REDENTORISTI PARANORMOLOGI: L’ISTITUTO PER LE ZONE DI CONFINE DELLA SCIENZA: I sardi non sono gli unici scemi!

di Gabriele Ainis

 

Qualcuno ha mai sentito parlare di Andreas Resch?

No? Stento a crederlo… Com’è possibile non sapere chi sia? Va bene, vuol dire che ancora una volta dovrò togliervi le fette di prosciutto dal cervello, però che non diventi un’abitudine!

Resch è un famoso redentorista, già docente di Paranormologia(1) presso l’Accademia Alfonsiana e direttore dell’Istituto per le Zone di Confine della Scienza (Institut für Grenzegebiete der Wissenschaft) di Innsbruck.

Come non ci credete! Non penserete mica che voglia prendervi per i fondelli e mi sia inventato queste astruse specializzazioni per il solo scopo di tiravi per le chiappine, vero? Va bene che mi riconosco una certa fantasia, ma tirar fuori dal cappello queste astrusità sarebbe troppo: la realtà, del resto, è sempre assai più varia della limitata fantasia umana (soprattutto della mia).

Il “professor” Resch esiste, sebbene usare il titolo di “professore” non mi venga così facile perché, al massimo, mi verrebbe da chiamarlo paraprofessore (da paranormologo qual è, oppure “professore di confine”) ed è anche tutto ciò che ho detto: redentorista, para… insomma andate a leggere e non fatemi ripetere le cose cento volte!

Naturalmente non avevo la più pallida idea di chi diamine fosse finché non ho letto (con colpevole ritardo e me ne scuso, non bisognerebbe mai lasciarsi sfuggire opere di tale levatura) un dottissimo saggio del 2005 di tal Saverio Gaeta (chi legge Famiglia Cristiana, dunque la maggior parte dei lettori – tre – del bLLog, ne avrà sentito parlare perché ne è il caporedattore). Lo dico subito: in genere non sono molto attirato da queste letture (sorprendente, vero?) però un amico me l’ha segnalato perché sa che ho il pallino della scienZZa, ma ancor di più di ridere delle sciocchezze ammannite da coloro che ne parlano senza neppure sapere cosa sia. Per cui mi ha telefonato e mi ha detto: «Ho una chicca per te: prenditi ‘sto libro e dai un’occhiata ai ringraziamenti, poi scrivi un post sul bLLog ché sono curioso di leggerlo!»

Comprarlo, neanche a parlarne: sono andato in una biblioteca (sono piene di liBBri di questo genere) e mi sono seduto a leggerlo. Una ciofeca, neppure la pena di parlarne, però la segnalazione era azzeccatissima e ho trovato immediatamente il passo di cui mi aveva parlato il mio amico. Eccolo:

Desidero citare […] e il redentorista Andreas Resch […] ringraziandoli di cuore per la consulenza scientifica generosamente profusa e la passione che mi hanno comunicato.” (Naturalmente la sottolineatura ed il grassetto sono miei, suppongo che l’autore fosse serissimo quando diceva “scientifica”).

Tanto per dirne una, se volete aprire un blog come questo nel quale scrivo, la maitresse vi avverte che non è consentito dileggiare la religione: se vi capitasse di farlo verreste immediatamente bannati.

E la scienza?

Possibile che essa sia alla mercé del primo idiota che decide di autodefinirsi scienziato? Qualche tempo addietro, non ricordo esattamente quando, lessi l’intervento di una cretina su uno dei tanti forum di scemi che si dilettano nel ritenersi archeologi, storici, glottologi, paleografi (e combattenti contro la Baronia universitaria di Vatesca memoria, naturalmente!). Sproloquiando di “simbologia”, chissà cosa intendeva dire, sosteneva che l’ingresso dei nuraghe, quella che i poveri di spirito chiamano “porta”, fosse stato realizzato per simboleggiare la penetrazione nella madre terra (se poi non ne avessero avuto bisogno, di penetrare, magari erano impotenti o gay, immagino che avrebbero costruito le torri prive di porte, no?).

Orbene: “Non si tratta di scienza anche questa?”, si domandava retoricamente l’imbecille!

No, accidenti! Sei padrona di scrivere, dire e propugnare ciò che vuoi, la costituzione te lo permette e ritengo che sia giusto, senza se e senza ma, tuttavia scienza non è: perché non c’è una protezione contro gli ignoranti? Perché se apro un blog (o un bLLog, come abbiamo fatto noi) non possiamo dire ciò che ci pare e piace della religione (che poi sarebbe quella cattolica, perché se dovessi dileggiare il buddhismo non mi filerebbe nessuno) mentre siamo padroni di maltrattare la scienza come più ci torna comodo?

