DUE PAROLE A CHI PISCIA FUORI DAL VASO

 

di Franco laner

 

Gentile Desi, le rispondo…

Confesso l’imbarazzo, quasi fantozziano, di rivolgermi all’uno e trino. Dico subito che mi commuove il fatto che lei abbia dedicato, pur su pressione (obtorto collo), una disamina così attenta e puntuale ad una mia illazione sui quadrilobi, ovvero sui nuraghi complessi, generalmente oggetto di aggiunzione all’originario MASTIO (torre sarebbe generico e improprio per l’archeologia nuragica ufficiale).

          Frobenius. Tardo ottocentesco? No, la sua produzione scientifica è dei primi del novecento. Ho letto ciò che scrive a proposito di rappresentazioni cosmologiche di molte popolazioni africane (le mostro nella figura alcuni oggetti da lui rilevati). Ovviamente, anche se scrive bene e chiaro, posso non aver capito. Certamente è datato. Ma anche per il mio mestiere rileggo Vitruvio – ha duemila anni – e imparo ancora! Anche dall’ Alberti e da Palladio. Come sono anacronistico. Forse perché non ho assimilato la categoria del “tempo lineare”, questa freccia tutta protesa in avanti e che giudica superfluo fermarsi o ritornare sui gradini già percorsi dalla scienza e dalla tecnica. Cerco di aggiornare le mie letture – con illusorio profitto! – anche con gli autori che lei consiglia (Diamond, Gould, Olson…) ma il richiamo ai superati Eliade, Guenon, Leroi-Gourhan, Gimbutas, Campbell, Kuhn o Munford, per star vicino alla mia disciplina, esercitano su di me un fascino irresistibile. Confesso, sempre fantozzianamente, che anche in autori meno noti e datati, ci sono delle pagine che condivido e salvo nella mia mente, appunto MENTEcatta.

          Sull’ignoranza delle stratigrafie. Mi scuso umilmente, pensavo che la stratigrafia fosse una tecnologia, un metodo di scavo, non una teoria. Questo punto però è illuminante e un ritornello. Appena si tocca il nervo dell’archeologia lei si adombra. E’ il suo esclusivo recinto? Se un azzarda un piede glielo taglia? E già che siamo sui nervi scoperti, perché non dice cosa fa e quale sia la sua disciplina? Ancora la tuttologia non è legittimata, ma non disperi! Davvero non capisco –normale!- perché io non possa pisciar fuori dal vaso e lei sì. E lo fa per denigrare, deridere, prendere goliardicamente per il culo. Davvero un campione inarrivabile. Ma non leggo mai qualcosa di propositivo. D’accordo, è già molto mettere in luce discrasie, fesserie, errori. Ma una volta faccia uno sforzo, ci dica qualcosa di archeologia, con parole sue.

OSI.

Il terzo capitolo del suo Archeoattak lo dedichi alla motivazione che ha spinto i sardi a costruire nuraghi. Non le chiedo a cosa servissero, né come gli abbiano costruiti, la domanda sarebbe sciocca).

Però non mi faccia vomitare quando scrive che mai uno specialista abbia affermato che i nuraghi siano fortezze. Se così fosse mi sono davvero bevuto il cervello!

O forse, da Lilliu in qua, passando per Contu, Atzeni, Tanda… e maree di portaborse dei suddetti archeologi sardi, tutti costoro non sono specialisti?

          Sulla proprietà transitiva e sul suo accanimento e sottile speculazione sul senso del discorso. Dico che sia il bronzetto, sia il quadrilobo sono una raffigurazione cosmologica. Il bronzetto (A) è un modello cosmico (B).

Il nuraghe ( C) è un modello cosmico (B).

Ne deriverebbe transitivamenteche che A=C! OK, è sbagliato, perché è una pessima deduzione!

Al massimo potrei dire che entrambi sono modelli cosmici. Mi atterrò dunque alla semplice affermazione che il bronzetto non sia un modello di nuraghe.

Grazie per l’osservazione e per l’invito a studiare!

 

laner@iuav.it

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Figure, nell’ordine dall’alto: immagini da Frobenius; ricostruzione della tomba di Porsenna; l’omphalos di Rapa Nui.

