iRS: STUPIDAGGINI TIRRENICHE (MA ANCHE GALATTICHE)

di Gabriele Ainis

 

 

La Tirrenia deve essere privatizzata.

Bene: era ora!

Poi?

Poi ho sentito il dibattito parlamentare in merito, perché quando sono in macchina ascolto spesso le cronache parlamentari. C’è un canale radio che non trasmette altro e c’è anche Radio Radicale, pagata per fare da doppione (uno dei misteri italiani, e poi Pannella si lamenta, mah!).

C’era un parlamentare (confesso di non ricordarne il nome) che si lamentava per la poca trasparenza nella gara d’acquisto, perché dopo un apparente interessamento di una quindicina di acquirenti, quando si è trattato di passare al dunque (cioè ai quattrini) sono spariti tutti. Evaporati (ah, il sole di luglio!).

Ma come, diceva questo signore, sono spariti tutti ed e rimasta una compagnia neocostituita le cui azioni sono detenute al 37% (maggioranza relativa che però, di fatto, consente il controllo) da un soggetto pubblico: la Regione Sicilia! La privatizzazione dobbiamo farla perché la UE ci chiede di piantarla con le aziende pubbliche e noi ne facciamo un’altra? Cosa c’è sotto?

Ma nulla, che diamine, si tratta di un affare perché c’è da garantire una continuità territoriale, dettaglio che assegna annualmente alla società la cifra di duecento milioni di euro di contributi pubblici. Con tutto ciò, in capo all’anno, Tirrenia deposita un bilancio in cui dichiara un utile netto di dieci/quindici milioni di euro.

Diciamolo in termini più semplici perché noi non abbiamo studiato a Yale: è una società che perde una marea di denaro e chiuderebbe immediatamente se non ci fossero i denari dei contribuenti e la connivenza delle banche. La rotta più inutile è meno remunerativa è naturalmente quella per la Sardegna (in perdita secca!).

Il piccolo problema è che un carrozzone italiano è attraente per una società italiana, possibilmente pubblica, perché basta andare in pareggio alla fine dell’anno che si possono gestire… come vogliamo chiamarle: le sinergie politico-gestionali? Quindi tanto interesse ma, al dunque, anche con i duecento milioni è una robaccia che va bene per altre cose che non il business, diciamo che si tratta di un servizio pubblico di basso cabotaggio. Risultato, la gente (mi verrebbe da dire seria) sparisce e resta un soggetto pubblico davvero interessato alle… sinergie (posti di lavoro, commesse di manutenzione, poltrone e consiglia di amministrazione…).

Di fatto niente di nuovo, un altro carrozzone che passa da una mano all’altra e rimane esattamente dove stava prima. Col tempo cambierà il dialetto dei marinai, dal napoletano passeremo al siculo, ma tutto resterà com’è adesso, anche perché non si può fare diversamente: a voler davvero adottare una politica di mercato, i collegamenti giornalieri con le isole non ci sarebbero. Chi, come me, ha avuto la necessità di viaggiare in nave durante i mesi invernali, ha potuto verificare come a volte tutto il traghetto trasporti una mezza dozzina di auto, pochi passeggeri ed a volte anche un carico commerciale scarso. A chi potrebbe convenire?

Conclusione: meno male che c’è Pantalone che paga, altrimenti saremmo ancora più isolati di prima!

Mentre ascoltavo radio parlamento, mi è venuto da pensare: già, privatizzano (si fa per dire) la Tirrenia… Chissà le stupidaggini che scriveranno quelli dell’iRS!

Detto fatto sono andato a guardare sul loro sito, lo faccio spesso quando ho voglia di ridere un po’ (ma c’è anche Radio Maria, il sito di Maninchedda, Massidda, se siamo tristi ed abbiamo bisogno di due risate le opportunità non mancano).

Mi sbagliavo? Leggiamo un po’:

 

iRS denuncia nuovamente l’ulteriore impoverimento delle nostre risorse economiche, sociali, fiscali e lavorative messe in atto da questa classe politica incapace e immobile.

