PARASANTONI, PARARCHEOCIARLATANI E PARACRETINI! UN’INCHIESTA

di Gabriele Ainis

 

I fenomeni paranormali sono una bufala! Potrei citare in proposito studi scientifici che lo dimostrano al di là di ogni ragionevole dubbio, però evito: non servono a coloro che se ne sono interessati seriamente, né sono di utilità per coloro che del paranormale hanno bisogno.

Il meccanismo per mezzo del quale una pletora di ciarlatani vive di rendita sulla dabbenaggine, ma anche sulle disgrazie, delle persone è ben noto: da esseri umani, abbiamo bisogno, tutti, di rassicurazione e speranza, disponibili a qualunque compromesso, foss’anche l’abdicare al cervello, pur di ottenerle.

Da scettico convinto e ateo praticante, non mi sento di criticare coloro che vanno in cerca di un figlio scomparso in un incidente stradale, di un amore troncato troppo presto da un cancro letale, di un affetto irraggiungibile perché al di là della vita. Al massimo ci sarebbe da domandarsi che razza di società sia la nostra, che mette a disposizione una tecnologia ridondante, talvolta superflua, trascurando alcuni valori sociali che consentono, ancora oggi, la sopravvivenza di comportamenti manifestamente assurdi, o ne inducono di nuovi che ricadono nella categoria dei primi. La scomparsa della morte ad esempio, e so che il solo nominarla risulterà sgradito a molti dei tre lettori istituzionali del blog.

Non credo di essere in grado di dire in proposito alcunché di nuovo, ed infatti non è questo l’obiettivo del mio post. Vorrei riflettere invece, non tanto sulla straordinaria somiglianza delle categorie utilizzate dai santoni del paranormale (i parasantoni), i delinquenti che speculano sulle altrui umane debolezze, con quelle di cui si fanno portatori i novelli archeocomici, quanto sull’altra faccia del pianeta: quella dei paracretini!

O archeocretini che dir si voglia.

Si pensa in genere che l’archeocretino, colui che beve alla fonte degli archeocomici, sia una sorta di povero imbecille privo di senso critico, dotato dei pochi euro necessari all’acquisto dell’ultimo libro di mirabolanti scoperte (ovviamente non riconosciute dalla perfida scienza ufficiale che desidera lasciare il popolo nell’ignoranza) e alla connessione ADSL che gli consente lunghe e masturbatorie sedute al PC. Insomma una specie di povero demente in cerca, come gli adepti dei numerosissimi gruppi iniziatici, della consolazione derivante dal sentirsi parte di un gruppo elitario, depositario di una verità scomoda e per questo avversata dal “potere ufficiale”.

Personalmente mi permetto di dissentire: la situazione è più variegata e, per certi versi, problematica.

Il piccolo universo degli archeocretini, nulla in confronto ad altre deviazioni sociali, queste davvero incoraggiate dal potere, come ad esempio il “tifo calcistico organizzato”, è un coacervo di diverse stupidità, ciascuna funzionale alle altre come le piante di una foresta pluviale che si sorreggono a vicenda e perirebbero se lasciate a sé stesse. L’archeocretino, infatti, non è una specie unica ed univocamente definita, quanto il risultato di un processo degenerativo che può attecchire nei contesti più disparati e si fatica ad interpretare se non con la categoria della frustrazione che pare essere comune a tutti.

Proseguendo nella metafora delle piante e degli alberi della foresta pluviale, la frustrazione è la molla che spinge in avanti gli archeocretini come la luce solare attira verso l’alto le foglie, senza troppe distinzioni tra alberi d’alto fusto, fino a parecchie decine di metri, veri e propri colossi, fino ai rampicanti più insulsi e dozzinali, alle piante epifite che succhiano la linfa da chi è più grande di loro.

Come spiegare altrimenti coloro che non riescono a scuola e/o nella vita e trovano diletto nella redazione di penosi balbettamenti ospitati dal furbetto di turno che sfrutta l’altrui frustrazione per metabolizzare la propria?

