ATLANTIDE O MORTE. SE NON SI E’ GIA’ MORTI…

di Gabriele Ainis

 

Singolare leggere ancora una volta, su un quotidiano sardo, la notizia della levata di scudi contro la proposta di legge, presentata dai Riformatori Sardi, per la creazione di Nur.At, l’istituto regionale che dovrebbe occuparsi di ricercare le eventuali connessioni tra Sardegna ed Atlantide.

Singolare per due motivi: non è una notizia nuova (ne ha parlato anche il nostro bLLog) e non è altro che l’attuazione del programma elettorale dei Riformatori.

Sebbene l’articolo si riferisca alla “denuncia dell’archeologo Mauro Madau”, comparsa su Il Manifesto Sardo, suppongo sia lecito chiedersi dove fosse Paolo Merlini, il giornalista che ha firmato il clamoroso scoop su La Nuova Sardegna, nei mesi passati.

Non è una notizia rilevante, se n’è parlato ampiamente e non ha nulla di scandaloso, almeno non oggi. Lo scandalo, se anche di scandalo si può parlare, è piuttosto la cecità dei mezzi di informazione al momento della presentazione dei programmi. Possibile che nessuno si sia degnato di dare un occhio a quello dei Riformatori?

Ecco, allora sarebbe stato opportuno parlarne diffusamente, segnalare che una formazione politica, per quanto minore, chiedeva il voto all’elettore proponendo una sciocchezza di tale portata. Ci sarebbe stato spazio per interrogarsi sul tipo di target (bella parola, no?) cui erano interessati i Riformatori, poiché, non essendo cretini (e infatti le elezioni le hanno vinte e si trovano al governo della Regione) avevano di sicuro un’idea sul modo per raccattare un pugno di voti in più.

Al di là delle denunce di archeologi o altri intellettuali (poi ne parliamo), Merlini si perde l’aspetto più interessante del problema, e precisamente il dato oggettivo che ci devono essere degli elettori interessati a Nur.At (uno lo conosco di sicuro, infatti ci scrive sopra anche i post). Dunque tutta la faccenda dovrebbe essere guardata partendo da questo: perché ci sono dei cittadini interessati a che un gruppo politico presenti una proposta di legge per Nur.At? Poi si potrebbe parlare a lungo di un gran numero di argomenti diversi ma tutti ugualmente intriganti. Ad esempio: si tratta di una degenerazione dei neuroni causata dall’isolamento millenario dei sardi? Dipenderà dall’abitudine di soffiarsi il naso con troppa veemenza causando così la fuoriuscita dei pochi neuroni adattati a nuotare nella sciacquatura di piatti contenuta all’interno del cranio? Una modificazione genetica ha causato la sostituzione della mielina con la saponina e quindi i neuroni scivolano via dalle orecchie? A causa dello sforzo per fingere una minima capacità cognitiva i neuroni sono stati espulsi per via anale? Una rara malattia genetica ha soppresso di botto i neuroni dispari lasciando quelli pari in stato di coma profondo per lo spavento?

Invece no: si parla e si discute su un “merito” della vicenda (la presunta validità dell’iniziativa) che ha poco senso (o nessuno) tralasciando il problema vero: che di fronte alle emergenze dell’isola, c’è della gente, dei cittadini, degli elettori, che si pongono il problema di Nur.At e votano i Riformatori. Questo, sebbene minore, è davvero un argomento di cui varrebbe la pena occuparsi, soprattutto da parte di coloro che si reputano intellettuali.

Un’osservazione: se si fosse trattato di un punto programmatico buttato là tanto per dire, i Riformatori si sarebbero guardati bene dal mandare avanti la proposta di legge, indipendentemente dal fatto che non arriverà mai da nessuna parte (quest’oggi, un’amica mi ricordava che anche l’interrogazione di Massidda farà la stessa fine, ed anche in questo caso il senatore sapeva benissimo, all’atto della presentazione, che non avrebbe avuto alcun seguito). Se ancora se ne sente parlare, di Nur.At, allora significa che conviene, che è una sorgente voti (pochi, ma nella ristretta realtà isolana ogni voto guadagnato è spesso doppio, soprattutto in momenti di forte assenteismo) ed è per questo che pur nella consapevolezza che non si andrà da nessuna parte, la proposta prosegue il proprio iter (al massimo i prodi Riformatori potranno dire che ci hanno provato ma i perfidi compagni di merende “centralisti” hanno cacciato un bastone tra le ruote: comunque vada, una vittoria).

