ONANISTI SARDI: UN COMMENTO

di Boicheddu Segurani

 

Essere amministratore di un bLLog ha molti svantaggi, ad esempio bisogna perdere… diciamo investire, molto tempo nell’editing dei post, nel catalogare gli insulti e i commenti degli scemi che continuano imperterriti a comunicarci graziosamente che nessuno ci legge e nel frattempo lo fanno loro, incrementando i tre contatti giornalieri dei lettori istituzionali, pulire dalla bava verde dei razzisti shardariani lo schermo del PC, perché sono così fessi che non sanno che, leggendo il nostro bLLog, lasciano traccia del loro passaggio, e così abbiamo il piacere di sapere che costituiamo parte delle loro letture quotidiane.

Però la cosa ha i suoi lati positivi perché, quando voglio e posso, ho la possibilità di pubblicare ciò che mi salta in testa di scrivere. Ad esempio oggi vorrei postare due righe di commento all’articolo dell’amico Carruba Sciupafemmina.

Premetto: non ho la più pallida idea del perché un accademico del suo valore scriva sul nostro bLLog, mi limito a registrare il dato oggettivo ed a godere come un riccio della sua partecipazione. È arrivato da sé senza essere stato sollecitato, dichiara che gli piace il tono ed i contenuti del bLLog, insomma è una continua sorpresa (vorrei dire una gioia, ma mi parrebbe di esagerare).

Perché mi piace la breve nota di cui parlo?

Perché è terribilmente completa: da una parte esemplifica molto bene i metodi di certa “ricerca non allineata” di cui pullulano forum e blog shardariani, pieni zeppi di Fanta-X(*), dall’altra sottolinea la propensione degli stessi Fanta-X e dei relativi groupies all’attività masturbatoria virtuale, che consiste nel passare le giornate incollati ad un video ed a una tastiera saltabeccando da un forum ad un blog e commentando il commentabile, dalla ricetta dei culurgiones sherdanu (opera di Eracle-Melqart, la tredicesima fatica di cui i perfidi accademici della baronia universitaria non vogliono riconoscere l’esistenza) all’invenzione della ruota sarda, quadrata, che non ne vuole sapere di girare perché da migliaia d’anni è in atto una congiura mondiale contro i sardi.

Non voglio certo ritagliarmi il ruolo di esegeta di Carruba, però mi si consenta (direbbe Papi) di sottolineare che la logica sottostante la nota ironica di cui parlo è esattamente la stessa adoperata da coloro che leggono le cancellate, pretendono di assegnare una valenza astronomica ad un alfabeto, si spiaccicano su nel cielo dalla sera al mattino per spacciare un enorme cumulo di fesserie in merito ad una storia ed a una identità, le nostre, che meriterebbero di meglio che non un branco di chioccianti ed ignoranti galline arrabbiate.

Diciamo la verità, se il tema non fosse quello delle seghe (intese come pugnette, io, non essendo un accademico, parlo con difficoltà di onanismo, termine che esula dal mio lessico assai limitato) l’analisi filologica di Carruba filerebbe liscia come l’olio di lentisco e sarebbe bene accetta in uno qualunque degli sceblog e/o sceforum in cui i soliti imbecilli continuano a passare il proprio tempo, e che, talvolta, vengono presi sul serio anche da ricercatori (presunti) seri che si prendono la briga di rispondere a questioni che farebbero vergognare uno studente di storia o di archeologia del primo anno d’università.

Sono sicuro che, pubblicata ad esempio dal Sommo Vate, stimolerebbe un’interessante discussione tra (presunti) professori incartapecoriti e meno presunti ex-insegnanti impegnati a colmare una difficile pensione fatta di pubblico disinteresse ed immenso ridicolo (non senza una certa preoccupazione dei congiunti, timorosi di una difficile tenuta delle arterie).

Dunque ciò che scrive Carruba è utile, senza contare il fatto che un sorriso aiuta mentre la seriosità idiota dei poveri groupies(**) seguaci dei Fanta-X induce la stitichezza (ecco perché star loro vicini non è piacevole, a volte prorompono in frasi sussultanti di pessimo valore olfattivo).

Concludo, altrimenti più che un commento diventa un peana: abbiamo bisogno di articoli come questi, leggeri il tanto giusto nel tono ma altrettanto rigorosi nel contenuto, come dire un’intelligente presa per culo agli idioti che si sono messi in testa di appropriarsi della nostra storia, della nostra lingua e della nostra identità per piegarle al fine sommo di guadagnare due ceci e una goccia di visibilità.

Non che siano molti, non che siano ascoltati, però sono come le piattole, fastidiose se non levate di mezzo con la corretta terapia disinfestante.

Con la differenza che levare di mezzo le piattole non è un compito piacevole (così dice chi c’è cascato ed avrebbe fatto meglio a frequentare cespugli meno affollati) mentre prendere per il sedere questi scemi a volte è perfino divertente.

Se non si fosse capito, sono parole rivolte a un qualcuno: vorrebbe questo qualcuno battere un colpo?

Grazie!

 

boicheddu.segurani@virgilio.it

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(*) non ringrazierò mai abbastanza Desi Satta per questa definizione al limite dell’analisi matematica: essa è entrata di diritto nel lessico descrittivo degli archeoscemi e ha preso piede rapidamente. Se si vuole sbeffeggiare un cretino, ormai non si ha che da dire: È un Fanta-X!

(**) di questo, invece, bisogna ringraziare Maurizio Feo; non sarà un grande riconoscimento, tuttavia gli è dovuto!

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Una risposta a ONANISTI SARDI: UN COMMENTO

  1. carruba ha detto:

    Grazie per avere spiegato che scherzavo: avevo già ricevuto due inviti a conferenze e tre proposte di pubblicazione, in autorevoli riviste, di un articolo sul tema qui brevemente trattato. Un altro mi chiedeva dell’opportunità di proporre una modifica del gonfalone di Onanì… 😉
    Saluti, Carruba

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