LSD: LA LIMBA SARDA DEMENTZIALE VINCE UN PREMIO LETTERARIO!

di Brian Cornelius

 

Premessa: questa è una storia di fantasia, fatti e personaggi sono di pura invenzione. Se qualcuno ci si riconoscerà, peggio per lui.

 

Il NuMoLiS (Nuovo Movimento per la Lingua Sarda) è in subbuglio: i suoi militanti, andato via Renatino dalla Regione, non se li caga più nessuno, arrivano pochi soldi, chiudono numerosi uffitzios de sa limba sarda, insomma la Causa è in pericolo.

Soprattutto Lui, l’ideologo massimo del movimento, è tristissimo: che fare per risollevare le sorti della nobile Causa? Non riesce più neppure a dormire: inventarsi scritture sarde antiche, allineamenti astronomici dei nuraghi, riscrivere la storia, sparare a zero sull’università ormai non basta più. Ci vogliono nuove cazzate, nuove iniziative, nuove vetrine.

Una sera, seduto sulla tavoletta del pensatoio, arriva finalmente la pensata geniale, che viene esternata durante una riunione oceanica del Movimento, cui partecipano uno stuolo di vecchietti con dentiere e pannoloni più una manciata di giovani aspiranti a un posto di lavoro in qualche uffitziu de sa limba sarda. Lui avanza con enfasi la sua proposta: «Bisognerebbe vincere un premio letterario! Se qualcuno del Movimento vincesse un premio letterario a un concorso destinato a opere scritte in sardo, e se l’opera vincente fosse scritta in LSD (Limba Sarda Dementziale), questo sarebbe un trionfo per tutto il movimento, altro che cazzi!».

I militanti presenti alla riunione ululano di approvazione: «Che genio!». Del resto, fra breve ci sarà un’occasione propizia: il celebre premio letterario intitolato a Gesuina Muledda avrà, per la prima volta, una sezione per le opere scritte in sardo! La storia sardignola chiama, bisogna rispondere.

«Ma quale opera presentare?», si chiedono però subito dopo, con sguardi bovini, i militanti del Movimento. «Niente paura», dice Lui: «Io ho scritto un romanzo in LSD, lo sapete bene. Per la causa lo metto a disposizione, ma qualche stronzo non dica che lo faccio per narcisismo! Sono un vero patriota, io!». Sì, in effetti la cosa è nota a tutti da tempo, perché Lui, con quel romanzo (Sa roca de Bànari), ha rotto le palle a destra e a manca per un bel po’ di tempo: ogni militante è stato costretto ad acquistarne tre copie.

C’è un piccolo problema ancora: il libro è una cagata epocale, difficile immaginare, anche per le intelligenze bovine del Movimento, che una giuria seria potrebbe mai premiarlo. Cosa si inventa allora Lui? «Facciamo in modo di infiltrare nella giuria due nostri uomini!». La giuria, infatti, sarà di tre membri: la mente tagliente di Lui intuisce che, su tre componenti, due costituiranno la maggioranza, basterà spiegarlo loro per benino, qualche volta se fanno le cose da soli si confondono.

Detto fatto: i due giurati sono infiltrati grazie alle potenti conoscenze di Lui e fanno il loro dovere, difendono strenuamente e acriticamente Sa roca de Bànari, che vincerà infine l’agognato premio. Ecco il capolavoro dello stratega: far credere a quelli del Movimento che tutto si fa per la Causa, peccato che per il vincitore sia previsto un premio di qualche migliaio di euro. Dettagli.

Nessuna considerazione etica, nessuna valutazione letteraria o estetica può frapporsi allo scopo supremo: la difesa della lingua sarda, anzi, della LSD!

Evviva!

 

briancornelius85@yahoo.de

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