In definitiva Merlini è un giornalista che fa parte del mucchio di coloro che interpretano il proprio mestiere come fotocopiatori di notizie (ma che differenza ci sarebbe allora tra un lancio ANSA ed un articolo?). Detto senza eufemismi, dimostra solamente di non averci capito nulla o di non aver voluto (non saprei davvero cosa augurargli!).

Per una volta, tuttavia (ma davvero per una volta?) l’insulsaggine è condivisa dagli “intellettuali” intervistati per l’occasione, sebbene un appellativo come questo dovrebbe essere adoperato con maggiore cautela.

Parte Angioni (definito antropologo e scrittore, come dire che Lévi-Strauss era un cuoco!) che esplode: “…è un’iniziativa che mi fa quasi vergognare. Non è seria.

Fantastico: avevamo bisogno che ce lo dicesse lui, antropoloGGo e fine narratoRRe. Come dire che si inseguono le discussioni altrui senza neppure domandarsi che senso abbiano. Hanno chiesto un parer all’IntelleTTuale, lui si degna. Punto!

Segue Milanese “profondo conoscitore del patrimonio della Sardegna ed esperto del periodo medievale”. Di quale patrimonio? Ma scherziamo? È un archeologo, medievalista, ed il massimo che ci spossa aspettare da lui è esattamente ciò che dice, e precisamente che si tratta di una proposta priva di qualunque base scientifica: E allora? Avevamo bisogno di lui per realizzarlo?

Brigaglia invece lo risparmio per pietà: almeno lui, che di politica qualcosa dovrebbe masticare, ne avrebbe potuto parlare, perché non si tratta d’altro che di una manovrina opportunistica basata sulla dabbenaggine della gente…

…ma soprattutto sull’ignoranza e sulla mancanza di cultura che fa scambiare la lettura di un liBBro con quella di un libro.

C’è qualcuno, degli intellettuali, che ne parla? C’è qualcuno di loro che si rende conto della propria inutilità? Ce n’è uno che si interessi del fatto che se i Riformisti presentano una assurdità del genere lo fanno perché certi di essere ascoltati da qualcuno? Si sono chiesti come mai quel qualcuno li ascolti?

No! No perché s’intellettuali sardu è quello convinto di esistere di per sé, come un’idea platonica di cui noi, poveri mortali, possiamo vedere al massimo l’ombra (che bella citazione, da orgasmo, mi compiaccio di me stesso: sono bravissimo, poco da dire!).

Il giornalista in testa, e gli altri al seguito (intrigante il fatto che Milanese affermi di essere stato all’oscuro della faccenda di Nur.At, si vede che vive su Marte) ritengono di esistere al fine di poter dare dotti pareri ai poveri mentecatti. Ce ne fosse stato uno del mazzo tanto responsabile da porsi un paio di domande (due, proprio due di numero) in merito a questa faccenda: di che si tratta, a chi giova. Ma è davvero così difficile?

Badate bene: ci sono i cattivoni, certo, i politici che si abbassano a manovre di questo tipo e i Sommi Vati accecati dall’ideologia (assieme ai morti di fame che vivacchiano con le lenticchie sottratte alle tasche dei cretini) però gli altri non ci fanno miglior figura.

Dov’è il professore, il giornalista, l’intellettuale, che prende per il bavero la situazione richiamando la nostra scuola che và a rotoli? La stupidità somma di continuare a gettare soldi, risorse e tempo dentro quel pateracchio che è la questione linguistica mentre i nostri ragazzi non sanno neppure cosa sia la ricerca scientifica? (Ma i professori lo sanno?)

Questi sarebbero temi da intellettuali, mentre loro invece, coloro che ritengono di averne la patente (ma chiamiamolo patentino che è meglio) non sanno far altro che inseguire i temi altrui.

Si sono accorti lor signori che l’agenda la detta qualcun altro?

Se n’è accorto, un Madau, che sta inseguendo le cazzate altrui e interessandosi di quelle si perde anche lui in cazzate? E che dire di coloro che si svegliano quando si parla di cazzate e neppure si accorgono che sono due anni suonati che i Riformatori le hanno messe sul tavolo?

Lubrano, simpaticone, avrebbe detto: sorge spontanea la domanda…

«Ma non è che più che interrogarci su Atlantide o morte, dovremmo chiederci se la cultura isolana non sia già defunta?»