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6 risposte a DUE PAROLE A CHI PISCIA FUORI DAL VASO

  1. Desi Satta ha detto:

    Esimio Proftziu Laner,
    Vi rispondo in breve:
    a) C’è una bella differenza tra l’imparare da un autore superato e seguire pedissequamente ciò che dice; Voi potete imparare da Newton, ma non usare la sua teoria per i calcoli che richiedono quella di Einstein. Vedete di non confondervi. (Riguardo Frobenius, pubblicò all’inizio del ‘900 sulla base di un’ideologia pienamente ottocentesca, come del resto, visto che l’ho citato, proprio Einstein per quanto riguarda la teoria della relatività). Idem per coloro che lei cita, da Leroi-Gourhan in poi. Proposero teorie che vennero superate, come pare accada per la scienza (non fatemi ripetere ciò che ho già scritto). Gimbutas no, la sua pseudo teoria (priva della minima pezza d’appoggio) non venne mai accettata se non dalle femministe e dalle persone che confondono il sogno con la realtà. Se a Voi piace, ne sono felice (e non ne dubitavo).
    b) No, le stratigrafie non sono una teoria: sono “solamente” la base empirica per qualunque ipotesi scientifica quando la storia non assiste (come nel caso del BM in Sardegna). Come al solito Voi svicolate sulla cosa e Vi intestardite a farmi dire che non avreste diritto di sparare scemenze. Tutt’altro, la costituzione italiana (gran bella cosa) Ve lo consente, e a me di farvelo notare. Sul “qualcosa di propositivo” da parte mia, ovviamente sbagliate, ma non vedo perché dovrei darVi i link. Cercate in rete e troverete il poco che i miei balbettamenti consentono. Riguardo all’equazione nuraghe=fortezza, Voi non Vi siete bevuto il cervello, semplicemente Vi siete limitato ad una lettura superficiale degli articoli su rivista (ma li avete letti?). Riprovate e troverete argomenti ben più articolati di un’affermazione di tre parole.
    c) Sì, il Vostro sillogismo è proprio sbagliato (nel senso che non segue le regole della logica formale). Sull’affermazione che il modellino in bronzo non rappresenti un nuraghe, Vi lascio volentieri. Trattasi di affermazione apodittica, non deduzione, pertanto non mi interessa.
    Infine sulla tuttologia: sarei tuttologa perché ho parlato di un paio di saggi divulgativi?? Siate serio, pur nella mediocrità dell’attuale situazione culturale italiana, chiacchierare di un paio di centinaia di pagine ben scritte (nessuna delle quali da un autore italiano, ahimè) non mi pare un grande sforzo intellettuale. Non buttatevi giù in codesta maniera, Ve ne prego e soprattutto non prendete come metro di paragone altri vostri interlocutori che inciampano sui congiuntivi (quando và bene). Vi prometto tuttavia che in un prossimo post (se mi verrà accettato) parlerò di un libro che vi piacerà di certo: contento?
    La mia specializzazione? Scienza dei materiali. Ve lo dico acciocché possiate dormire tranquillamente la notte: se perdeste il sonno a causa mia me ne dispiacerei sommamente.
    Vi saluto e vi ringrazio della risposta.

  2. ALBERTO MANARA ha detto:

    Soliti sardi.

  3. Franco Laner ha detto:

    Ci sono dei passaggi molesti -a me ovviamente- tipo “tocca a me di farvelo notare”, oppure “confondete il sogno con la realtà”, . Ancora “non fatemi ripetere ciò che ho già scritto”, “ho l’impressione che non legga e la “certezza” che non studi…” E poi “una persona (io) che si propone come scienziato” . Mai, mai pensato, mi creda -mia dea- e mai, mai detto!
    Con nome e cognome dichiarato, so che non si comportebbe con nasino così all’insù. Mi fa venire in mente, ma è solo un suo lontano parente, Mughini.
    Pensi che nel leggere ciò che scrive, mi par di sentire il tono della sua voce!
    Scienza dei materiali. Quanti sono i settori disciplinari che girano attorno alla scienza e ai materiali? Anche Icar 12 ha questo insegnamento. Anch’io insegno un materiale, il legno! Finalmente ho capito chi ella sia!
    C’è un detto in Veneto: “Tiente sempre un scheo de mona in scarsea” So che non serve la traduzione per voi tre, ma per il quarto, quel mona sta per sciocchezza, umiltà, capacità di abbozzare, non passare per troppo sveglio, insomma.
    E sulla funzione militare dei nuraghi c’è un patrimonio, divulgativo e articoli su rivista, mai smentito dagli specialisti che lei difende, perché è passata alla seconda fase:
    -Prima ti ignorin
    -Poi ti ridin
    -poi ti combattin
    -poi tu vincis (anche se di vincere non me ne può fregar di meno!)
    Dormirò, dormirò e una dea mi verrà in sogno. Saprò demarcare quella sottile linea che separa il sogno dalla realtà?
    Forse, ma dovrò studiare!
    Franco

