IL SANGUE DI GESU’ CRISTO E LA SCEMENZA SARDA

di Gabriele Ainis

 

Nel 1351, un francescano di Barcellona si pose una domanda di fondamentale importanza: il sangue di Gesù Cristo gocciolato per terra durante i supplizi, fu assunto in cielo assieme al corpo o no? Dopo un fine ragionamento teologico decise per il no. Essendo stato separato dal corpo, aveva perso la propria divinità, di conseguenza era rimasto sulla terra a decomporsi. Purtroppo a quel tempo ancora non si conoscevano i gruppi sanguigni, dunque il francescano non si interrogò sulla questione ben più importante di quale dovesse essere quello di nostro signore.

Poco male: tal padre Roselli, domenicano, inquisitore a Barcellona, ritenne eretica tale affermazione e si oppose strenuamente, investendo lo stesso papa del grave problema. Il quale, esterrefatto dalla protervia francescana, concluse trattarsi di una sciocchezza bella e buona: tutto il sangue divino se n’era andato in paradiso assieme al resto. Ciò detto, vietò di continuare a parlarne.

Si sa però che tra francescani e domenicani non corre buon sangue, così i primi si guardarono bene dall’obbedire e continuarono a discettare attorno alla fondamentale argomento, seppure in sordina, e così, nel 1448, questa volta a Parigi, un altro francescano sollevò pubblicamente un dibattito in merito, investendone la facoltà di teologia dell’Università. La quale concluse in senso esattamente opposto a quanto deciso in precedenza: questo benedetto sangue (o sangue benedetto, o entrambe le cose) in cielo non c’era mai andato. Del resto, argomentavano i teologi d’oltralpe, v’erano reliquie ben più importanti di qualche goccia di sangue (ad esempio il sacro prepuzio di Cristo, esposto alla venerazione popolare) che testimoniava come fosse possibile lasciar ascendere il corpo di nostro signore in paradiso lasciandone però su questa terra porzioni rilevanti!

Altra irata levata di scudi dei domenicani e conseguente rinfocolarsi del litigio (come se per i seguaci di Francesco e Domenico fosse necessario ricorrere al sangue di dio per litigare e non avessero invece mille altre buone ragioni per farlo!)

Morto il papa che si era trovato tra le mani la patata bollente iniziale, colui che nel frattempo era asceso al soglio di Pietro ritenne necessario istituire una commissione paritetica, composta da tre francescani e tre domenicani, che trovasse finalmente un accordo così che si potesse dirimere definitivamente la contrapposizione e dar pace ai rapporti tra i due ordini (che, per la verità, non è che siano stati, e siano a tutt’oggi, dei migliori).

Riportano le cronache del tempo che i sei litigarono a tal punto che, nonostante le discussioni si tenessero d’inverno, e a quei tempi non ci fosse il riscaldamento centralizzato a lenire i rigori invernali, essi si coprirono di religioso sudore e, soprattutto, non trovarono un accordo.

Così il papa, che evidentemente non aveva proceduto alla rituale castrazione e ne aveva le palle piene, colpì i litiganti con ben assestati colpi di bolla, avocando a sé ogni decisione e ingiungendo a tutti di tapparsi la bocca una volta per tutte: se il sangue fosse andato in cielo o meno, l’avrebbe deciso lui!

Con comodo.

Dopo centoventi anni di dispute, pareva proprio che si sarebbe arrivati ad una conclusione definitiva.

In realtà tale disputa non è mai stata composta. Il papa morì pochi giorni dopo aver promulgato la bolla e per fortuna ancora non c’erano i fantarcheologi cretini, altrimenti ne avrebbero certamente dedotto che si doveva trattare di una vendetta divina, la maledizione del sacro sangue di dio che si vendicava dell’accidia papalina: ad inventarsi una storiella intrigante come questa avrebbero potuto precedere i best seller odierni.

Non stupirà apprendere che, ad oggi, nessun papa ha mai deciso in merito: evidentemente, dopo 659 anni, i tempi non sono ancora maturi, e poi è bene tenere sottomano una disputa inutile per avere qualcosa di cui parlare nel caso saltino fuori improvvisamente questioncelle davvero importanti, come ad esempio la propensione tutta pretesca all’abuso dei minori. In realtà, ciò che stupisce è che Ratzinger non l’abbia rispolverata in questi mesi di maretta: sarebbe stata un ottimo argomento di discussione per Voyager e per i blog dei soliti imbecilli. Dovrebbe anche stupire che nessun neo-sherdanu si sia ancora dedicato alla dimostrazione che si sia trattato di una disputa tra sherdanu medievali e centralisti romani.

Forse perché abbiamo di meglio da discutere, ad esempio atlantide.

Vediamo: incomincia la scuola. La nostra, quella della Sardegna, si trova nei gradini più bassi della graduatoria nazionale e, per la proprietà transitiva, anche di quella europea. Sarebbe troppo attendersi, almeno in questa scontata occasione, due parole di commento da parte di coloro che si definiscono (e credono di esserlo) intellettuali?

Un mostro sacro, un’icona italiana come Veronesi, già ministro della salute, afferma candidamente come la Sardegna dovrebbe essere contenta per l’eventuale assegnazione di una delle centrali nucleari che il governo vorrebbe installare sul territorio nazionale. Non ci sarebbe di che discutere? Ma non per dare il solito parere di parte più o meno informato, quanto per domandarsi come mai compaia improvvisamente sui giornali una simile notizia?

Ma figurarsi! Noi siamo impegnati a parlare di Atlantide, altro che storie, ed ecco che ci sono i Madau che rispondono ai Vati citando intellettuali di altissimo livello come i Morittu!

Ciò non è sconcertante: è stupido!

Se i soliti cretinindipendentisti sono perfettamente giustificati nel loro furore ideologico, in fondo fanno il proprio mestiere da una vita, né si vede come e perché dovrebbero cambiare, non si capisce per quale motivo coloro si propongono come interpreti del sentire collettivo dovrebbero inseguirli. A quale scopo?

Che si tratti di sciocchezze è già stato detto, che si tratti di miti pure, che siano ignoranti è noto, che siano in malafede lo sanno tutti… e allora?

Si rendono conto o no che si tratta di questioni politiche, che di storico, archeologico, culturale non hanno nulla? Si gioca sull’ignoranza, sul pressapochismo imperante e non sarà una soluzione il discuterne dottamente con razionali e ragionevoli dimostrazioni.

Madau&C, includendovi tutti coloro che si illudono di “fare cultura”, pensano di poter giocare a briscola con chi non segue le regole del gioco e si inventa la briscola sherdanu, la scopa nuragica ma, soprattutto, la trombata ideologica.

Carissimi, in attesa che il papa si decida ad informarci sulla destinazione del sangue di Gesù Cristo, possiamo attenderci una qualche dignitosa presa di posizione su un qualche problema serio o dobbiamo aspettare (almeno) sei secoli e mezzo?

 

gabriele.ainis@virgilio.it

148

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in PoLLitica. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...