ANCORA PALEOLITICO? CHE PALLE!

di Desi Satta

 

 

«Il nazionalista non solo non disapprova le atrocità commesse nel suo paese, ma ha anche una straordinaria capacità di ignorarle.»

G. Orwell, Notes on Nationalism, 1945

 

Sì, ancora paleolitico! Sardo e inferiore come il cervello dei Vaticini (i seguaci del Vate) dei Salatini (i seguaci di Sale) e dei Cancellini (i seguaci del lettore di cancellate) (1).

Dalle nostre parti non se n’è accorto nessuno, però la paleoantropologia è andata avanti. Nel senso che mentre prima si cercavano gli anelli mancanti, adesso si trovano i rametti dei cespugli sempre presenti. L’idea che Homo sia una serie ininterrotta e lineare di antenati e discendenti ha lasciato il passo ad una situazione più credibile e simile a ciò che è sempre avvenuto per tutte le specie animali: la coesistenza di un certo numero di cugini. Dunque, nella nostra storia evolutiva, non siamo mai stati da soli se non negli ultimi trentamila anni, da quando abbiamo definitivamente fatto fuori l’amico Neanderthal (2,3). Restano Scimpanzé e Bonobo, ma non è la stessa cosa, anche se sono simpatici e qualcuno, ammalato di solitudine, vorrebbe farne degli esseri umani a mezzo servizio, senza rendere un servigio né a loro né a noi.

Perfugas&dintorni, per chi ha immaginazione e sensibilità sufficienti, è un luogo magico, e non (solo) per le torri e i pozzi sacri. Laggiù (per me lassù, al nord) quando i trattori dissodano il terreno nero e fertile, portano alla luce (e distruggono) le restanti vestigia di frequentazione paleolitica, paleolitico vero, non le quattro punte e gli otto raschiatoi Magdaleniani di S. Maria.

Quattro sassi, si direbbe, eppure, proprio alla luce delle più recenti evidenze paleoatropologiche, i siti attorno a Perfugas (ma non solo attorno a Perfugas, in quella zona ogni poggio racchiude un livello di probabile occupazione) potrebbero essere particolarmente interessanti. Perché?

Fino a poche anni fa, la sequenza dei fossili attribuibili ad Homo veniva interpretata sulla base della semplice sequenza H. Ergaster (africano) H. Erectus (Asiatico ed europeo), H. Sapiens. Sapiens,africano, discendente di Ergaster avrebbe occupato l’Europa in tempi recenti mentre Erectus (avendola occupata in precedenza) si sarebbe estinto.

Poiché Sapiens (noi) appare di recente, sembrava logico attribuire qualunque ritrovamento relativo a tempi precedenti come espressone di uno dei due antenati e, in Sardegna, ad Erectus.

Restava un piccolo mistero (nulla di paragonabile alla scrittura nuragica intendiamoci, noi ci occupiamo di ArcheoloGGia, non di cose serie!) e precisamente la mancanza di asce a mano (le famose amigdale acheuleane) nei corredi litici. Come quelle della fotografia.

Nel caso dell’Erectus asiatico, ciò è giustificato dal fatto che si tratterebbe di un ramo familiare uscito dall’Africa prima della scoperta di questo tipo di utensile, ed infatti in Asia l’amigdala è sconosciuta. Ma in Europa no: di amigdale ce ne sono a bizzeffe…

…salvo in alcuni siti, ad esempio proprio a Clacton-on-sea, nel Regno Unito, luogo eponimo del cosiddetto clastoniano, in cui si trovano corredi litici privi di asce a mano ma tutto sommato compatibili, per le tipologie restanti di utensili, con quelle acheuleane (che le asce a mano possiedono!).

Le datazioni non aiutano a risolvere il mistero, perché logica vorrebbe che non essendoci amigdale i siti clactoniani fossero più antichi dell’evoluzione dell’amigdala, ed invece no: sono più recenti. Dunque?

Intendiamoci, non è che i paleoantropologi si siano dannati l’anima per spiegare la stranezza, hanno creato il clactoniano e sono andati avanti, come si fa quando si trova un oggetto sconosciuto in una stratigrafia e si dice “probabile oggetto di culto”, che tradotto in “normalese” (il linguaggio delle persone normali) sarebbe “non ne ho la più pallida idea!”.