La Tirrenia, società che deve oltre il 50% del suo fatturato alle rotte da e per la Sardegna, sta per passare in mano ai privati. Il suo pacchetto azionario sarà così diviso: il 37% apparterrà alla Regione Sicilia con la cordata Mediterranea Holding, mentre il restante sarà suddiviso tra imprenditori marittimi e singole famiglie.

La Regione Sicilia è di fatto quindi l’azionista di maggioranza della futura società che trasporterà persone e merci in Sardegna.

Apprendiamo dal blog del presidente siciliano Raffaele Lombardo che la Mediterranea Holding ha imposto nel proprio statuto lo spostamento della sede legale della società da Napoli a Palermo. In questo modo, scrive, le tasse verranno pagate nel capoluogo siculo.

Per l’ennesima volta quindi noi sardi siamo semplicemente spettatori passivi. Altri si occupano della nostra mobilità, della fine che fanno le nostre tasse e di conseguenza dei nostri stessi servizi.

Noi sardi abbiamo il diritto ad una compagnia di navigazione seria (non certo la Tirrenia, società in fallimento e con una flotta navale in parte da demolire).

Ora, oltre a pagare le tasse all’Italia, le pagheremo anche alla Sicilia (che le trattiene al 100%) ogni volta che prenderemo una nave, ogni volta che spediremo o riceveremo merci e tutto grazie alla miopia della nostra classe dirigente incapace di guardare oltre le continue emergenze e costruire un futuro per la nostra terra.

 

Uno dei commenti che abbiamo perso nel travaso forzato del blog, proveniva da un salatino, un asinello che domandava se studiassimo economia su Topolino: chi ha scritto queste fesserie la studia sulle etichette delle confezioni di pomodori pelati!

Prima di tutto denunciano l’impoverimento delle risorse economiche, sociali, fiscali e lavorative. Ma quali?

I duecento milioni li prendeva la Tirrenia che stava a Napoli ed ora li prenderà la Tirrenia che starà a Palermo. Le tasse le pagavano a Napoli ed ora le pagheranno a Palermo. Lavoratori Sardi sulle navi della Tirrenia non ce ne sono mai stati (ne ho conosciuto uno e stava male come una mosca tra le zanzare) e non ce ne saranno in futuro… Ma questo signore che scrive, potrebbe cortesemente inserire il neurone prima di farlo? Oppure l’ha mandato al Poetto a fare il bagno al Lido?

Noi sardi abbiamo diritto ad una compagnia di navigazione seria!

Seria? Ma lo sa cosa vuol dire seria? Vuol dire che opera sul mercato per fare soldi, questa è serietà, ed una compagnia seria farebbe una corsa la settimana, come avviene in tutte le isole del mondo in cui non ci sono passeggeri e non c’è uno stato che p-a-g-a.

Ma l’ha capito o no che lo stato italiano tira fuori duecento milioni l’anno per garantire le corse dei traghetti? Che se così non fosse i traghetti non ci sarebbero perché non c’è la gente che ci va sopra? Prima di dire stupidaggini colossali come queste, questo signore (o signora, perché non si firma) dovrebbe ringraziare che non siamo indipendenti, altrimenti non esiterebbe una cosa chiamata continuità territoriale e nessuno metterebbe mano al portafogli per garantirla.

Ma il massimo della comicità lo raggiunge quando afferma che pagheremo le tasse alla Sicilia oltre che pagarle all’Italia!

Ci dica, carissimo, ma ha bevuto? Sì? Meno male, perché scrivere queste cose da sobrio sarebbe davvero eccessivo. Gavinooooooooooo…. Mi senti? Potresti dire ai salatini di non trincare troppo bovale prima di scrivere gli interventi sul vostro sito?

Ma perché titolare che le tasse le pagheremo a Palermo?? Oggi le paghiamo forse a Napoli?? Mi spiegherebbe cortesemente cosa cambia? E’ sicuro che le dita che digitano siano connesse a qualcosa che potrebbe lontanamente somigliare a un neurone (oppure neurino, visto che si tratta di un salatino)?

