EVASIONE FISCALE: FINALMENTE PRIMI!!!

di Gabriele Ainis

 

Questa volta ho aspettato un paio di giorni, così, tanto per vedere se per caso con ci fosse qualcuno, tra i baldi difensori di noi moderni Sherdanu, che fingesse di mostrare un qualche minimo interesse per questa notiziola del Sole, comparsa al solito di lunedì ad inebriare noi poveri terronazzi trapiantati nel declinante nordovest (che di declini se ne intende: per informazioni rivolgersi ai cognomi argentini!).

Il solito Centro Studi Veneto, ha preso i soliti quattro numeretti disponibili ovunque ed ha dato una delle numerose possibili risposte alla domanda secolare che affligge le nostre coscienze: le tasse le paghiamo o no? E se no: chi le paga di meno tra le regioni italiane?

Bella domanda eh? Visto che si và verso il federalismo, domande di questo genere cominciano a diventare sempre più frequenti, soprattutto al nord che ha finito di beneficiare da tempo (Veneto in testa) di quei compiacenti governi Democristiani che non dovevano rispondere all’Europa (ma adesso ci sono governi , come potremmo dire, “diversamente compiacenti”, come i ciechi li chiamiamo “diversamente abili”) e vedono con piacere a queste inchieste perché, per una volta tanto, non li vede in testa alle graduatorie.

Diciamo la verità, questa volta tutti quanti noi avremmo giurato, da terronazzi, che le tasse le evadessero quei maledetti imprenditori piccoli e grandi del nord, pieni di quattrini, che lavorano in nero, non compilano le bolle, dimenticano che le vendite andrebbero fatturate e sfruttano ferocemente i meridionali (che poi votano lega), gli immigrati (che finiscono per votare lega pure loro) e i poveracci settentrionali (non vi dico chi votano e ve lo lascio indovinare, così non ci dormite la notte).

Il risultato ve lo mostra la figura, opera (e proprietà) del Sole, disponibile in rete a questo indirizzo.

Ma ci credereste che siamo PRIMI?!!! I migliori, senz’ombra di dubbio: i valorosi Sherdanu, ancora una volta, hanno vinto l’ennesima terribile battaglia.

Si potrà dire che il metodo utilizzato non risponde alla verità, che le tasse le paghiamo e come, sono i soliti trucchi contabili dei perfidi nordorientali (questa non l’ho ancora sentita, l’ho inventata io e voglio le royalties se qualcun altro si azzarda ad adoperarla) con lo scopo, basso e malandrino, di metterci in cattiva luce.

Mah, non lo escludo, però i numeri (oggettivi e verificabili) di partenza, li trovate a questo link: se volete ne possiamo discutere.

Si tratta di una versione semplificata del redditometro: si verificano i consumi considerando un certo numero di indicatori oggettivi (ad esempio le spese procapite per un certo paniere di beni) poi si raffronta il dato con i prelievi fiscali, confrontandolo e normalizzandolo con quello medio nazionale. Se una data regione “spende” più di un’altra in rapporto al prelievo fiscale, c’è il ragionevole sospetto che evada le tasse. Non si tratta di numeri particolarmente ostici e riguarda beni di consumo ben noti a tutti, quindi ciascuno di noi, anche senza particolari competenze, ma dotato della voglia di impegnare un paio di minuti nel compulsare una mezza dozzina di tabelle, potrà farsene un’idea.

Personalmente, ho trovato il metodo utilizzato alquanto rozzo e vagamente di parte (tanto per dire che a mio avviso, se proprio non si può dire che fa comodo al Sole ottenere questo tipo di risultati, diciamo che non gli dispiace) però è incontrovertibile che rispetto ad un certo tipo di ricchezza esibita, il sud paga meno tasse e probabilmente (in proporzione) evade maggiormente. Naturalmente, e con orgoglio, noi siamo gli ultimi (nel pagare le tasse) dunque i primi (nell’evaderle). Abbiamo vinto!

Dove sta il trucco?

Non c’è, però parlando di percentuali e normalizzazioni, finisce per sfuggire che le tasse sono una frazione percentuale del PIL, quindi chi ha un PIL infimo (come noi) evaderà maggiormente, in percentuale, ma in assoluto non c’è lotta e le tasse grosse mancanti all’erario non vanno cercate a Lei o ad Africo, ma probabilmente ad Abbiategrasso o Treviso. Come dire che se io, poveraccio, guadagno cento euro e ne pago venti e non quaranta come dovrei, faccio la parte del disgraziato, mentre se uno ne guadagna mille e ne paga trecento al posto di quattrocento, secondo lo studio del Sole sembra più virtuoso di me! Semplice, no? Eppure con argomenti come questo (che il sud ladrone evade) Bossi ci marcia e prende palettate di voti (ma diciamolo sinceramente, se abitaste a Treviso e foste un piccolo imprenditore, non gli dareste ragione?).

Dunque c’è da stare tranquilli e si tratta della solita trovata nordista per dare addosso ai terroni?

Dividiamo il problema in due parti, ben distinte, e poi parliamo di ciò che ci interessa davvero, che non è l’argomento dello studio del Sole, ma qualcos’altro, e precisamente il tipo di società che stiamo sviluppando sull’isola.

Punto primo: le tasse vanno pagate secondo la legge. Se la legge non piace, si vota chi ci propone di cambiarla (e ci spiega come intende farlo, perché pagare meno tasse non è cosa da poco). Se poi non lo fa (e siamo capaci di capirlo, altro grande problema) lo mandiamo a casa a calci e non lo votiamo più, come accade nei posti normali in cui i presidenti del consiglio, una volta mandati a casa (ad esempio un Aznar, o un Blair) non hanno la faccia tosta di ripresentarsi dopo un viaggio verginalmente ricostruttivo a Casablanca.

