PARLIAMO DI NURAGHI – Parte terza: Perché il primo?

 

 

 

di Desi Satta

 

Su questa domanda ci si può sbizzarrire, però c’è un’ipotesi intrigante: che i nuraghi a corridoio abbiano preceduto la prima torre. Gli archeologi, sebbene le prove stratigrafiche siano lontane dall’indicarlo in modo indiscutibile, ne paiono convinti (ed effettivamente è un’ipotesi assai ragionevole). Se così fosse, l’avvento della prima torre apparirebbe assai meno improvviso di come tanti sembrano ritenere.

Si tratterebbe allora di porsi il problema della comparsa dei nuraghi a corridoio, ma, in questo caso, si tratterebbe di un chiaro esempio di proprietà emergente da un progressivo mutare della stratificazione sociale delle comunità neolitiche, con la formazione di una “classe elevata” che rivendica una posizione di prestigio attraverso l’edificazione di un edifico ad un tempo abitazione e simbolo di status, la stessa che, in un secondo momento, richiederà la costruzione di una torre. Il nuraghe a corridoio, stratigrafie alla mano, mostra lo stesso tipo di accumulo antropico delle torri, senza eccezione, indicando che funzione e senso dovevano essere gli stessi.

Posta in questi termini, la comparsa della torre non appare più come una cesura, piuttosto come un’evoluzione, anche se, apparentemente, parrebbe rimanere il problema delle differenze architettoniche tra le due tipologie di edifici (ne riparleremo oltre).

Allo stesso modo, la sovrapposizione delle tipologie stratigrafiche tra N. a corridoio e torri, indicandone la medesima funzione e senso, chiarisce come le strampalate ipotesi che vorrebbero i nuraghi dei templi o degli edifici di mero carattere simbolico, sia da scartare (pur sottolineando che l’edificio, di per sé, riveste necessariamente un forte carattere simbolico come indicatore di status e/o centro di aggregazione simbolica della comunità e/o altro).

Nell’ipotesi ragionevole che il N. a corridoio preceda la torre, ci troveremmo semplicemente di fronte ad una classe dirigente che, in luogo circoscritto e preciso, decide di realizzare la prima con le medesime finalità che hanno portato all’edificazione dei precedenti edifici, immaginando, a ragione, visto il successo, che un edificio di questo tipo avrebbe maggiormente soddisfatto le proprie necessità. La prima torre venne edificata pensando semplicemente ad un edificio che avesse le stesse finalità di un N. a corridoio, ma ne rappresentasse una versione “evoluta” sia in senso funzionale che simbolico.

È bene ricordare, a tale proposito, che mentre le torri ci sono pervenute praticamente intatte, salvo la struttura del ballatoio (sulla quale si discute assai spesso), i N. a corridoio sono mancanti dell’eventuale struttura lignea soprastante quella in pietra, la cui percentuale rispetto all’intero edificio, non è nota. Alcune osservazioni ragionevoli (ad esempio lo stesso Lilliu a proposito di Brunku Madugui), suggeriscono che ciò che noi chiamiamo oggi N. a corridoio potesse essere un basamento per un’importante struttura lignea soprastante e, se così fosse, la struttura generale della successiva torre non sarebbe concettualmente così distante da loro. Si tratterebbe di costruire interamente in pietra un edificio fino ad allora ibrido, realizzato con un basamento in pietra ed una struttura aerea in legno (Proftziu Laner si sarebbe messo a piangere!). Detto per inciso, ciò spiegherebbe anche perché nacquero i N. a corridoio, e precisamente come evoluzione dalla semplice capanna di pietre a secco e legno. Il N. a corridoio, sarebbe insomma una capanna “elevata” e di maggiori dimensioni sviluppata da un processo di diversificazione sociale riscontrabile in tutte le società neolitiche.

A questo proposito, ho sentito spesso invocare l’argomento che mancherebbero gli edifici intermedi tra N. a corridoio e torre, e da ciò la conclusione che si tratti per questo di edifici privi di un legame sia funzionale che architettonico. Tale argomento cade di fronte alla constatazione che non si può costruire un edifico intermedio (in pietra, a secco) tra un N. a corridoio ed una torre, per il semplice motivo che non starebbe in piedi: una torre realizzata in pietra a secco è un sistema complesso di conci che interagiscono, e alcune delle proprietà macroscopiche dell’edificio nel suo complesso sono proprietà emergenti indipendenti dalla volontà dei costruttori e rese necessarie da precise richieste di stabilità strutturale. Detto in altre parole, una torre nuragica non è un edifico per architetti, perché si rifiuta di adattarsi a certe richieste, imponendo forme, dimensioni e soluzioni tecniche obbligate, come cercherò di illustrare in seguito. Di certo, vista la sua testardaggine ad adattarsi a, una costruzione sarda!

Alcune precisazioni.

La teoria della complessità descrive molto bene i fenomeni come la comparsa “improvvisa”(1) delle torri. Se la torre è una proprietà emergente della società dell’epoca, nel senso che lo è la sua giustificazione, la comparsa della prima deve aver indotto una rapida imitazione dei vicini e la sua diffusione (fenomeno non diverso da una transizione di fase in un materiale, ad esempio una fusione). Comunemente la chiamiamo “moda” ed è appunto una delle tante proprietà emergenti “misteriose” della società umana, o almeno ritenute tali finché non si ricorre alla teoria della complessità. Il fascino di quest’ultima sta proprio nel porre accanto sistemi apparentemente assai diversi tra loro (ad esempio la società umana ed un solido) ponendone in risalto la somiglianza dei comportamenti.

A questo punto, dobbiamo domandarci se la torre richiese la creazione di nuove nozioni tecniche, la presenza di risorse particolarmente corpose, e divertirci ad immaginare come venne edificata.

Ne parleremo nel prossimo post.

3/segue

 

desi.satta2@virgilio.it

142c

(1) si pongono spesso dei problemi semantici nell’uso dei termini: “improvviso” và inteso come rapido in confronto al periodo considerato. Se ad esempio la storia delle torri si articola in un mezzo millennio, la comparsa delle prime venti o trenta torri in un intervallo di una trentina o quarantina d’anni, una generazione di allora, potrebbe essere definito tale.

 

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