La proposta di iRS? Andate a leggerla: propongono la costituzione di una compagnia sarda. A chi lo propongono, a Gavino Sale? L’hanno capito o no che ci vogliono degli i-m-p-r-e-n-d-i-t-o-r-i? Bisognerebbe spiegare ai salatini che non basta dire proponiamo di… bisogna farle, le cose, non protestare e basta. Sarà vero che la regione Sicilia prende il 37% della nuova compagnia, ma il rimanente lo prendono società e persone fisiche che pensano sia conveniente (sanno loro perché). Cioè persone che vivono facendo impresa.

Baingio vuole fare la SONAS (SOcietà NAvigazione Sarda)? Trovi gli imprenditori, sardi ovviamente, che come sanno tutti navigano per mari tempestosi fin dai tempi dei prodi Sherdanu! Dove sono?

E naturalmente con i duecento milioni di euro che arrivano da Roma! Cattivone, eh, mi raccomando, ma quando arrivano i soldi allora zitti e coperti.

Salatiniiiiii? Guardate, vi do io un’idea: fate la SOcietà NAvigazione Unicamente Sarda.

La SONAUS: per voi sarebbe adattissima!

 

gabriele.ainis@virgilio.it

 

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18 risposte a iRS: STUPIDAGGINI TIRRENICHE (MA ANCHE GALATTICHE)

  1. Gabriele Littera ha detto:

    Ottime osservazioni, effettivamente molto meglio le soluzioni che hanno proposto Pd e PDL. Quelle si che sono proposte!

    🙂

  2. Gabriele Ainis ha detto:

    Vede? Siamo d’accordo: iRS fa pietà come gli altri ed è tutto fuorché una novità politica! La differenza è che iRS, per ora, non ha ancora messo le mani sui quattrini (veri).
    Adesso, provi a domandarsi perché si dovrebbe votare una sparuta pattuglia di Salatini se in partenza sono già stantii come i decrepiti PDL e PD.
    Che sarebbe poi ciò che dico da un po’.
    E poi: ma com’è possibile che iRS pubblichi delle sciocchezze enormi come quelle che si trovano sul sito? Guardi: non ci riesce neppure Maninchedda, ed è tutto dire!

  3. Aldo ha detto:

    No, io non riesco a ridere delle scritture patrie alla iRS e simili. Io piango. Tanto più che le scrivono tutti, dipendentisti e indipendentisti di ogni risma. E non mi dite che non c’è da piangere. Ma come fate voi a ridere, per tirarvi su se tristi? Fanno più ridere gli archeoloGGi nuraGGici.

  4. Gabriele Littera ha detto:

    Mi scusi Ainis, lei concorda con me, ma la mia era una provocazione semplicissima per capire meglio da cosa parte il suo scrivere. Le faccio sapere che Pd e Pdl non hanno presentato alcuna proposta in merito, a differenza di iRS.

    Lei è libero di pensare che iRS faccia pietà come gli altri e che sia stantio e decrepito come Pd e Pdl. Lei è altrettanto libero di definire sciocchezze le proposte avanzate.

    Il problema non è cosa posso dirle o non dirle io o altri, il problema è che lei deve fare i conti con la realtà politica sarda e dunque con la società, che oggi premia iRS sempre più. Forse perchè poi non fa tutta questa pietà, è meno stantio di Pd e Pdl e fa proposte meno sciocche di altri(che talvolta non ne fanno proprio, come in questo caso).