 

gabriele.ainis@virgilio.it

140

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in PoLLitica. Contrassegna il permalink.

8 risposte a ATLANTIDE O MORTE. SE NON SI E’ GIA’ MORTI…

  1. Aldo ha detto:

    Certo che ne hai di ragione a scandalizzarti che i poveri Brigaglia, Angioni e persino il milanese non conoscevano da tempo, anzi da subito il noto e fondamentale programma elettorale dei riformatori sardi. Però la battuta dell’Asinara come Paese dei Balocchi non è poi così male. E quel furbacchione di Brigaglia perché si dichiara amico del grande padre di Atlantide? Io però di poveracci o di furbi interessati alla furbata dei riformatori non ne conosco. Chi sono? O è una fantasia atlantico-elettorale dei rifomatori, che tu condividi, nel senso che condividi l’idea che questa cazzata di Atlantide possa procurare una manciata di voti?

    • gabriele Ainis ha detto:

      Guardi, di quel programma elettorale si è parlato non poco, anche perché i coraggiosi riformatori hanno dato il giusto risalto alla trovata, e sarebbe stata una buona occasione per dire qualcosa di serio. Solo che gli “intellettuali” erano affaccendati in altro (anche Madau: sono sempre affaccendati in qualcosa d’altro) e si scandalizzano adesso. Sempre in ritardo ed inseguendo le agende altrui. Non le pare he sarebbe stato assai più interessante notarlo con la stessa veemenza allora?
      Che i voti li abbiano presi è un dato oggettivo, non una mia impressione, ed infatti sono al governo (regionale). Così come non hanno alcun timore, ed anzi si vantano, di procedere con la proposta per rispettare gli impegni presi con gli elettori.
      Per sapere chi plauda all’iniziativa di Nur.At, basta navigare nei blog dei prodi difensori della “sardità” (e leggere con attenzione la proposta di legge, ma non mi chieda di farlo al posto suo: si abitui a ragionare da sé, potrebbe anche non farle male). San Google può aiutare, ed io non ho alcuna intenzione di dare i link (di quelli che danno i numeri). Ne ho comunque parlato in un precedente post. Se le interessa, non impiegherà troppo ad arrivarci.
      Quanto a Brigaglia, ho ben detto che mi sarei astenuto dal parlarne per pietà. Se è per questo anche Milanese ci omaggia di una perla, quando non perde l’occasione (da medievalista) di notare che Sardegna non è solo nuraghi, come dire: nuraghi va bene, ma ci siamo anche noi.
      Lei potrà ridere quanto vuole, ma i nostri intellettuali sono questi, piaccia o non piaccia, occupati a parlarsi addosso e ciechi come talpe, finché non inciampano sulla cacca: allora si lamentano del sapore.
      Se poi lei è contento di stare in loro compagnia, è un suo diritto sancito dalla costituzione. Auguri.

  2. Aldo ha detto:

    Sono in sua e anche in loro compagnia, spesso, oggettivamente e spesso anche soggettivamente. Ma a volte stare con lei è scomodo, non per ciò che dice ma per il modo, che guasta, e allora sono con lei solo oggettivamente, quando dà l’impressione che si venderebbe tutto per poter fare uno sberleffo. Sarà il www, ma non mi pare sempre utile fare sberleffi a destra e manca, anche quando c’è l’indignatio. In questo sono più efficaci i comuni avversari, i sardi sardi delle prische glorie astro-atlantico-shardaniche et similia.

    • gabriele Ainis ha detto:

      Guardi, la sua schizofrenia soggettoggettiva mi lascia incredibilmente indifferente: me ne stupisco io per primo (saranno i primi freddi canavesani).
      Non si tratta di “stare” con qualcuno, ma di prendere atto che tre “intellettuali” parlano solo se interrogati e per non dire nulla, su sollecitazione di un giornalista che non dà alcuna notizia, parlando di un quarto intellettuale che mostra di non aver capito di che parla.
      Lei si accontenta dei Brigaglia&C perché apparentemente meno idioti dei shardarianoatlantidei? Io no, per niente, perché sono responsabili anche loro della deriva culturale in cui sciaguattiamo. Eppure, in tre righe, avrebbero potuto dire almeno una cosa dignitosamente intelligente. Ad esempio, che dieci milioni di euro è meglio spenderli per le nostre scuole. Oppure che bisognerebbe domandarsi com’è che siamo finiti a parlare di Atlantide (perché il problema sta tutto qui, arriva da lontano e dipende dalla pigrizia degli intellettuali, anche da quelli che si richiamano a Gramsci… a parole).
      Lei si rende conto, vero, che uno dei tre non ha perso occasione per tirare acqua al mulino medievalista ed un altro ha pensato bene di puntualizzare che non intende offendere Frau??
      Lei si accontenti e continueremo a parlare di Atlantide, magari per indignarci, ma sempre di Atlantide si parlerà.