Sì, è vero, confesso che ho in mente qualcuno in particolare, o più d’uno, per il vero, perché sia di archeociarlatani che di archeocretini il web non sembra far difetto. Tuttavia non è il caso di accennarne: ciascuno di noi, se vorrà, potrà cliccare tra stupidaggini paranormali, pararcheologiche, paragnoste ma soprattutto paraculesche le quali, tanto per chiosare un noto grande intellettuale contemporaneo, paiono normali… ma, bada ben bada ben, bada ben… sono normali! L’oggetto è un altro e, poiché la sineddoche non è una nocciolina americana, uno ne prendo per parlar di tutti.

Da buon sperimentale, clicco su un parablog, uno qualunque, c’è solo l’imbarazzo della scelta, e trovo che il paracretino commenta:

 – dalla mezzanotte alle due del mattino discutendo con un suo simile; infine si dichiara spento dalla lunga giornata di lavoro e annuncia, in mezzo al tripudio generale, che si godrà il meritato riposo. Nel frattempo, non ha evitato, nelle prime oscure ombre del nuovo giorno, di navigare in un forum di archeologia, lasciando il segno del suo passaggio ed in un altro forum, alla Sardegna dedicato, lasciando ancora una volta traccia nella sezione dedicata all’archeologia. Una capatina in un altro forum di parascemi come lui, poi l’incoscienza tra le braccia di Morfeo!

– attorno alle nove del mattino, eccolo di nuovo all’opera: il solito blog, anzi due o meglio tre, i soliti tre o quattro (a volte meglio cinque) forum nei quali interviene, si indigna, blandisce, sostiene di esistere e di essere vivo. Parla di archeologia, sociologia, si interessa anche delle cacche di cane e difende i prodi guerrieri shardana adepti di un invincibile dio guerresco.

– ne ha per ore, salvo la piccola pausa per il pranzo e per qualche meritata seduta al cesso per concentrarsi maggiormente su quanto andrà a scrivere nelle ore successive.

Non senza dotti contatti con i frustrati pseudoricercatori nostrani e non, mediocri orfani di attenzione, in cerca di un’impossibile visibilità nel proprio mondo e dunque obbigati alla ricerca ossessiva di un altro, nuovo, fatto di sogni paleografici, archeologici, astronomici, astro qualcosa, archeoqualcosaltro, comunque glottorivoluzionario.

– non mancano le e-mail anonime (poveraccio, non sa quanto sia difficile rendersi anonimi in rete) le risposte ai blog “nemici” che sa non verranno pubblicate ma fa niente, combattere non è mai sbagliato se il fine è giusto: la maggior gloria degli sherdanu!

Ragazze? Ma quando mai! Dicono di lui che, guerriero indefesso (un tappo da uno e sessanta scarsi o meno), non ne abbia mai visto una, o che nessuna abbia mai voluto farsi vedere (il che sarebbe più corretto, nonostante il tradizionale machismo impotente di Vati e Generali Shardariani di cui è passivo sostenitore, salvo sporadici litigi per dimostrare a sé stesso di essere un individuo a sé stante e non un porro sul naso di un grande genio).

– attorno alla mezzanotte, eccolo ancora là, tra un blog e un forum, a scribacchiare illudendosi di essere un vaticino, un ex-giornalino, un generalino, un albanesino, un archeastrozino, per non accorgersi, in fondo, tra tutti questi -ino, di non esser altro che un cret-ino.

Non lo riconoscete? Non preoccupatevi, si riconosce da sé e non è solo: è un’icona, un’idea in cui si riconoscono in molti, dai salatini in su (o sarebbe meglio dire in giù?) coloro che non avendo vita propria se ne inventano una in rete col bisogno di aggregarsi a qualcuno e qualcosa.

Come detto non è solo un cretinetti: ci sono studenti falliti, laureati falliti, insegnanti falliti, scrittori falliti, giornalisti falliti, vignaioli frustrati, ricercatori frustrati, professori in cerca di idee, architetti alla caccia di qualcosa da fare nella vita. C’è di tutto, eppure, questo tutto, si risolve nella descrizione che ne ho dato: seguitene uno nelle sue peregrinazioni in rete da un blog ad un forum, ed avrete trovato ciò che cercate: l’uniformità del NERD ossessivo.

Non sarebbe male se, per costoro, il senatore Massidda, maestro di importanti e fondamentali interrogazioni parlamentari, richiedesse un sussidio di cretineria, qualche cento euro al mese, spalleggiato dalle firme raccolte sul web attraverso una petizione popolare.

Ne apriamo una?

 

gabriele.ainis@virgilio.it

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