  5. Gabriele Ainis ha detto:

    Caro omonimo,
    lei, da buon Salatino, non ha ovviamente capito una cicca della mia risposta (ma non c’era da dubitarne). Le ripeto: PDL, PD ed iRS hanno fatto esattamente la stessa proposta: nulla! Ha capito la battuta o necessita di un disegnino?
    Quanto alle stupidaggini scritte nel sito dell’iRS, su cui lei (stranamente) glissa, mi dica; è vero o no che sono stronzate? Su, da bravo, la pianti di vendere la Torre di Guardia (ma questa battuta non gliela spiego, eh, o la capisce o va da Baingio che gliela spiega lui, che di battute comiche se ne intende) e risponda a tono. Si pagheranno le tasse in Sicilia? Verranno persi posti di lavoro? Verranno persi finanziamenti? Di questo parlava il sito e non d’altro!
    Per la “proposta”: a chi proponete? A Baingio? Chi mette i soldi? Ma almeno sa quanti ce ne vogliono per costituire una compagnia di navigazione che operi sulle tratte di Tirrenia? Sa quanto perde Tirrenia sulla tratta sarda?
    Ma parli di fatti, non di proclami, che quelli sono roba da comici e lei c’è poco portato (per i fatti ancora meno, ma qualcosa devo pur dirle… facciamo così: ci provi, magari dopo aver studiato, sa, quella cosa che prevede prendere un libro e leggere, non andare a vedere gli occhioni di Baingio ai comizi).
    Il successo di iRS? I 14.000 voti in più? C’è stato un altro cretino al quale ho dovuto insegnare le quattro operazioni per fargli vedere che i voti dell’area autonomista indipendentista sono rimasti gli stessi delle ultime provinciali, né più né meno. Si sono spostati come avviene sempre: un giorno c’è un comico, un giorno un altro. Adesso tocca a Sale domani toccherà a Pepe. I numeri sono sempre gli stessi. Sono 14.000 persone cha hanno cambiato teatro.
    Fortunatamente i sardi non sono scemi (o almeno non tutti, qualche decina di migliaia al massimo)

  6. Giacomo Satta ha detto:

    Gabriele Ainis.. domanda semplice, semplice tu l’hai letto l’ultimo bilancio del gruppo Tirrenia? Sai dirmi qual’è la redditività delle tratte sarde?
    Perchè critichi gli altri giusto per battere i tasti sulla tastiera, senza avere reale cognizione di causa, o lo fai con malafede?
    Quale delle due?

    ps: un’azienda che va male non si valuta in base agli utili che produce, ma al valore netto degli asset che detiene, tangibili (flotta su tutti) ed intangibili (brand, rotte tra i tanti).. non a caso l’enterprise value pagato supera il bilione di euro..

  7. Gabriele Littera ha detto:

    Caro Ainis,
    non voglio dedicare troppo tempo a questa discussione che mi sembra tutto fuorchè costruttiva da parte sua. Non serve nessun disegnino a me, forse servono a lei i disegnini. La proposta di iRS potrà non condividerla ma è stata fatta, non è il nulla di cui parla lei.

    Rispondo a tono dicendo che le sue sono stronzate e stupidaggini che equivalgono al nulla e lei è più contento?

    La nuova compagnia di navigazione(Mediterranea Holding) pagherà le tasse in Sicilia, si. E chi viaggerà sulle sue navi, che il biglietto lo acquisti a Narbolia o a Cinisello Balsamo, pagherà l’importo ad una società le cui imposte saranno versate in Sicilia. Il sistema poi di entrate fiscali previsto dallo Statuto di Autonomia Sicialiano fa poi si che di quegli importi se ne avantaggeranno solamente, e giustamente, le casse della Regione Sicilia.

    Verrà persa un’opportunità lavorativa enorme. Verrà persa l’occasione di costituire una società di navigazione facente capo alla Regione Sardegna o alcune sue controllate, come Sfirs(che oggi detiene quote di Meridiana per esempio) o ARST(che per suo statuto può senza problemi occuparsi anche di navigazione). Per cui centinaia di persone che sarebbero potute essere formate e impegnate non avranno la possibilità di lavorare nel trasporto marittimo che per le economie di tantissime isole nel mondo rappresenta un settore chiave da tanti punti di vista.

    Ovviamente verranno persi anche finanziamenti, visto e considerato che l’affare Tirrenia si delinea così: la Mediterranea Holding acquista l’intera società per 25 milioni di €(24 dei quali da versare in dieci anni) e l’accollo del debito pregresso di circa 520 milioni di €. L’accordo prevede poi un sostegno(leggi finanziamento) da parte dello Stato alla nuova società per un totale in 12 anni di circa 1,3 miliardi di Euro.

    A chi proponiamo? Prima di tutto ai Sardi, che viaggiano spesso, e se la sognano una bella compagnia marittima loro, con servizi all’altezza tanto per cominciare. Poi proponiamo alla Regione, che potrebbe, se volesse, far sua la proposta senza aspettare che siano sempre altri a preoccuparsi di farci viaggiare per mare, per tornare sulla nostra isola, o per partire da essa.

