IL CONSESSO DEGLI EROI: Baingio&Bustianu alle Ghjurnate di Corti

di Gabriele Ainis

 

Che credete? Mentre i piccoli, comuni, insignificanti signor Nessuno bagnano le chiappette smunte e bianchicce nelle acque delle spiagge invase dai turisti, loro, gli eroi dell’indipendentismo nostrano, combattono un’altra strenua battaglia per la libertà del popolo SSardo.

Questa volta Baingio non è solo, si è fatto accompagnare da Bustianu, ma questo non deve farci indulgere a facili battute sul fatto che ad andare in coppia si rischia di mostrarsi come quelli che a coppie devono andarci per forza, perché la natura così ha deciso. È una cosa seria e non possiamo permetterci di cazzeggiare: c’è in ballo il futuro dell’Isola, altro che organi riproduttivi e calembour di dubbio gusto!

Insomma hanno preso, non si bene cosa, e sono andati alle Giornate Internazionali di Corte, in Corsica, a parlare della liberazione dei popoli oppressi assieme ai Corsi, che sono oppressi dalla montagna di denaro che la Francia butta a mare tutti gli anni, ai baschi di Batasuna, oppressi dalle montagne di dinamite che hanno tirato addosso al prossimo negli anni e, si spera, dai rimorsi, nonché al FLNKS (non lo sapete cosa sia, vero?), allo Sinn Féinn… anche questo vi ricorda la dinamite e i morti ammazzati?

Insomma tutta gente simpatica e allegra con cui vale la pena prendere un aperitivo, che infatti hanno bevuto, come da programma, assistendo giulivi alle solite cazzate folkloristiche. In fondo in agosto non si sa che piffero combinare di interessante, così è stata una buona occasione per una rimpatriata con i vecchi amici, stanchi (loro) delle bombe perché clamorosamente superati dai terroristi islamici che, al giorno d’oggi, sono molto più bravi a guadagnarsi la scena mondiale. Finiti i bei tempi che si faceva saltare per aria l’automobile di Carrero Blanco e noi andavamo al cinema a vedere uno splendido Volonté interpretare la parte del tenebroso e combattuto terrorista basco. Oggi ci sono quelli che in fatto di audience li battono di parecchie lunghezze, così come superano in fantasia qualunque sceneggiatore di Hollywood: se Bin Laden non fosse un terrorista, sarebbe uno straricco sceneggiatore di Malibu con il comodino coperto di Oscar.

Chissà cosa si saranno raccontati mentre sorseggiavano un Cap Corse, quasi me lo immagino (*):

«Eh… mi ricordo di quella volta che abbiamo fatto saltare per aria una caserma della Guardia Civil. Che bei ricordi! E tu che facevi a quei tempi?»

«Io? Trivellavo…»

«Trivellavi? Trivellavi le caserme?»

«No: io trivellavo i pozzi!»

«Ah… i pozzi… sì… e tu che fai adesso di bello? Sempre lotta dura?»

«Durissima: io mordo i turisti!»

Insomma politica ai più alti livelli, da non lasciare un momento di tregua tra dibattiti e programmi politici. Certo pensare che un Baingio, convinto sostenitore della nonviolenza, possa bere una robaccia assieme ad esponenti di partiti il cui braccio armato figura nella lista delle associazioni terroristiche è un piccolo mistero, però nessuno (di loro) ne parla e naturalmente se ne guardano bene anche gli ex-giornalisti nostrani, quelli che si scandalizzano quando gli si dice che fomentano l’intolleranza e la violenza. Invece è tutto un florilegio di argomentazioni al limite del sublime, altro che storie, perché i cervelli politici da noi si sprecano. Che ci fa il mite e stralunato leader indipendentista assieme a gente che rivendica ad urla morti ammazzati inferti e subiti? Questo sarebbe da discutere: vuole anche lui usare metodi simili? No? Allora perché ha preso il traghetto e si è sciroppato la stradaccia per quell’enorme e tentacolare metropoli di seimilacinquecento abitanti scarsi?

Non si sa. Si potrebbe provare a chiederlo a Gandhi, che però non risponde, perché se potesse farlo chiederebbe prima di tutto di non essere utilizzato da cani e porci come icona di un pacifismo capito da pochissimi ed applicato (oggi) da nessuno. Poi, imporrebbe al prode indipacifista di bere un litrozzo di piscio di vacca, come faceva giornalmente lui, al fine di schiarirsi le idee, ed andrebbe di corsa in India a dire ai suoi ex amici che non si azzardino più a costruire bombe atomiche in suo nome!

Stupisce meno Bustianu, perché ultimamente ha mostrato con atti inequivocabili di voler passare alla lotta armata. Quando di lui si dice che lotta con le unghie e con i denti non si tratta di una metafora, sebbene, ad oggi, non risultino ancora turiste graffiate. Aspettiamo fiduciosi e non abbiamo dubbi che presto porrà rimedio alla mancanza: da uno come lui non ci si può aspettare di meno!

