoso (per chi si occupa di queste cose) circuito di Chua, un semplice dispositivo elettronico (analogico, non digitale, proposto nel 1983) che dimostrò praticamente, per la prima volta, che Caos e Complessità non richiedono necessariamente complicazione: il caos, tutto sommato, è semplice…

… da generare, da capire, in realtà un po’ meno, però questo libro aiuta, sebbene ripercorra sentieri noti: l’effetto farfalla, i frattali, il concetto di emergenza (nel senso di proprietà che emergono dal caos) particolarmente ben trattato nel capitolo 4.

Non mancano (e si vede la mano della dottoressa che si specializza in divulgazione scientifica, una furbacchiona, a Roma avrebbero usato altro termine, para…) due capitoli che si intrufolano nella creazione artistica: Caos e arte, Musica e suoni dal Caos, che pretendono, entrambi, di portarci ad interagire con la complessità attraverso la visione e la fruizione musicale (un bel po’ di figure colorate sono l’anima del commercio, ed anche un libro di divulgazione scientifica non si sottrae a questa legge!).

Il capitolo conclusivo, che per me è il più intrigante, riprende il titolo del libro, e predispone un cammino informativo (e pratico) in quattro passi per un contatto diretto con il Caos, attraverso, tra l’altro, la realizzazione di un esemplare del circuito di Chua ed il suo uso, indirizzato agli studenti delle scuole medie inferiori e superiori. C’è da dire che gli autori non si limitano ad una proposta teorica: hanno effettivamente proposto questo percorso a studenti di età variabile tra gli 11 ed i 19 anni, con risultati che, a giudicare dal report riportato nel libro, sono terribilmente intriganti.

Insomma, se proprio non si riesce a capire un fico di ciò che c’è scritto, c’è un modo per apprezzare cosa sia il Caos seguendo un percorso che funziona per un ragazzino di 11 anni. Se a questo punto non si capisce ancora nulla, allora è meglio dedicarsi alla lettura degli libri degli archeoscemi, perché si è irrecuperabili!

In conclusione, il Caos è semplice, e lo è anche capire per cosa sia per sommi capi leggendo questo libricino, tanto gradevole che si stenta a crederlo opera di tre italiani, posto che, ovviamente, si possieda un bagaglio di conoscenze sufficiente a intuirne il senso.

Ciò non è un’esagerazione: la maggior parte di noi, cittadini di un paese tecnologicamente avanzato ed all’avanguardia nel campo scientifico (sebbene lo score diventi sempre più deludente) dedica pochissimo tempo ed interesse alla scienza, illudendosi di capirla perché smanetta con Ubuntu e chatta in rete tempestando forum e blog con lunghi post, così da illudersi di non essere un membro (per carità niente doppi sensi) della comunità del C.R.E.T.I.N.O..

E qui arriviamo alla seconda parte del titolo del mio post di oggi: così come il Caos è semplice, per chi riesce a vederlo tale, nello stesso modo lo è il cretino: la mia seconda fissa. Non nel senso che mi piacciano gli scemi, quanto perché mi diverte osservare il genere umano, come facevo da bimba con le formiche (e probabilmente è da lì che deriva il mio entusiasmo per la teoria del Caos). In effetti, esaminare il comportamento di questi Nerds Ossessivi, ha molto in comune con l’osservazione dei piccoli imenotteri, il cui comportamento si stenta a comprendere se non si considera che sono esserini semplici, condizionati da una serie limitata di istruzioni di base, e che è solo l’interazione con l’ambiente ed i propri simili (come insegna la teoria del Caos) che ne determina un comportamento globale apparentemente dettato da una sorta di programmazione collettiva soprastante.

Se allora vediamo questi poveri cristi vomitare tonnellate di righe di testo – tra blog e forum – alla ricerca disperata di una vittoria virtuale in una discussione inutile, proviamo a confrontarlo con una formica che passa ore a tentare di acchiappare un seme per poi, apparentemente contenta, portarlo fuori dal nido abbandonandolo alla massima distanza consentita dalla persistenza delle scie odorose che adopera per tornare alla base (**). Ha privato la comunità di una consistente porzione di cibo eppure è soddisfatta del lavoro svolto!

I cretini sono così, fanno ciò che fanno senza sapere il perché e sono contenti: ma guarda un po’ tu che anche da loro, a volte, c’è da trarre una lezione interessante. Consideratelo la prossima volta che leggerete le scemenze dei periti agrari carotofili, degli avvocaticchi che non possono dirsi falliti perché mai entrati nella professione, degli ex- di ogni tipo e qualità, dei cialtroni fantarcheoscemi, dei ricercatori universitari mancati che cercano la via della gloria pubblicando un libro a proprie spese, di quelli che invece tali sono diventati ma nessuno li considera e vagano alla ricerca di qualcosa da fare…

…sono come le formichine, preda del terribile Caossssssssssss…. (***)

 

desi.satta2@virgilio.it

200

F. Bertacchini; E. Bilotta; P. Pantano –  Il caos è semplice e tutti possono capirlo  – Gruppo Editoriale Muzzio (2009)

 

(*) sono sinonimi, però faccio finta di non saperlo: a volte è meglio non scatenare polemiche!

(**) è stato uno dei comportamenti considerati più bizzarri dai mirmecologi finché non si è realizzato che ciascuna formica risponde a stimoli semplici di “trova-afferra-porta”; in una frazione significativa di casi, le formiche foraggiatrici portano all’esterno del nido il cibo e non le scorie; la sopravvivenza della comunità dipende dal bilancio totale entrate-uscite; perché ciò accada, è un risultato evolutivo la cui spiegazione esula da questo post, ma esemplifica molto bene il comportamento degli idioti che imperversano nei blog dei fantascemi;

(***) per chi non lo sapesse, l’etimologia di Caos riporta a “Gas”; non ci si stupisca, pertanto, se a volte pare di percepire un odore sgradevole leggendo le scemenze scritte da costoro;

 

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2 risposte a IL CAOS È SEMPLICE… IL CRETINO PURE!

  1. Ho sfogliato il libro è mi è piaciuto tantissimo, consiglio vivamente chiunque abbia voglia di trascorre qualche ora osservando il mondo da un punto di vista esterno, e spogliandosi dell’attualità che ci condiziona e ci rende ciechi e sordi verso il prossimo, di acquistare il libro…o farselo regalare. Un appunto su Eco, tanto criticato eppure considerato uno dei massimi esponenti della letteratura italiana: per fortuna esiste! Qualche anno fa, dopo aver letto qualche sua pagina ho finalmente capito che chiunque può affrontare la letteratura e proporre un opera. Dobbiamo fargli un monumento. Ha dato fiducia a quegli intellettuali che attraversavano un momento di depressione per la carenza di idee valide. Oggi possiamo affermare che anche senza intelletto, senza talento, offrendo banalità e affiancando così il mondo della musica leggera…si può avere successo. Grazie Eco, sei un grande.

  2. Desi Satta ha detto:

    Ma non dirmi: una vera sorpresa. Non ti facevo un caotico!
    Su Eco abbiamo opinioni contrastanti, ma non mi pare un buon motivo per preoccuparsi, da ambo le parti.
    Ti saluto
    Desi

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