    So quanti soldi sono necessari e Tirrenia sulla tratta sarda ci perde solo perchè ci vuole perdere. E’ un pò come la Telecom, che perde, e perdeva miliardi e miliardi anche da monopolista delle comunicazioni. In un paese che incentiva il falso in bilancio e vive di assistenzialismo e clientelismo è il minimo che un carrozzone come Tirrenia perdesse altrettanti miliardi di Trenitalia, Alitalia, Telecom, Autostrade etc etc etc. Chissà perchè il Signor Onorato e la sua famiglia fanno gli armatori in Sardegna da 4 generazioni e non hanno intenzione di smettere. Sarà che poi non è così sciocco avere le mani su 10 milioni di vacanzieri ogni anno. O lei pensa che tutto il problema della solidità di un gruppo come la Tirrenia è da addebitarsi al Porticciolo di Arbatax? Non diciamo stronzate, per rispondere a tono.

    Lasci perdere le battutine tristi da ignorante in materia, come mi sembra.

    Saluti

  8. Gabriele Ainis ha detto:

    @Satta
    Prima di tutto non pucciamo la brioche nello stesso cappuccino, quindi non vedo motivi per farmi dare del tu dal primo cazzillo che passa. Mi dia del lei che è meglio.
    Secondo: sì, i bilanci sono pubblici, lo sapeva? Sono consultabili in rete da chiunque abbia un accesso alla banca dati delle Camere di Commercio (altrimenti si va da un commercialista e si fa scaricare; se non si trova un ladro, costa una manciata di euro a bilancio; in alternativa si va alla prima camera di commercio che si trova e se ne chiede una copia; di nuovo pochi euro). Chi ha il gusto dell’orrido, vada a vedere, nel senso che chi vuole può andare a verificare
    Terzo: secondo me i suoi studi di agronomia non procedono bene, forse perché li svolge alla Bocconi, perché le osservazioni sul valore di una società non c’entrano un fico con quanto ho detto nel post: è lei che confonde utile netto con valore dell’azienda, io non ne ho mai parlato.
    Ora le faccio io una domanda: ma lei ha letto il contenuto del sito dell’iRS? Sì? Le sta bene? Ad esempio il fatto che pagheremo le tasse alla Sicilia oltre che all’Italia? Che si perderanno posti di lavoro? Che si perderanno contributi? Sì?
    Allora lasci la Bocconi e gli studi di agronomia e si dedichi all’apicoltura, oppure si aggreghi ad uomo politico come fanno di norma gli incompetenti: potrebbe ambire ad un posto di responsabilità come funzionario statale, regionale, provinciale, comunale… dipende dalle entrature, sa, come in tutti gli ambiti anche in quelli dell’accozzo ci sono gli alfa, i beta… gli omega.
    Auguri.
    @Littera
    Mi dica in un orecchio: lei è così cretino come sembra o finge? Ha mai imparato a leggere? Allora si rilegga nell’ordine: il sito dell’iRS, e il mio post. La Tirrenia pagherà le tasse a Palermo come prima le pagava a Napoli, quindi per chi comprerà un biglietto non cambierà un fico e la Sardegna non avrà un soldo dopo come non l’aveva prima. Se poi non lo capisce provi a guardare sul pavimento, potrebbe darsi che ritrovi il neurone che le è caduto mentre si è distratto.
    Non verrà persa nessuna opportunità di lavoro perché i sogni non creano posti di lavoro, e la società da costituire in Sardegna è solo una stronzata dell’iRS. Che fa, si mette fare i conti sui sogni? La proposta dell’iRS su cosa si basa? Dove sono gli imprenditori? Se Baingio anziché fare il comico ha una proposta seria, vada in Regione assieme ad un gruppo di imprenditori disponibili a mettere i soldi per il 63% di una società di navigazione e chieda alla Regione di mettere l’altro 37. Tutta la Sardegna sarebbe con lui. In Sicilia è esattamente ciò che hanno fatto. Questa è una proposta, le altre sono solo parole che i cretini usano per sognare di posti di lavoro. Lo vuol capire che servono i privati per la società? Ma quale SFIRS o ARST: servono gli imprenditori privati, ci mette i soldi lei o Baingio, vendete le stronzate all’asta?
    Glielo dico in altro modo: a far le proposte son capaci tutti, anch’io potrei dire che propongo di raddoppiare il suo volume cerebrale e portarlo a due neuroni, però non so come fare (infatti è impossibile). Per iRS è lo stesso, sogna la SONAUS (nome che vi si addice) ma non sa dove trovare gli imprenditori… chiaro? Solo un mucchio di parole!
    Non verranno persi finanziamenti per il semplice motivo che la Sardegna non ne ha mai avuti in passato (li prendeva la Tirrenia) e continuerà a prenderli la nuova società di navigazione.
    Bella la risposta del “A chi proponiamo la costituzione della società”? Ai sardi!
    Ma lei è davvero così tanto stupido? Ma ha mai sentito parlare di aziende? Lo sa cos’è un azienda?
    Lei , come tutti i salatini, è un povero illuso, ignorante come una scarpa e del tutto digiuno di economia.
    Potrebbe cambiare pusher e smetterla di dire tutte queste fregnacce!
    @Tutti
    Abbiamo ricevuto parecchie mail di persone che si lamentano perché secondo loro pubblichiamo solo i commenti dei Salatini cretini.
    Ebbene non è così: questo è ciò che ci arriva. Se poi i seguaci dell’iRS siano tutti stupidi come questi non so (secondo me sì, ma è solo la mia opinione) ma quelli che scrivono a noi sì.