Punto secondo: piaccia o non piaccia, è vero che in percentuale evadiamo le tasse assai di più delle regioni settentrionali, così come è molto probabile che la Sardegna si trovi, se non in testa come afferma lo studio, di certo ai primi posti. Che poi si voglia davvero argomentare come ho fatto prima (che i poveri evadono di più ma si tratta di meno soldi) è un argomento che a Bossi&C non può far altro che piacere, così prende ancora più voti!

Ciò detto, dilungandomi ma non se ne poteva fare a meno, arriviamo al nocciolo del problema, che nel discorso, a volte, scompare: come mai noi poveracci evadiamo più dei nordisti? Ma non si era detto che il sud, assistenzialista, si basa sui posti pubblici che, notoriamente, non possono evadere le tasse perché si applica il prelievo alla fonte?

Prima di tutto, apparentemente, non siamo i poveracci del sud! Abbiamo il reddito procapite più elevato, siamo i primi consumatori di energia elettrica in Italia (lasciamo il Caso Val d’Aosta che merita un discorso a parte) consumiamo un oceano di benzina, abbiamo incrementato più delle altre regioni meridionali i depositi bancari.

Se però andiamo a vedere quante auto abbiamo immatricolato, ci troviamo in linea col resto del sud, e abbiamo la più bassa percentuale di macchine di grossa cilindrata, nonché la più bassa percentuale di abitazioni di pregio!

Che succede?

Ecco il punto: c’è qualcuno che si sta chiedendo che razza di società è diventata quella isolana? I numeri ce lo dicono chiaramente: una società che non esiste, cioè una società che vive in nero, senza posto fisso, senza contributi, con lavoretti spesso saltuari e malpagati. Ecco perché ci sono le macchine che troviamo nel resto del sud, poche di pregio, come le case, destinate a chi se lo può permettere, così come i consumi di energia elettrica, benzina i depositi bancari: evadiamo perché i lavori reperibili in Sardegna non esistono (ufficialmente) dunque le tasse non si pagano (si potrebbe dire per fortuna) su quei quattro soldi in nero che riusciamo a mettere in saccoccia a fine mese.

E i soldi generati dagli impieghi pubblici?

Ecco: sono quelli che vanno a costituire i dati delle tabelle (ad esempio un reddito procapite elevato), e finiscono nelle tasche di coloro che non pagano le tasse (ad esempio i professionisti che non rilasciano fattura, i costruttori e gli artigiani che frodano il fisco e non pagano le maestranze secondo quanto richiesto dalla legge) contribuendo così alla determinazione del dato finale: la Sardegna le tasse non le paga perché è una ragione di precari ed evasori, cioè un organismo che si nutre di sé stesso, costituito da uno stomaco che ingurgita tutto il resto e non evacua.

Così si capisce perché di queste cose non ne parla nessuno, né i politici di mestiere, né le macchiette da avanspettacolo (né gli ex-giornalisti che continuano ad occuparsi di nuraghi): cosa avrebbero da dirci? Quali soluzioni da proporre? Forse che siano le torri nuragiche a pagare le tasse?

In ogni caso: buon appetito!

 

gabriele.ainis@virgilio.it

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2 risposte a EVASIONE FISCALE: FINALMENTE PRIMI!!!

  1. Atropa belladonna ha detto:

    A parte il titolo-lo fai un pò teatrale, in realtà il Sol24h e parla di “distanza massima tra redditi e consumi” come ” una spia del rischio evasione fiscale” che non è proprio la stessa cosa. Ma, dicevo, a parte il titolo perchè dici che il metodo è “alquanto rozzo e vagamente di parte”?

    • gabriele Ainis ha detto:

      Il titolo deve necessariamente essere dubitativo e parlare di eventualità, altrimenti, pur con la potenza della Confindustria, il Sole avrebbe avuto una marea di denunce per diffamazione (ma se leggi l’articolo non ci sono dubbi, tant’è che ha suscitato un vero e proprio vespaio).
      Il metodo è rozzo perché ci sarebbero altri indicatori più efficaci per segnalare l’evasione nelle regioni maggiormente industrializzate e proprio per questo vagamente di parte. Il Sole non ha alcuna intenzione di parlare dell’evasione potenziale degli industriali.
      Si tratta di un’obiezione (la mia) che è stata posta all’estensore dell’articolo nel corso di un piccolo dibattito radiofonico su Radio24 (la radio di Confindustria), ed effettivamente il giornalista ha dovuto ammettere che si è interessato essenzialmente delle famiglie. Noterai che anche io, nel mio piccolo e da ignorante, noto anche un altro piccolo neo, e precisamente che i “volumi” non stanno certo al sud, e men che meno in Sardegna.
      Tuttavia i numeri dei consumi restano e quelli del reddito procapite (ufficiale!) pure, da cui le contraddizioni. Al di là della questione dell’evasione, i numeri dicono chiaramente che la nostra società isolana è basata sul lavoro sommerso (dunque non generatore di stabilità sociale) e la forbice tra i “benestanti” e i “poveri” si allarga.
      Và da sé, che i Vati, Sommi o meno, se ne sbattono allegramente perché sono occupati a litigare su emerite sciocchezze. Noi Sardi ci occupiamo di cose serie, mica di puttanate come queste!

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