Ma in fondo cos’hanno detto i due alla folla straripante che pendeva dalle loro labbra?

Scena: un tendone (piccolo) di politene bianco da festa paesana, quelli sotto i quali nei giorni di pioggia si rifugiano i paesani a grigliare le costine di maiale, un lungo tavolo dietro il quale siedono questi signore (una) e signori, sedie da giardino (vuote) di fronte a loro ed un’acustica da viva il prete. Commovente il dettaglio delle bottiglie d’acqua a disposizione degli oratori: che bevano a canna, accidenti, ché i bicchieri di plastica inquinano, e poi gli eroi che lottano per la libertà non hanno bisogno di bicchieri e di altre cose inutili come le forchette. I rudi combattenti usano le mani e i denti… soprattutto i denti.

In somma quattro corsi, pardon , quattro gatti e gli accompagnatori degli oratori che facevano del loro meglio per applaudire e dare un minimo di dignità alle registrazioni destinate a comparire in rete.

Mi piacerebbe chiosare i discorsi di Baingio&Bustianu che, non è una battuta, mi ricordano un duo di cabarettisti corsi che imperversavano quando mi è capitato di passare le vacanze da quelle parti: Tzek&Pido. Mi piacerebbe ma non posso: non hanno detto nulla! Dieci minuti a testa, venti minuti scarsi di parole legate dalle regole della grammatica e della sintassi (senza esagerare, eh, ché la lotta si attua anche distruggendo la lingua degli odiati oppressori) che non dicevano nulla. Di certo, per parlare così a lungo senza dire niente è necessaria una certa preparazione!

Però un commento ce l’ho: entrambi hanno parlato in italiano (quello che loro pensano sia italiano)!

Ma come: non si era detto che bisogna piantarla con l’italiano? Che la nostra lingua è il sardo?

Così ho cominciato a riflettere ed ho capito: sono uno sprovveduto! Che stupido: Baingio&Bustianu usavano il grammelot, perché, senza traduzione simultanea, di quello che avrebbero detto in sardo non ci avrebbe capito una cippa nessuno, né potevano usare il francese, come hanno fatto gli altri (ad esempio la rappresentante di Askatasuna e quella di Corsica Libera) per il semplice motivo che il nostro duo il francese non lo parla! E allora giù con vocalizzazioni, onomatopee, gesti ed occhioni sbarrati che a me sono parsi, per errore, italiano. Il tutto in mezzo al frastuono assordante delle ovazioni. Un successo: di fronte a loro il Nobel Dario Fo sarebbe scomparso!

Certo andare fino a Corte per non dire un fico è cosa che dovrebbe far riflettere, ma non ci preoccupiamo troppo: in fondo non dicono un accidente neppure in Sardegna: perché dovrebbero farlo proprio in Corsica ed in un postaccio come Corte? Uno si incatena da una parte, l’atro morde dall’altra… ma quando mai questi due hanno detto qualcosa di comprensibile?

Però, poverini, navigate in rete e cliccate sui loro interventi. Quando ci sono andato io, Baingio era fermo a 938 (io ho cliccato dodici volte per incrementare un po’) e Bustianu a 141 (sei click sono miei). Dopo che hanno fatto tutta quella strada per andare in un postaccio come Corte, non vogliamo dar loro qualche piccola soddisfazione? Non saranno Tzek&Pido, ma almeno per orgoglio nazionale, andiamo!

 

 

gabriele.ainis@virgilio.it

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(*) abbiamo tradotto simultaneamente dall’euskera e dalla limba.

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4 risposte a IL CONSESSO DEGLI EROI: Baingio&Bustianu alle Ghjurnate di Corti

  1. romano ha detto:

    Però non hai parlato di quando la settimana scorsa il prode Bustianu, insieme ai pastori sardi ha contribuito, con sprezzo del pericolo davanti alle forze dell’ordine in tenuta antisommossa, ma con l’ordine di non disturbare i nostri eroi che aiutano il turismo n Sardegna, si è beccato un ceffone a cinque dita da una turista incazzata che non poteva ritornare a casa, e che le ha messo la berritta di schimbescio. Non sono atti eroici anche questi?

    • exxworks ha detto:

      Sì, ne ha parlato. Mi meraviglio che un assiduo frequentatore come lei non se ne sia accorto. A causa di ciò offrirà da bere a tutti: è il minimo che si possa chiedere per una figuraccia di tal fatta!

      BS

  2. romano ha detto:

    chiedo scusa della svista imperdonabile. Purtroppo alle volte manca il tempo di leggere tutti gli interventi, specialmente quando sono molto lunghi. Lunghi, non prolissi. Va bene fil’e ferru di contrabbando?

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