MASSIDDA CHI? AH QUELLO DELLA PETIZIONE…

di Gabriele Ainis

 

Attenti alla notizia perché è una di quelle che farà rumore. Tutti attenti? Si? Sicuri?

Bene: il senatore Massidda ha dichiarato la propria disponibilità a correre per la poltrona di sindaco di Cagliari.

Un famosissimo commentatore di RADIO2, un famoso intellettuale straniero, esclamerebbe immediatamente: “Esticazzi… pensa che sia una grande notizia!”

Sì, il grande Capo Indiano Estiqaatsi, della tribù pellerossa Cherokee Shalakke, figlio del Grande Capo Sequoyah, è opinionista fisso alla trasmissione Seiunozero, in onda su radio2 tutti i pomeriggi alle diciassette in punto. Da buon pellerossa, parla in terza persona e commenta notizie importantissime e di grande attualità, come ad esempio l’andamento delle ragadi anali di una velina o il censimento delle piattole anemiche annidate nel pelo pubico di un tronista. Solo notizie fondamentali insomma, novità che tolgono il sonno ai cittadini italiani e devono essere debitamente commentate da una persona di grande levatura intellettuale, capace di leggere la realtà, di analizzarla, dissezionarla col bisturi del proprio apparato critico: il Grande Capo non si scomoda per poco!

La famosa presentatrice ha prurito al culo? “Esticazzi… pensa che che non è buona cosa!”, dichiara il Grande Capo, e così rassicura i cittadini in merito e li spedisce a letto tranquilli per un’altra notet di sono. Se non ci fosse lui…

La notizia che Massidda si candida all’ambita carica (chissà se poi rinuncerebbe al cadreghino da senatore) è per l’appunto di quelle che fanno cascare esterrefatti col culo sul pavimento: non si sentono mica tutti i giorni delle novità tanto rivoluzionarie, potenzialmente in grado di sovvertire gli equilibri politici isolani, tanto da creare un vero e proprio sconquasso. Se non stiamo attenti pioveranno rane e sangue, il rio Cixerri diventerà viola, le pecore faranno chinotto al posto del latte e i muggini dello stagno di Cabras uova di alluminio al posto delle solite, così la bottarga salterà fuori direttamente in lattina e non ci sarà bisogno di strani procedimenti per venderle in Australia: le estrarremo dalle pance dei pesci direttamente inscatolate, chiuse sotto una nube di azoto e pronte ad essere consumate.

Ma bando alle ciance, perché quando un uomo politico si lancia nell’agone, e chiede i voti agli elettori, bisogna ascoltare attentamente quello che dice, perché il voto è una cosa seria e non si può gettare nel cesso come uno strappo di carta igienica usata: stiamo parlando della carica di sindaco di Cagliari, mica di noccioline!

E allora: cosa dice Massidda?

Che è stufo di sentire l’assemblea che si occupa di fregnacce, ad esempio la lapidazione di Sakineh. Che ci frega a noi cagliaritani se nella lontana Persia interrano una donna fino alla testa e poi le tirano addosso dei sassi che non siano troppo pesanti, così da ucciderla subito, e non troppo leggeri, per evitare che non ne possano causare la morte? Noi siamo sardi, accidenti, dobbiamo badare alle cose di casa nostra, non a queste strane menate che non riguardano nessuno, e lui, il baldo senatore, sa bene cosa interessa ai cittadini, quali sono i gravi problemi che affliggono i sardi!

Che ne so: ci sono gli operai dell’Eurallumina e della Rockwool (ma c’è ancora qualcuno che si ricorda di loro??) che bloccano la 131 per mezza giornata; ci sono i pastori che cominciano a prendersela con tutto e tutti, a bloccare la carne, le uova, il sole, le macchine automatiche per mungere le pecore, l’approvvigionamento di carta igienica del consiglio regionale, e tutto per il semplice motivo che la politica isolana è occupata a risolvere incommensurabili problemi (l’assegnazione delle seggioline) e non vuole (e soprattutto non sa, questa è la gran preoccupazione) occuparsi di loro. Ci sono i carcerati volontari dell’Asinara, c’è la Legler in crisi permanente effettiva, insomma Massida ha ragione: ci sono un sacco di problemi aperti e vanno chiusi, presto e bene!

Ad esempio, mentre tutti gli altri parlamentari isolani erano intenti a spararsi fior di pugnette, lui lottava strenuamente col ministro Bondi, lo stringeva in un angolo e gli chiedeva: ma è vero o non che gli archeologi sardi nascondono i reperti?

Ecco questa è politica, mica giuggiole, così si difende la Sardegna, l’occupazione, la cultura e l’identità. Si dà voce alla gente che non vive se non gli dicono la verità una volta per tutte, se non si obbligano questi malfattori, delinquenti, bastardi, innominabili pezzi di ***** a smetterla una volta per tutte di nascondere le prove della nostra eclatante grandezza, noi che abbiamo dominato il mondo e nessuno, ma proprio nessuno, lo vuole riconoscere!

E bravo Massidda! Quando andrà in piazza per rivendicare la poltrona, urlerà a voce spiegata che è stato lui a presentare l’interrogazione a Bondi domandandogli ragione del comportamento riprovevole degli stolidi accademici, quelli della bieca Baronia che non vogliono accettare l’evidenza dei fatti. Che i sardi hanno scoperto la scrittura, hanno inventato Yahwé, costruito le piramidi, conquistato Roma e insegnato il latino agli stupidi abitanti del Lazio. Se solo non ci fossero gli archeologi, accidenti, brutti bastardi, noi saremo noti a tutto il mondo!

E bravo Massidda, ci ricorderemo di lei al momento del voto e spargeremo la voce, nell’attesa che lei si presenti a noi nelle piazze di Cagliari per sentirla parlare delle sue valorose imprese al servizio di noi cittadini: noi accanto a lei ci saremo sempre!

E quando tuonerà dall’alto del palco, durante i suoi comizi, le diremo: “Estiqaatsi… sarebbe contentissimo di essere con noi a commentare le sue parole! Sì, sarebbe proprio il commentatore adatto”.

 

gabriele.ainis@virgilio.it

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