  9. Davide ha detto:

    Ok, ok…ammetto di essermi sbagliato quando scrissi che prendevi lezioni di economia da Topolino. Ora mi è tutto chiaro: trattavasi di Tiramolla!

    – Nessuno può affermare con certezza se le tratte siano remunerative o meno per il semplice motivo che le stesse non sono mai state messe alla prova dei fatti. La presenza di un forte incentivo statale ad un’ unica compagnia spiazzava di fatto eventuali concorrenti pregiudicando il loro ingresso nel mercato, specie nella tratta Cagliari-Civitavecchia.
    Questo in un modello teorico, ovviamente. Non abbiamo la prova provata che le cose possano andare diversamente.

    – La Regione Sicilia ha preso le quote societarie per un motivo abbastanza semplice: la gestione clientelare dei posti di lavoro. Gli imprenditori che possiedono le altre quote sono consci del fatto che gli eventuali (molto probabili) debiti di una gestione inefficiente se li accollerà la Regione, secondo uno dei più classici schemi italiani: gli utili ai privati e i debiti spalmati sulla collettività. Nel mezzo una marea di voti per l’ MpA di Lombardo.

  10. Gabriele Littera ha detto:

    Lei il rispetto non l’ha conosciuto manco di striscio, ma è solo un triste qualunquista dipendentista. L’ho scritto prima e mi ripeto, si perde tempo a leggere e rispondere alle sue mirabolanti critiche politiche ed economiche. Le dedico altri 30 secondi.

    Lei è così sveglio e arguto che ancora non ha capito che la proposta dell’iRS va a toccare proprio quello che mi scrive in risposta. Lei scrive ” La Tirrenia pagherà le tasse a Palermo come prima le pagava a Napoli, quindi per chi comprerà un biglietto non cambierà un fico e la Sardegna non avrà un soldo dopo come non l’aveva prima.”
    Verissimo. All’iRS non sta bene. Sarebbe meglio, secondo l’iRS, che la futura compagnia fosse stata in buona parte se non del tutto a capitale sardo e che avesse la sua sede in Sardegna. Riesce a capirlo o le faccio un disegnino?

