MENTRE GLI IMBECILLI…

di Gabriele Ainis

 

…si abbronzano la fronte gloriosa al sole dell’indipendentismo, c’è finalmente chi parla di scuola.

Nove sindaci del Goceano si sono dimessi, chiedendo che la soppressione della quarta classe dell’Istituto agrario e ambientale di Bono venga annullata.

C’è qualcuno dei prodi difensori della Sardegna libera indipendente e invitta che ci ha fatto caso?

Figurarsi: i salatini sono impegnati a studiare nella iscola istadiale de indipendentismu, mica hanno bisogno di stupidaggini, loro, e i vaticini commentano il Vate sdegnato che scoreggia contro i mezzi di stampa rei di non dare sufficiente risalto alla strenua ed eroica lotta degli indipendentisti in consiglio regionale.

Gli altri, se ve ne sono, risultano non pervenuti, perché i pastori vogliono i quattrini e ciascuno si fa i fatti propri alla ricerca forsennata di un pugno di semini per il proprio miserrimo orticello.

Ci sono i soliti morti ammazzati, vecchi e nuovi, spariti e ritrovati, le truffe, le ruberie, i furti ed il gossip: per una volta che converrebbe parlare seriamente tutti tacciono (però non manca la stupidità di chi passa il tempo a decifrare le scritte protopaleofenicionuragicocananee, tanto alla fine del mese lo stipendio e la pensione arrivano lo stesso).

Eccoli, tutti sul palcoscenico a parlare di strategie, diritto (soprattutto internatzionali, mi raccomando), tattiche, alleanze e primogeniture. Il tutto nella cornice di una falsa storia e di un’ideologia che in Piemonte sento definire da cioccolatai, in omaggio a coloro che andavano per le strade spacciando il surrogato come prodotto di prima scelta, a basso prezzo.

Ce ne fosse uno che lavora o che abbia mai fatto finta: una manica di ideologi perditempo, spocchiosi intolleranti e portatori (secondo loro sani) di idee razziste.

Perché dovrebbero occuparsi di una cosa così stupida come la scuola? Loro non ne hanno bisogno, non vogliono imparare le lingue perché hanno il sardo, né la storia perché se la inventano, né hanno bisogno di un mestiere perché hanno sempre trovato il modo di mungere la tetta giusta arrivando all’agognata pensione o al posticino sicuro dal quale nessuno li può scalzare.

Un tempo c’era il bar, oggi c’è la rete: un luogo virtuale ha sostituito le antiche frequentazioni all’osteria ma il risultato non cambia: chiacchiere di ubriachi erano un tempo, sciocchezze da retedipendenti sono oggi.

Non so se la quarta classe di Bono verrà ripristinata o meno, quasi mi pare un passo di Borges piuttosto che una notizia generata da un fatto oggettivo, verificabile, vero.

Se vado in rete, Bono si presenta come uno dei maggiori centri del Goceano, contando, pare, 3,874 abitanti: una vera metropoli.

Figurarsi se i fini intellettuali che volano alti nell’empireo indipendentista possono volgere lo sguardo in basso e curarsi di simili quisquilie: non è forse vero che il pane può anche mancare ma non l’autonomia? E allora, che diamine vogliono questi disturbatori che cianciano di scuola come se davvero fosse importante? Insegnano forse sa limba in questa quarta che si vuole abolire? No? E allora vadano a farsi fottere, e se i sindaci danno dimissioni ben gli sta, brutti idioti, così imparano a occuparsi di stronzate tralasciando la sardità! La prossima volta protestino perché in quella quarta non si insegna come tradurre i fregi del palazzo comunale dal nuragico in limba, e vedranno come tutti i prodi indipendentisti saranno al loro fianco per lottare e presentare al senatore Massidda una richiesta per un’interrogazione urgente al ministro competente (se c’è e nel frattempo non ha dovuto dare le dimissioni perché impegnato in attività, come dire, immobiliari).

E poi, mi dico, a parte i soliti imbecilli, ma possibile che se ne debba parlare nel solito bLLog di fanculisti cazzeggiatori e non in un luogo più adatto in cui i nostri intellettuali potrebbero dire la loro?

Ah, già, dimenticavo che i signori aspettano di essere intervistati e, nel caso, si lamentano che le loro parole sono state travisate o riportate parzialmente. In fondo sono intellettuali, mica persone che devono muovere il culo per farsi ascoltare: se vogliamo, andiamo sotto casa loro e aspettiamo che escano al balcone, se e quando lo faranno, sottraendo tempo prezioso alle loro importantissime attività!

Tanto, scuola o meno, noi vinciamo i premi letterari, no? Che importa se i ragazzi non studiano?

 

gabriele.ainis@virgilio.it

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