BESTIARIO DEL CENTROSARDEGNA – UNO

«Si accomodi, prego.»

«Grazie.»

«Lei è l’ingegner ****.»

«Sì.»

«Come ha sentito parlare di noi?

«Cioè?»

«Beh, ci ha mandato una domanda di assunzione: le chiedevo dove avesse sentito parlare di noi.»

«Non ho sentito parlare di voi.»

«Senta ingegnere: lei mi manda una domanda di impiego, contenuta in una busta che riporta, ovviamente, il nostro indirizzo. Dove l’ha trovato?»

«Non ricordo.»

«Lei sa qualcosa di noi?»

«No.»

«Bene! Noi produciamo componenti meccaniche di precisione a disegno. Lei sa di cosa si tratta?»

«No.»

«Ma lei non è laureato in ingegneria meccanica?»

«Perché lo vuole sapere?»

«A parte il fatto che è una notizia riportata nelle scarne note biografiche allegate alla sua domanda, le pare che potrei assumerla senza sapere nulla dei suoi studi?»

«Non saprei…»

«Lei è laureato in ingegneria meccanica o no?»

«…»

«Mi scusi, sa, ma questa domanda l’ha spedita lei, vero? La guardi per cortesia.»

«… non ricordo.»

«Mi parla dell’argomento della sua tesi di laurea?»

«È un argomento riservato.»

«Ma come riservato! L’esame di laurea è un atto pubblico. Ma cosa dice!»

«Si tratta di un progetto…»

«Sì, non stento a crederlo: cosa ha progettato?»

«…»

«Ingegnere, le riassumo la situazione: lei mi manda una lettera nella quale mi chiede di essere assunto presso di noi; io la invito a sostenere un colloquio per conoscerla; lei, molto gentilmente, si presenta da me. Suppongo lei sappia che durante un colloquio propedeutico ad un’eventuale assunzione ci si scambia informazioni, reciprocamente…»

«Ecco, appunto: lo stipendio quanto sarebbe?»

«Lo stipendio?»

«Sì, se accetto di venire da voi quanto mi date?»

«Se sapessi cosa farle fare, potrei anche dirglielo.»

«Io sono ingegnere.»

«Sì, ma se lei fosse un ingegnere civile non avrei nulla da proporle! I colloqui servono per questo: per capire se c’è un interesse reciproco, se abbiamo bisogno di lei e se lei ha interesse a venire a lavorare per noi…»

«Dipende dallo stipendio: Se lei non me lo dice…»

«Ingegnere, la ringrazio molto per essere venuto a trovarci. La contatteremo noi, se dovessimo decidere di farle una proposta. Se non ci facciamo sentire nei prossimi dieci giorni…»

«No, no, non mi contatti. La sua proposta non mi interessa. Mi restituisca la mia domanda.»

«Certo, tenga…»

«Grazie.»

«Prego.»

 

boicheddu.segurani@virgilio.it

169 1/9

Per eventuali comunicazioni si faccia riferimento alla mail del bLLog. Grazie

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3 risposte a BESTIARIO DEL CENTROSARDEGNA – UNO

  1. eliseo mundula ha detto:

    Scusate la storiella mi pare saccheggiata da qualche stupidario dozzinale. Non si vuole in ciò affatto negare che esistan casi limite di tal fatta, ma sono appunto casi limite. La storiella avrebbe avuto tutto un altro sapore se alla fine l’ingegnere avesse rivelato che era figlio del noto ingegnere tal dei tali, e l’altro tutto compunto lo avesse preso. Insomma volete farci credere che la non-occupazione è dovuta all’imbecillità di chi si presenta ai colloqui, e non piuttosto a chi si trova il passo già sbarrato da individui di tal fatta, che non devono neanche chiedere, perchè già hanno? Il vostro punto di vista mi pare un tantinello eccentrico. O c’è un messaggio segreto che non riusciamo a ca(r)pire?

    • exxworks ha detto:

      Guardi, la invito a rileggere il brevissimo post di presentazione. Non c’è un messaggio più o meno velato, soltanto un dato oggettivo: il colloquio come si è svolto. Nessuno di noi ritiene che in SArdegna non si trovi lavoro per manifesta stupidità, però, a volte, per manifesta impreparazione sì (ad esempio impreparazione nella gestione della propria immagine nel corso di un colloquio di lavoro). Riguardo la disparità tra i figli di… e coloro che non vantano parenti in grado di proteggere e spingere, è verissimo nel pubblico e nella proprietà (figli di imprendiotori di successo, diventano anch’essi imprenditori che hanno la strada spianata), ma non altrettanto nel privato quando deve fare i conti con il fatturato mensile. Un impreditore può tollerare un figlio scemo e metterlo in condizioni di sopravvivere, ma non si prenderà mai un incompetente, anche se figlio di… a meno che non ne tragga un altro tipo di beneficio (capita anche questo, ma solo nelle aziende che possono permettersi di pagare una tangente sotto forma di stipendio, siamo al limite dell’estorsione). In definitiva, verissimo che il mondo è più facile per i figli di… ma non nascondiamoci dietro slogan tipo “Tanto ci vuole una spintarella, altrimenti non si ottiene nulla, quindi non studio e non mi preparo perché non serve!”. Sarebbe il modo peggiore di comportarci. Se un messaggio ci vuol vedere, ci veda la necessità di studiare e di impadronirsi degli strumenti critici per interpretare il mondo, quelli che sfuggivano all’ingegnere che ha sostenuto il colloqio (forse tecnicamente valido, o forse no, non lo sapremo mai).
      BS

  2. Sisaia ha detto:

    All’imperatore Federico Barbarossa venne assegnata una laurea ad honorem per aver fornito dei salvacondotti ai cosiddetti studenti itineranti.
    Una volta ricevuta la laurea dal Rettore dell’ Università di Bologna disse:
    “Visto che è così facile ricevere una laurea, ne dia una anche al mio cavallo!”
    Rispose il Rettore : “Di asini se ne laureano tanti, di cavalli, neanche uno!”

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