    La proposta si basa sul fatto che la Regione Sardegna, come le ho già scritto(ma forse è meglio il disegnino) poteva fare una proposta simile a quella della Regione Sicilia, che prima si è candidata a rilevare la società, e dopo, ha costituito la Holding pubblico-privata. Nessuna legge impone poi che ci debbano essere i privati, per cui non vedo il motivo di questa sua ricerca spasmodica di imprenditori. Che sono tutto fuor chè difficili da trovare, soprattutto alle condizioni allettanti delle classiche svendite all’italiana. Lei sa contare? Sa che 1300 milioni di Euro di finanziamenti per rilevare quel carrozzone sono più dei 545 milioni di Euro che ha offerto la Mediterranea Holding per comprarlo? Disegnino?

    La chiudo qua, lei non sa minimamente di cosa parla. Però parla. Si risparmi, vada al mare e nel tempo che le resta, impari a contare.

  11. Gabriele Ainis ha detto:

    Caro Davide, se lo lasci dire, lei è un cretino, sebbene abbia copiato la seconda parte del suo post dal mio (comunque complimenti perché evidentemente non è idiota del tutto, un barlume di lucidità lo mantiene).
    Lo sa cosa sta dicendo lei? Che un privato non è mai potuto entrare in concorrenza con Tirrenia a causa degli incentivi statali. Ora, provi a mettere in funzione il neurino (l’unico, piccolo sperduto fantasma di neurone che possiede): lei pensa che un privato, mantenendo la stessa frequenza di trasporto e gli stessi orari, avrebbe potuto proporre tariffe concorrenziali con quelle Tirrenia?
    Ovviamente no, altrimenti l’avrebbe fatto, spaccando il sedere a Tirrenia e mandandola a picco! È lei che lo dice! Non ci sono concorrenti a causa degli incentivi.
    Ne consegue che il fattore limitante è proprio questo: le tariffe, ed è il motivo per il quale lo stato sovvenziona la compagnia di navigazione: per tenerle basse ed assicurare un minimo (scarso) di continuità territoriale. Ci arriva? Si?
    Allora, secondo lei, crede che i sardi che usano i traghetti sarebbero contenti di vedere tariffe maggiori, o chiederebbero che lo stato intervenga per calmierarle?
    Che le tratte sarde siano un pozzo senza fondo non lo dico io, lo dicono i fatti, lo dice il mercato e soprattutto i dati non consolidati di Tirrenia (non è vero come dice lei che i numeri non esistano, vada a cercarseli e la pianti di tenere il culo su una sedia a leggere le etichette di pelati). A parte il fatto trascurabile (che lei non vede perché appunto è un cretino, mi scusi se lo ripeto) che non c’è un solo soggetto privato che abbia partecipato alla gara per Tirrenia: non uno. Immagino che questo non le dica nulla, vero? Lo dicevo che lei è un cretino! Provi a domandarsi come mai!
    Solo che i cretini vorrebbero “mettere alla prova” le tratte per vedere ciò che succede usando i “modelli”. E cercarsi i numeri no, vero?
    Provi con l’ippica: come cavallo da soma potrebbe andare
    (E la pianti di copiare i miei post per ridirmi che Tirrenia è un carrozzone: è stato già scritto, ed è il motivo per il quale la vuole la Regione Sicilia, lo so).

  12. Gabriele Ainis ha detto:

    Littera,
    lei è un povero imbecille. Si studi cosa vuol dire privatizzare, poi ne riparliamo, e la pianti di parlare solo perché la sua povera mamma le ha donato una lingua (povera donna).
    Quello che sta bene all’iRS sono sogni. Anche a me piacerebbe se lei avesse un cervello (parlare con gli stupidi è una purga!) ma non è possibile. L’iRS può anche chiedere che la Sardegna diventi proprietaria della luna, ma questo non significa che sia una proposta, è una stronzata come i suoi post!
    Le rendo noto che Tirrenia paga le tasse corrispondenti a una decina di milioni di utile netto (posto che lei sappia cosa significa) ma nel frattempo perde ogni anno un pozzo di soldi che vanno ripianati. E li ripianerà la regione Sicilia, facendo anche in modo che i privati che si sono accodati guadagnino il giusto (sanno loro come).
    Un’azienda come Tirrenia, per mantenere le tariffe che ha e garantire il servizio, non ha altra soluzione se non far pagare Pantalone, che le piaccia o meno. Che Bainzu sogni o vada al circo con Grillo a far ridere non sposta il problema.
    Ciò che chiede lei, assieme agli imbecilli che vorrebbero l’indipendenza, è avere una situazione economica che non esiste se non nei vostri sogni. Fortunatamente, come ho già detto, non tutti i sardi sono scemi come lei.