  3. Atropa belladonna ha detto:

    Il punto della questione è lì, ti fai una domanda giusta:”perché ci sono dei cittadini interessati a che un gruppo politico presenti una proposta di legge per Nur.At?”, ma non ho intravisto che una parte di risposta-deriva culturale e responsabilità di essa da parte di vari personaggi che elenchi. Suppongo che non fossi serio parlando della malattia genetica e del coma spaventato (o sì?), ma non ti viene in mente che, a parte le varie ideologie e Atlantide, vi sia anche una buona quota di persone che si accorge di un carenza-putroppo reale- della ricerca sul Nuragico e sul pre-Nuragico? E parlando di turisti-è l’unica posizione che posso assumere- tutti, il 100% di quelli con cui ne ho parlato, dai colleghi di lavoro agli archeologi stranieri, hanno l’ impressione molto netta che il Nuragico sia troppo poco valorizzato. “Peccato davvero” è il commento più frequente: dai musei ai siti questa carenza sul tratto culturale più caratteristico dell’ isola si avverte nettamente. Non sto né facendo supposizioni sui motivi né facendo dietrologia, né giustificando che si utilizzi (se è stato fatto) un tale sentimento per raccattar consensi; sto solo constatando.
    Constato anche che Atlantide “tira” sempre, sia da una parte che dall’ altra, come i principi e le principesse di Monaco. Non ho mai visto un mito così duraturo e con tanto successo.

    Già che ci sono, e visto che in ogni caso mi toccherà uno strale velenoso, come mai la tua amica è convinta che l’ interrogazione di Massidda non arriverà da nessuna parte?

    • gabriele Ainis ha detto:

      Visto che non vuoi uno “strale velenoso” evito, contenta?
      Ti sei mai posta il problema di capire ciò che leggi? Sì?
      Allora ponitelo di nuovo! Grazie.
      Per la domanda finale, si tratta di questioni di privacy e di un poco di fantasia: alle prime sono molto sensibile io, alla seconda (nonostante le apparenze) pochissimo tu.

  4. Atropa belladonna ha detto:

    Bene, rispetto la tua questione di privacy (ma non mi pare di averti chiesto un nome) e provo ad usare la mia fantasia. Anche io non sono ottimista riguardo l’ interrogazione del sen. Massida, soprattutto dopo quello che è successo alla ventilata trasferta orientale di un paio di statue di MP. I due meglio restaurati ragazzoni già iniziavano a vantarsi con i compagni meno fortunati ed a pensare cosa mettere in valigia. Ma il loro novello tour operator non ha neppure fatto in tempo a far loro un preventivo di viaggio, che già arrivava la doccia fredda di Bondi “ogni eventuale esposizione fuori dal loro contesto delle statue di Monti Pramma dovrà essere autorizzata e decisa dalle autorità locali” il che alle mie orecchie suona “Mai”. In due o tre giorni ed in agosto le autorità competenti si sono mosse così in fretta da bloccare il tutto sul nascere. E poi non lamentiamoci della efficienza. Per questo ritengo, ma forse sono un po’ pessimista, che l’ interrogazione del sen. Massidda non abbia troppe chance, non certo perché penso sia una sciocchezza o perché il senatore pur consapevole di ciò l’ abbia posta in malafede. Ovviamente spero di sbagliarmi. e sarei pronta a beccarmi uno o 10 strali velenosi in cambio della mia speranza.

    • gabriele Ainis ha detto:

      Sì, effettivamente capisci poco di ciò che leggi!
      In Sardegna abbiamo un detto molto efficace riguardo chi vive sperando. Purtroppo non posso comunicartelo per evitare che lo consideri uno strale velenoso.
      Quanto a ciò che pensi di Massidda, si può interpretare in due modi: o è un politico che non capisce nulla di dinamiche parlamentari, e non sa che l’interrogazione andrà a donne perdute, oppure lo sa e l’ha presentata lo stesso. In entrambi i casi ci fa una figura di…
      …sale.
      Scelga il candidato.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...