A dire il vero, dall’analisi degli utensili, gli esperti non li giudicano neppure più “evoluti” di quelli coevi comprendenti le asce a mano, sebbene l’attribuzione della patente di evoluto sia uno sport particolarmente privo di senso, poiché “tardo” (in senso cronologico) ed “evoluto” non sono concetti intercambiabili. Può capitare benissimo che una cultura (così come una specie animale) si adatti attraverso un meccanismo di diminuzione della complessità (4).

Eppure, con la constatazione che l’evoluzione non fu un alberello lineare bensì uno stocastico cespuglio, viene spontaneo domandarsi se il clactoniano, che evidenzia alcuni caratteri distintivi inoppugnabili, non possa essere l’espressione di un rametto evolutivo, più o meno collaterale, ma sempre dotato di una propria autonomia.

Siti clactoniani sono segnalati in Sardegna ed in Terramanna, alcuni di questi ultimi guarda caso non lontani (quelli che si sono trovati) dalla linea di congiunzione tra il complesso Sardo-Corso e le isole toscane, il ponte di probabile migrazione delle popolazioni che per ragioni che non sapremo mai viaggiarono per arrivare da noi. Siti clactoniani che sono presenti in aree geografiche in cui si trovano anche altri siti ricchi di amigdale e coevi.

Un bel tema di ricerca, insomma, che potrebbe appassionare qualche archeologo o più d’uno.

Qualcuno ha mai sentito parlare di Isernia la Pineta? Potrebbe darsi, perché ci è arrivato anche Angelino (che sarebbe il figlio di Angela) per un servizio. Laggiù un paio di archeologi tosti si sono impuntati per studiare e valorizzare quattro sassi quattro, un sito che al confronto della ricchezza di Perfugas dovrebbe nascondersi.

Però La Pineta è andata alla tele e Perfugas no.

Eppure Perfugas potrebbe essere assai più interessante, perché ad Isernia si trovano reperti simili a quelli africani, mentre a Perfugas c’è altro, sconosciuto (per ora) in Africa e noto solo in Europa: il clactoniano, forse l’indicazione della presenza di un rametto del cespuglio della nostra evoluzione che ancora non è stato riconosciuto. Potrebbe trattarsi, ad esempio, di una variante di Homo Heidelbergensis, o di Homo Antecessor, insomma antenati sepolti in un passato lontano ma non troppo e successivi (o coevi) ad Ergaster ed Erectus nelle fasi conclusive della loro storia evolutiva.

Allora, si dirà, come mai non se ne parla? Perché nessuno si indigna? Dove sono gli uomini politici che si espongono con un’interrogazione (per quanto inutile)? Perché si continua a distruggere un patrimonio che si potrebbe proteggere con quattro soldi?

Certo, gli utensili dell’Uomo di Heidelberg (se di questo si tratta) non sono funzionali alla politica, né al sogno stupido di un passato glorioso. Non riempiono la bocca dei Vati (ma gliela riempiono la pensione a fine mese, beato lui) ne quella di Sale (che forse del paleolitico non sospetta neppure l’esistenza e si pappa tranquillo i propri Salatini quando si reca in quel di Perfugas senza allacciare le cinture) mentre neppure la fantasia immensa del lettore di cancellate o della fisicomica potrebbe arrivare a leggere un raschiatoio Clactoniano e far ingoiare la traduzione ai Cancellini. O almeno non credo, sebbene gli stupidi non abbiano limiti.

Per questo nessuno protesta, nessuno lancia petizioni in rete, nessun sindaco si sogna di proteggere un patrimonio enorme, tutti fedeli al concetto che per volare alto si fanno soffiare la terra di sotto i piedi, tanto ai volatori (soprattutto se asini) non occorre: loro, sulla terra assieme a noi, non ci vengono mai.

 

 

desi.satta2@virgilio.it

 

(1) Gli altri al prossimo post.

(2) So che ormai si scrive senza ‘h’, ma ciascuno di noi ha le proprie fissazioni: la mia particolarmente innocua.

(3) Ci sarebbe anche la storia dell’uomo di Flores, a quanto pare sopravvissuto fino a poche migliaia di anni fa. Con un condizionale che rende conto di una ricerca ancora in fieri e di opinioni specialistiche fortemente contrastanti.

(4) Illuminante il caso della Tasmania, i cui abitanti, provenienti dall’Australia, dimenticarono l’uso del fuoco e sopravvissero facendone senza.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Una risposta a ANCORA PALEOLITICO? CHE PALLE!

  1. angelsar ha detto:

    Sei incredibilmente brava. Complimenti, mi piace il tuo modo di esternare il tuo pensiero, che condivido. totalmente.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...