  13. Giacomo Satta ha detto:

    ********* DELETED **********

    Hai scritto tante parole (condite di molte offese gratuite) ma non hai risposto alla domanda.. non è forse che parli senza cognizione di causa?

    Te la ripeto.. qual’è la redditività delle tratte sarde di Tirrenia?

    Ho idea che non hai la minima idea di quello di cui parli!

  14. Gabriele Ainis ha detto:

    Punto primo: questa è l’ultima volta che rispondo ad un idiota che non usa il lei.
    Punto secondo: mi sono sbagliato quando ho detto che lei non è del tutto idiota.
    Punto terzo: l’unica offesa è per i cretini quando mi sono permesso di equipararli a lei.
    Punto quarto: i dati relativi al BP previsionale al 2018, comprensivi di redditività delle singole rotte (non per gruppi, singole), sono disponibili da aprile, quando sono stati resi pubblici per permettere le valutazioni a seguito della quale presentare un’eventuale offerta per la privatizzazione. (http://archiviostorico.corriere.it/2010/maggio/07/Tirrenia_gratis_con_tanti_debiti_mo_0_100507016.shtml)
    Se lei non è in grado di leggere, me ne dispiaccio. Quando si dedicherà all’ippica, non faccia il cavallo da soma, l’asino sarà meglio.
    Le direi nuovamente che lei è un cretino, ma poi i cretini (a ragione si lamentano).

  15. Giacomo Satta ha detto:

    Volpone,
    come volevasi dimostrare ti sei
    *****************************
    SPIACENTE, GLI IDIOTI, PER RAGLIARE DA NOI, DEVONO USARE IL LEI ED EVITARE I PROXY. SE LEI NON HA CORAGGIO A SUFFICIENZA VADA A PUZZARE ALTROVE: IRS&C VANNO BENISSIMO. GRAZIE PER L’AIUTO, I CRETINI CI FANNO SEMPRE COMODO
    *****************************

    Cancella anche questo messaggio!

  16. Marco Serra ha detto:

    Visto l’annullamento della gara per la privatizzazione della Tirrenia, molti dei commenti fin qui scritti si rivelano oramai superati. La Tirrenia non andrà più a Palermo, e non si sa che fine farà. Mi preme però sottolineare una cosa: trattandosi in molti casi di tratte poco remunerative il contributo pubblico mi sembra non solo necessario ma direi indispensabile. Se passasse la linea del mantenimento delle sole rotte remunerative in un sol colpo sparirebbero tante linee e anche il nord Sardegna, nei mesi invernali subirebbe notevoli limitazioni ai servizi. Per fare un esempio, sempre nel settore trasporti, ma in quelli terrestri, se dovessero cedere ai privati l’ARST , chi sarebbe quel pazzo che preferirebbe fare la tratta Cagliari-Pompu anziché la più reddittizia Cagliari-Sestu, senza che ci fosse un incentivo ?
    Lo stesso discorso si potrebbe estendere a tanti servizi sociali che hanno solo dei costi e in alcuni casi nessun benificio : scuole, ospedali,uffici pubblici

  17. silvio ha detto:

    …e bravo il signor Ainis…lo spostamento in Sicilia non avverrà(per il momento) e la tirrenia in preda al caos e figuracce…tanti insulti per nulla,come siamo poveri…

  18. Gabriele Ainis ha detto:

    Insulti? li vede lei. Il problema invece resta, anche, e soprattutto, nel caos. Siamo poveri? Tanto, e sarebbe anche il caso di notarlo e piantarla di indossare la pelliccia sulle mutande, come di norma quelli dell’iRS, che si dilettano di sogni. Se poi la sua è un’osservazione che si riferisce all povertà morale, siamo d’accordo. La stupisce? Sono il primo a dire che i partiti e partitini “indipendentisti” sono ricchissimi di povertà… ma forse lei intendeva altro. Peccato.

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