    • Desi Satta ha detto:

      Carissimo Proftziu,
      il Vostro modo di rispondere ricorda molto da vicino il tipico atteggiamento dei vostri amici Fanta-X. A corto di argomenti, si passa allora a criticare l’anonimato, all’insulto (il vostro assai ironico, ma Mughini, carissimo, è un furbastro di tre cotte che incassa una marea di quattrini perché ci sono i fessi che lo ascoltano, si ricordano di lui e gli fanno pubblicità, anche in rete), e al grano di sale di umiltà. Dato il rispetto che nutro per Voi, tralascio la mona e Vi faccio notare che dai temi iniziali siete passato ai metatemi.
      Noto infatti, con sconcerto, che tutti gli argomenti di cui si parlava (incluso il vostro curioso svarione logico) sono misteriosamente scomparsi, salvo la fissa della fortezza. Premesso che io non difendo gli specialisti (lo so che Vi chiedo tanto, ma rileggetevi ciò che scrissi dello “specialista” Ugas, per essere poi accusata di attacco personale nei confronti di una brava persona!) sto solo cercando di spiegarmi meglio. L’idea che il nuraghe fosse una “fortezza”, nel senso che si dà normalmente a questa definizione, è assente dalla discussione archeologica fin dall’avvento dello scavo stratigrafico scientifico. Considerate ad esempio “La Civiltà dei Sardi” (prima edizione) e leggete gli articoli originali di Lilliu riportati in bibliografia. L’articolazione della discussione in merito alla funzione dei nuraghi, prevede anche la funzione difensiva e di occupazione del territorio, e tiene conto dei rifacimenti e delle integrazioni succedutesi nel tempo per rispondere alle necessità contingenti (ad esempio le tensioni tribali) ma non si parla mai di fortezza nel senso comune del termine (ad esempio come grossa caserma che alloggia un piccolo esercito pronto ad azioni offensive e offensive). Continuo anche a suggerire di considerare lo sviluppo nel tempo della discussione specialistica in merito alle costruzioni nuragiche (tutte, non solo i nuraghi). Senza trascurare il primo argomento scomparso dai Vostri commenti: la stratigrafia!
      Il fatto che poi gli “specialisti” si preoccupino di ignorarVi, ridere di Voi, combatterVi, sono d’accordo sul primo punto: secondo me non sanno neppure che esistete, ed infatti Vi rispondo io, mica loro! (Immaginate che quel poveraccio di Pintore, che non se lo caga nessuno, riferendosi a noi si è inventato la “Baronia”, come gli spostati americani fanno con la CIA credendo gli abbiano impiantato un chip nel cervello per controllarli. Immagino che con lui la CIA avrebbe seri problemi!).
      Riguardo al fatto che dobbiate studiare, non posso che concordare, sottolineando che ci troviamo sulla stessa barca (spero che non affondi visto l’affollamento). Dovete Voi, devo io, dovremmo un po’ tutti. Non per umiltà ma per piacere.
      Un affettuoso saluto
      PS – I materiali compositi (dunque anche il legno) sono uno dei miei interessi principali. Però io non li insegno: li applico. Se vi ho offeso definendoVi scienziato, me ne scuso: non lo faro più. Mi permetto di inviarvi anche le seguenti ””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””, che potrete utilizzare per chiosare i miei interventi quando, e se, doveste averne bisogno.

  4. Franco Laner ha detto:

    Accetto volentieri le scuse. Non sono uno scienziato!
    Lei dunque si occupa di materiali e non è un’archeologa. Le credo, perché definisce il legno materiale composito!
    Sul “ti ignorin, poi ti ridin…non era rivolto a me, bensì agli archeologi che prima hanno ignorato chi sosteneva che i nuraghi appartenessero alla sfera del sacro, poi li deridono, poi li combattono…
    Nonostante tutto anche lei rimane nella sfera militare.. e se gli archeologi non sanno che io esisto, non me ne può fregare di meno…
    Ed ora tiro fuori il mio scheo de mona…
    Aspetto il post che mi ha promesso. Se non mi piacerà, non vorrò più sentirla, o leggerla, che è lo stesso.
    Mi raccomando dunque, mia dea!
    Franco

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