DUE SCHIAFFI AL LIDER MAXIMO

di Gabriele Ainis

 

Piove, governo ladro! Il Canavese è una spugna intrisa d’acqua, le grigliate sono a rischio e il torrente Orco (ma per i locali l’Eva d’Or, nome affascinante) è ingrossato: non sembra neppure di essere in pieno agosto. Non ci sono più le stagioni di una volta, soprattutto le mezze stagioni e via di seguito.

Sì una congerie di banalità, per questo ho deciso di darmi una scossa con la notizia del giorno, uno scoop ammannito dalla rete che non può evitare di stupirmi: il Lider Maximo si è beccato un paio di ceffoni!

Prologo. I pastori sardi sono in agitazione ed hanno deciso di andare in video (se non si và in video non si và da nessuna parte) così eccoli all’aeroporto di Olbia a bloccare i voli. Tutti assieme con una T-shirt sospetta (chissà perché ha stampigliato sopra un simbolo che ricorda quello di un movimento politico, ma sarà senz’altro una coincidenza) e lo scopo dichiarato di tirar su un bel casino bloccando i voli e portando all’attenzione dei cittadini il problemaccio della pastorizia sarda.

Solita sceneggiata: i protestanti che protestano, gli sbirri che sbirrano, gli astanti che astanno (ed hanno paura di perdere il volo), i piloti che non pilotano ed astanno anche loro in attesa della fine del rebelot. Tutti sanno ciò che capita e capiterà: un gruppo di persone ha bisogno di visibilità e rompe i corbelli ad un altro gruppo di persone che non c’entrano nulla, ma aspettano pazientemente perché c’è poco da fare e con un minimo di pazienza ed attesa si risolve tutto. Comunicato dei TG, foto sui quotidiani e domani è un altro giorno, come gli altri, si torna a mungere e a raccontarsi di quella volta che Bustianu… ma non anticipiamo.

No, non ho intenzione di parlare della protesta dei pastori, non oggi che piove, e neppure del diritto di bloccare un aeroporto da parte di un gruppo di protestanti (ma anche di qualunque altra confessione religiosa). Sono problemi seri e difficili da inquadrare, non roba da sabato uggioso e poi: vogliamo mettere una quisquilia come la pastorizia che và a ramengo di fronte alla sconcertante notizia del giorno?

Nella (poca) concitazione del momento, il lider maximo di SNI si è preso uno schiaffone! Visto che uno dei nostri tre lettori ci raggiunge dalla lontana Terramanna (ma anche oltre) diremo trattarsi di tal Bustianu Cumpostu, leader carismatico di Sardigna Natzione Indipendentzia.

Scena. Bustianu il prode guida i suoi verso la vittoria. Una signora in partenza, esasperata da quanto accade, tenta (forse) di strappare la macchina fotografica dal collo del pugnace protestante (nel senso che protesta) e questo, offeso da tanta onta, (forse) ricambia con un morso. La signora, incazzata nera (sì, non si dovrebbero adoperare queste volgarità, però se Bustianu – forse – vi mordesse, non sareste – forse – incazzati neri?) gli affibbia uno schiaffone.

E Bustianu?

Se lo prende!

In realtà come sia andata davvero non lo sa nessuno, forse neppure Bustianu, perché scorrendo le fonti della notizia la signora diventa talvolta una guida turistica (ma le due cose non si escludono necessariamente) il particolare del morso svanisce (l’avrà graffiata con le unghie? Presa a colpi di borsetta?) resta la costante del ceffone che, credetemi, risalta ben più della protesta dei pastori.

Ed è proprio di questo che bisogna parlare: se si leggono i mediocri comunicati on-line, la notizia è davvero lo schiaffo e il particolare del morso è divino, meglio dell’articolo su un uomo che morde un cane sulla 67^ strada.

Riflettendoci, è anche logico che sia così, perché sono presenti tutti gli ingredienti di uno sketch divertentissimo: ci sono i pastori, l’icona riconosciuta del sardo nell’immaginario collettivo – se si fossero chiamati Puddu sarebbe perfetto – c’è il capocomico, la spalla ed il particolare immenso del morso in risposta al tentativo di sottrazione dell’arma principe della protesta: la macchina fotografica! Fosse stata una telecamera sarebbe stato meglio, a livello simbolico, ma non si può chiedere troppo.

In sintesi, una sceneggiata organizzata da gente in gamba: sceneggiatori, regista, interpreti, pubblico. Se si leggono i resoconti giornalistici, la protesta dei pastori (legittima o meno che sia, non stiamo a sottilizzare, in realtà a nessuno può importare di meno) svanisce di fronte all’immaginare Bustianu che morde una signora e ne riceve in cambio una manata ben assestata: da schiantarsi al suolo dalle risate.

La protesta non è ridicola, tutt’altro, soprattutto perché il comparto è in crisi e l’amministrazione regionale appare incapace di proporre soluzioni soddisfacenti (ma non c’è da stupirsene, non è solo la pastorizia ad essere in crisi) ma c’è da chiedersi se abbia davvero senso passare alle cronache perché un leader carismatico, coperto dalle cicatrici di mille battaglie, assesta un morso ad un’indeterminata signora e/o guida turistica ricevendone in cambio una sberla. Ci rifletta il buon Felice Floris, forse potrebbe andar bene per uno spot pubblicitario, per vendere il pecorino. Potrebbero contattare Aldo, Giovanni e Giacomo, che quando fanno i sardi sono inarrivabili e spacciano di noi un’immagine tremenda (*) di certo sarebbe un successo, gli ordini fioccherebbero e le forme di formaggio passerebbero il mare a nuoto da sé (anche perché se aspettano la Tirrenia hanno il tempo di fare i vermi e il casu marzu non si può vendere, ahimé).