La risposta è semplice: perché scienza è anche sinonimo di libertà, mentre religione è sinonimo di costrizione (ed in particolare cattolicesimo è sinonimo di galera!). Ne consegue che se a parlare con poco “rispetto” dei santi si rischia di essere gettati fuori dalla rete, salvo ricorrere ai salvifici host nordeuropei, assieme alla pornografia più spinta e agli equivoci malandrini del sesso e della droga, è possibile maltrattare la scienza da pervertiti senza incorrere in alcuna sanzione, anzi, potrebbe anche darsi che la stessa religione venga incontro lanciando strali contro i “falsi scienziati”, cioè quelli veri, nemici della ”vera scienza”, cioè quella falsa!

Ciò avviene correntemente in simpatici luoghi virtuali e meno: radio “private” come le non poche radio di dio, ad esempio, in cui Darwin viene tacciato di connivenza diabolica. Siti di propaganda e forum di discussione rigorosamente vietati ai non credenti in cui si spaccia per “scienza” qualunque falsità ideologica priva del minimo aggancio scientifico, come il “Disegno Intelligente”.

“Che fare?”, si domanderebbe il simpatico Salvatore Zedda di Ortacesus (ve lo ricordate, vero?).

Di certo non possiamo telefonare a Tiscali e chiedere la passauòrd: non ci darebbero retta come non hanno dato retta a lui (che per di più pagava un canone e non riusciva ad ottenere quanto pattuito nel contratto!). Né la soluzione è semplice, poiché, mentre chi ama la scienza si impone una stretta disciplina di ragionamento – in caso contrario si allontanerebbe egli stesso dalla scienza che vorrebbe difendere – così non sono tenuti a comportarsi coloro che si attribuiscono da sé una patente di scientificità (ad esempio come la “scienziata” della porta nuragica).

Insomma: perché uno scienziato dovrebbe rispondere al capo dell’Inquisizione diventato inopinatamente (o no?) papa?(2)

Sembrerebbe una situazione indecidibile e soprattutto impossibile da volgere a proprio favore: se non si risponde agli Inquisitori si perde e, se si risponde, si finisce per non avere argomenti, visto che non parlando in ambito scientifico, gli altri dicono ciò che gli pare, mentre noi non possiamo.

Eppure la soluzione c’è e si trova in una domanda: perché hanno cacciato via Luttazzi dalla televisione mentre Odifreddi (sebbene di rado) continua ad andarci?

Oppure, in alternativa: perché i Sommi Vati ci odiano sbavando dal naso e gli imbecilli culcarotati non fanno altro che parlare di noi?

Non sarà che uno sberleffo, contro i comici, e molto più efficace di un ragionamento?

Ci riflettano gli scienziati e gli intellettuali, e non cerchino di fare un mestiere che non è il loro: a cazzate, cazzeggio! Contro una stupidaggine è assai più efficace un troddio, possibilmente puzzolente, che non la citazione di Galilei dal Dialogo sopra i Due Massimi Sistemi.

Ci scuseranno coloro che comprendono, ma non è momento di Salviati e Sagredo: Simplicio và coperto allegramente di merda, non di ragionamenti! Questa la capiscono, quelli li ignorano.

Però, per una volta, guardando altrove possiamo anche dire che i sardi, desiderosi di un istituto atlantideo sovvenzionato dai soldi pubblici, non sono più stupidi degli altri: ma ve lo immaginate che Resch ottiene soldi della comunità europea per le proprie ricerche? Se esiste un Istituto per le Zone di Confine della Scienza, non stupiamoci di uno per la ricerca su Atlantide…

Come dicevano i Greci, maestri di civiltà: Contro l’umana stupidaggine neppure gli Dei…

 

gabriele.ainis@virgilio.it

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Saverio Gaeta. L’altra sindone. La vera storia del volto di Gesù. Mondadori (2005)

 

(1)Attenzione: nell’articolo citato c’è un refuso, ma non vi dico qual è, interpellate il vostro spirito guida.

(2)Al contrario di quanto avvenne altrove, in Italia l’Inquisizione non e mai stata abolita; gli si cambiò nome e diventò, infine, la Congregazione per la dottrina della fede, di cui Ratzinger fu prefetto prima di ascendere al soglio pontificio. Anche se nessuno lo dice, abbiamo un papa che fu il capo dell’Inquisizione moderna (non meno intransigente di quella antica, sebbene impossibilitata a mandare i poveracci sul rogo!)

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