ANCHE GLI STUPIDI SE NE SONO ACCORTI?

di Gabriele Ainis

 

Ma guarda un po’ che ci voleva Felicetto che occupa il Consiglio Regionale e un po’ di sangue alla tivvù per far sì che finalmente anche i cretinautonomoindipendentisti si accorgessero che in Sardegna qualcosina non quadra. Naturalmente non è bastato il disastro dell’industria isolana e la progressiva chiusura delle realtà produttive, la situazione sociale incancrenita, il tasso di suicidi più alto d’Italia in tre delle nostre province: c’è voluta un poco di sana immagine televisiva.

Ebbene: se ne sono accorti anche loro, sebbene non ci sia da dubitare che in capo ad un paio di giorni, licenziata la prossima corresponsione di denaro pubblico per aiutare un comparto che rimarrà comunque in crisi, riparleranno nuovamente di Limba Sarda Dementziale, magari dopo un’eclatante vittoria in una gara di tiro al piattello col piattello fermo. Oppure di pane a autonomia, senza dimenticare la strenua lotta contro le soprintendenze, perché ci saranno pure i pastori che si fanno prendere a randellate, ma le priorità sono ben chiare, non scherziamo.

Certo, perché gli idioti, se anche possono essere allineati in una graduatoria, dal meno scemo al più imbecille, sempre idioti restano, come i ladri, che a rubare un pollo o un miliardo di euro la definizione non cambia, al massimo varia il periodo da passare in galera (per un pollo qualche mese, per un miliardo di euro mai). Pertanto non stupiamoci se tra breve, complice l’eclatante vittoria (tutti i piattelli immobili presi al volo, uno via l’altro) ricominceranno, come se non più che pria.

Naturalmente non manca l’ovvio tocco di qualunquismo, quel richiamare il fatto che ci sono state decinaie e decinaie d’anni e amministrazioni regionali e che nessuno, da destra e sinistra, ha mai pensato di risolvere il problema, tanto per dire che inetto uno, inetto l’altro, è comunque meglio il Gatto del Cheshire del Sommo Antipatico. Peccato che sia evidente a tutti che c’è una crisi globale impensabile un paio d’anni addietro, perché quando i quattrini c’erano, faceva piacere a tutti (pastori in testa) lavorare da dipendenti pubblici, intascando i soldi dal mercato. se c’erano, o prendendoli dalle nostre tasche quando scarseggiavano. Niente crisi, niente pastori in lotta, poche balle, Cappellacci avrebbe semplicemente aperto i cordoni della borsa coma sempre tutti hanno fatto: i pastori altro non chiedono.

Resta invece la manifesta incapacità di un presidente di regione, tra l’altro beccato ad annusare la marmellata troppo da vicino, clamorosamente inadatto (come del resto il suo mentore nazionale) alla gestione di una maggioranza regionale apparentemente schiacciante. Il Gatto non è capace, né di gestire una regione né di gestire una maggioranza, tant’è che si prende tranquillamente le dichiarazioni di Galan (compagno di partito, ministro delle politiche agricole, che gli da dell’irresponsabile) facendo finta di nulla. Al massimo evapora, sempre più evanescente, fino a rimanere tutto cravatta.

Guarda caso, mentre l’Isola va a fondo (vuoi vedere che a forza di battute il tappo l’hanno trovato davvero e l’hanno pure tolto?) si anela a riprendere, quanto prima, come prima: statuti, limba, autonomia, e neppure il Partito Democratico, che poi sarebbe l’opposizione, si sottrae al dovere di occuparsi della nascita di un partito regionale da federare con quello nazionale. Fantastico, come dire che ci occupiamo del colore delle scarpe di vernice mentre non abbiamo le mutande!

Dove sarebbe la ratio di una tale decisione? Forse che le capacità di una classe dirigente dipendono dalla classificazione regionale della forza politica cui afferiscono? Soru è più bravo (o meno, si fa per parlare) perché indossa la strana divisa da balente che ricorda tanto Lil Abner o l’abito zivili?

Curioso, curioso che in un momento come questo, ed era ora, gli stupidi si facciano catturare dalle suggestioni manzoniane e si provino a suggerire un accordo tra le parti, per il bene nazionale (sardo, posto che abbia senso adottare questa categoria) come se fosse facile coniugare un Avatar di Berlusconi con un tipo come Soru, tanto intransigente da doversene andare per eccesso di affettamento nei confronti dei propri correligionari.

Ma sopratutto: com’è che questi stupidi diventati improvvisamente geni se ne accorgono solo adesso? Possibile che siano così scemi oppure c’è dell’altro? Ma è davvero possibile che in anni di onorata carriera siano stati così ciechi, ignoranti, sciocchi da non capire nulla, assolutamente nulla, della Sardegna, oppure hanno capito tutto e ci marciano razzolando nell’aia alla ricerca delle briciole?

Non sarà che noi li chiamiamo scemi ed invece sono furbi, solo che si accontentano di poco? Di due ceci e un pezzo di cotenna per dare sapore alla brodazza?

Mah, ciascuno avrà la propria opinione, tuttavia mi piacerebbe capire come sia possibile ignorare bellamente i segnali di degrado galoppante di una regione per inseguire le stronzate più eclatanti che si possano pensare, dalla scrittura nuragica ai Fenici che non esistono, dall’importantissima questione del Parco dei Fenici all’orientamento delle carote (o dei nuraghes, non ricordo bene) passando per Atlantidi e altre stupidaggini.

Ma come si fa a criticare oggi la politica sarda se la si ignora sempre e continuamente per accorgersi di essa solamente quando non ci sono i soldi da regalare agli amici degli amici negli uffici per la Limba?

Come si fa a non rendersi conto che i quattrini stanno finendo e bisogna piantarla di giocare ai soldatini e cercare di crescere, altro che indipendenze, autonomie e sogni da idioti!

Non so perché ma ho l’impressione che questi cretini non si siano ancora accorti che ciò che vanno invocando, la fine dell’assistenzialismo, senza nessuna voglia di sperimentarlo, sia in pericolo di estinzione. Hanno mai dato un’occhiata alla composizione del PIL isolano? Si rendono conto o no della provenienza delle loro pensioni? Delle centinaia di euro che continuano a mendicare per una presentazione, un evento, una cazzata varia?

No: effettivamente non sono meno idioti di prima, sono sempre loro, cretini e felici di spremere gli euro per il giocattolino che hanno semrep sognato, la tetta pubblica che continua a dar loro la possibilità di riempirsi la bocca d’aria.

E se finisse?

 

gabriele.ainis@virgilio.it

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