Ma la politica, di cui abbiamo un gran bisogno, è altro che le sigle e siglette nostrane che non portano da nessuna parte, è altro dalle proteste che un tempo servivano a cacciare le mani dentro le tasche pubbliche facendo contenti tutti quanti. Pare che le cose siano cambiate, e non saranno dei comici datati a riportarle in auge.

Certo, avremmo necessità di una classe dirigente, e noi abbiamo i Massidda che interrogano i Bondi per le malefatte degli archeologi, i Maninchedda che combattono per gettare i soldi nel cesso della LSC, i Gatti del Chesire che passano il tempo tra telefonate con personaggi di dubbio gusto e comparsate nelle procure. Avremmo bisogno di intellettuali, ma noi abbiamo gli intelletuali che pugnano tirandosi addosso le statue di Monti Pramma o disquisendo dottamente del clamoroso falso storico che vorrebbe i romani conquistatori della Sardegna e non viceversa!

In fondo, a valutare bene le cose, quasi quasi preferisco Bustianu: almeno lui mi fa scompisciare dalle risate e spero che ci siano numerose repliche della rappresentazione. Che prenda a morsi tutti quelli che gli capitano a tiro e ne riceva una sequela di schiaffoni: in una giornata uggiosa come questa ridere non guasta.

 

gabriele.ainis@virgilio.it

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(*) Ricordo con amarezza un’intervista di Biagi al trio di comici. Era convinto che fossero sardi, quindi che il contenuto delle scenette fosse rappresentativo, in qualche modo, del nostro modo d’essere.

 

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7 risposte a DUE SCHIAFFI AL LIDER MAXIMO

  1. Franco Laner ha detto:

    Anche a me la notizia ha fatto ridere. “Donna presa a morsi da un sindacalista”, altro titolo “La rivolta dei pastori, schiaffi e morsi ai turisti” (Corsera). Ho pensato che il sindacalista si fosse trasformato in cane pastore, ma il tutto è molto, molto ridimensionato.
    In spiaggia i commenti sono “sapevi che i sardi mordono?” E giù stronzate sfottenti. Un articolo (Corsera) è di Flavio Soriga, il contenuto è molto diverso dal titolo, ma per la gente distratta conta il titolo che alimenta un ammiccante giudizio sui pastori sardi. Bene, continuiamo con gesti e parole sulla disistima e i luoghi comuni, addolciti dagli articoli degli intellettuali sardi -Soriga appunto- che pensa di risolvere il problema richiamando l’eccellenza del pecorino al mirto di Gavoi, o la ricotta salata di Osilo, che quando li trovi costano 3 volte di più del grana reggiano, oppure smorzando la questione scrivendo che i sardi hanno auto e cellulari come i veneti o i piemontesi. Identità dunque come omologazione. Ed ha parlato, per tutti, un intelettuale sardo.
    Sono perplesso, ma l’Uno e Trino, penso potrà aiutarmi, perché si può ridere per il fatto, ma piangere per la situazione, senza sbocco, specie politico-culturale.
    Laner

  2. Alberto Manara ha detto:

    Loro sempre a lamentarsi, ora anche a protestare. Noi, emigrati per voglia d’avventura o per forza, a ironizzare e deridere. Vale quanto diceva Bartali : “l’è tutto da rifare”.
    Intanto l’Olanda ci vende 50.000 tonnellate all’anno di pomodori, dal Brasile arriva la cagliata congelata che ci propinano come mozzarella fresca, i dirigenti di una nota azienda di latticini di Cadriano si precipitano in tv a difendere i loro prodotti fatti esclusivamente con latte italiano, non capisco perchè tutte le mattine allo stabilimento emiliano entrano alcuni tir con autobotti targati Germania. Ma ciò che mi lascia sbalordito è che tutti giustificano i prezzi più alti perchè prodotto italiano, dire che in Italia ci sono i salari più bassi fra i Paesi sviluppati. Guardo sempre le pezzature d’agnello, 99% delle volte, Nuova Zelanda. Il filetto al ristorante solo Argentina, Brasile, Germania; a proposito sembra i tedeschi si paghino il 50% degli amburgher che consumano spedendo in Italia la totalità dei filetti delle bestie che macellano.
    Ho divagato un pò, continuo: viva la Sardegna indipendente, chissà che non serva ad abbassarmi un pò le tasse. Sul latte che compro mi hanno detto ci pago: I.V.A., contributo per l’animale, aiuto per l’acquisto del mangime dell’animale, aiuto per la produzione del mangime per l’animale, contributo per l’allevamento di bestie di razze varie, sembra ci sia anche un contributo per la monta o per il montone. Sardi, rendetevi indipendenti e fate pagare un tiket d’entrata, anche agli emigrati, è la soluzione dei problemi.

  3. Gabriele Ainis ha detto:

    E’ vero: lei paga anche per la monta, così il montone si diverte e lei invece si diletta con le pugnette: contento?
    Dati corretti: importiamo pomodori, carne, latte e derivati,patate, uva, pesce, vino… i cretini invece no, di quelli l’Italia è piena. Purtroppo non riusciamo ad esportarli, fanno corpo unico con la tastiera e non c’e verso di staccarli.

  4. Sisaia ha detto:

    @Laner

    Mi tolga una curiosità, il pecorino e la ricotta, se li trova, li acquista o prima li assaggia?

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