LINGUAGGIO NURAGICO: SVELATO IL MISTERO!

di Desi Satta

 

 

Esistono delle occasioni in cui è necessario inchinarsi senza riserve di fronte al genio umano. È il caso delle ultime novità sulla decifrazione della scrittura nuragica, definitivamente portata a compimento da due scienziati che hanno combattuto con rara pervicacia ed abnegazione la propria battaglia contro l’establishment accademico cieco e fazioso.

Una vita spesa nella ricerca, avversati da un mondo universitario e baronale schifosamente aggrappato ai propri privilegi, incapace di riconoscere – e talvolta anche solo di valutare – le prove incontrovertibili dell’esistenza di una scrittura iniziatica sviluppata dalla civiltà nuragica nel secondo millennio a.C..

Un’opposizione vigliacca, quindi, che non ha esitato a ricorrere ad azioni al limite della responsabilità penale, come il celare importanti e fondamentali reperti archeologici. Un vero complotto che solo il coraggio e la sagacia di autorevoli esponenti della cultura isolana e di uomini politici coraggiosi ha denunciato ai cittadini.

Il percorso che ha portato al definitivo imporsi di una tesi geniale si racconta quasi come un libro d’avventure: colpi di scena, improvvisi lampi di genio, coraggio, abnegazione, fino allo svelarsi finale del mistero.

Tutto ha inizio quando la dottoressa Eggiseu Pagu-Legia, scienziata in odore di Nobel per le proprie ricerche sperimentali sul peso dell’anima, prende una breve vacanza nella nostra isola. Solo due settimane, un niente se comparato alle altre cinquantadue settimane che la dottoressa spende nello sforzo continuo di risolvere il mistero degli scrittori nuragici.

Ella, leggiadra come un dugongo, incontra nell’isola il celeberrimo professor Appuligiu Tottu, col quale da tempo intrattiene una dotta corrispondenza sull’interpretazione dei misteriosi segni nuragici. Immaginiamo la scena. Notte fonda, i due scienziati siedono ad un tavolo di noce massiccio ingombro di carte, libri, incunaboli, fogliacci manoscritti contenenti note brevi e veloci, idee da fermare su un francobollo di pergamena prima che scompaiano sostituite da altre nell’impetuoso scorrere dei segnali neurali nella mente dei due geni al lavoro.

La finestra è aperta sul caldo afoso della notte, le cicale cicalano (e che altro dovrebbero fare le cicale??), gli alberi sono immobili in una delle rare notti prive di vento che la storia della Sardegna ricordi, solo una lampada da tavolo illumina la stanza: penombra…

 

«Che fai?» chiede il professore alla collega.

«Mi sforzo di capire la scrittura nuragica. Mi sforzo, mi sforzo, ma…»

«Ma?»

«Niente, per quanto mi sforzi, non ci riesco».

«Pazienza Eggiseu, ci vuole pazienza e caparbietà. Riprova».

Silenzio. Eppure entrambi percepiscono nell’aria che qualcosa sta per accadere.

Improvvisamente, il silenzio carico di tensione è rotto: Prrrrrrrrrrrrrrrrrrt!

«Eggiseu!»

« Appuligiu!»

«Sei stata tu?»

«No!»

«Ma come no: siamo in due!»

«Sei stato tu!»

I due si guardano, immobili, mentre l’aria carica di tensione si carica anche d’altro.

Silenzio.

«Eggiseu, mì che io non li faccio i trod…»

« Appuligiu, ma non capisci? Questa è la soluzione!»

«Soluzione? Noi lo chiamiamo trod…»

«Ma no! Guarda i freg… cioè la scrittura della tavoletta A38246065287492049: non capisci?»

«Io capisco che c’è una puzza… eppure a cena abbiamo mangiato solo lo sformato di cipolle, due asparagi, i cavoletti di Bruxelles, il pecorino, la favata, due piedi di porco, sa cassola, su stiddiastiddia, tre culurgiones, su zimminu, s’arretroxia, sa zimminera, su zurrundeddu arrustiu, ti ses pappada sa turra puru…»

« Appuligiu! Ti ho appena fatto sentire la soluzione!»

«Altro se l’ho sentita! Un trod…»

«Ma no, acciderbaccolina! Era solamente un esempio per farti capire che ho la soluzione».

«Avrai anche la soluzione, però c’è una puzza mefitica!»

«I nuragici possedevano una scrittura iniziatica: solo gli adepti della religione di Yahvé, dopo una lunga pratica e decenni di studi, potevano capirla. Questo l’hai scoperto tu!»

«E cosa c’entra coi trod…»

«Era il linguaggio segreto degli sciamani nuragici adoratori del dio unico Yahvé: tu hai scoperto la scrittura, io ho dedotto la pronuncia!»

«I troddi!»

«Chiamali col loro nome!»

«Flatulenze?»

«”Eloquio iniziatico”! Ma guarda la tavoletta A38246065287492049, e quella A38246065287492050: è chiarissimo. I sacerdoti parlavano tra di loro con il linguaggio segreto. Vedi questa lunga aleph? SI pronunciava così»

Prrrrrrrrrrrrrrrrrrt

«Questa invece è una sequenza aleph/shit ripetuta tre volte».

Prrrrrrrrrrrrrrrrrrt-Prot, Prrrrrrrrrrrrrrrrrrt-Prot, Prrrrrrrrrrrrrrrrrrt-Prot, Prot- Prot.

«Con la chiusa finale shit-shit. Capito? Nel nome di Yahvé, il Sommo!»

«Come no! Ti spiace se esco un momento a prendere una boccata d’aria?»

 

Il mistero era stato svelato: in una notte calda d’agosto, in una stanza con la finestra aperta (per fortuna) sulle cicale cicalanti. Una botta di genio, lo sforzo per far uscire da sé, finalmente, qualcosa di represso che si percepisce ma non si esprime ancora, trattenuto com’è dal conformismo e dalla paura di manifestarlo.

Che diremo ora a questi due eroi civili?

Alla dottoressa di assumere spesso compresse di carboni attivi, soprattutto se non ha in animo di illustrare la sua teoria con dovizia di esempi.

Al professore tutta la nostra comprensione… e la raccomandazione di tenere ben aperta la finestra.

Anche d’inverno.

 

desi.satta2@virgilio.it

 

PS –Notizia dell’ultimo secondo: apprendiamo che è stato scoperto un clamoroso allineamento tra l’eloquio iniziatico della dottoressa Eggiseu Pagu-Legia e la costellazione della Macchina Pneumatica (Antlia).

Lo scopritore annuncia che pubblicherà la scoperta su Nature, Science, Physical Review e BO.P.RO.P. Vi aggiorneremo quanto prima.

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3 risposte a LINGUAGGIO NURAGICO: SVELATO IL MISTERO!

  1. Aldo ha detto:

    Tutto esatto. Risulta così anche a me, per sentito dire. Meno una importante inesattezza. Non erano cicale, ma grilli. I grilli cantano di notte. Le cicale sole di giorno, nel gran sole meridiano. Ma forse era un meriggio, un dopranzo.

    • boicheddu ha detto:

      Concordo: è inesatto. Credo tuttavia possa trattarsi di cicale nuraGGiche, che cantano la notte per nascondersi alle orecchie indiscrete. Come facevano i nuraGGici che scrivevano su tavolette di duemila anni dopo affinché gli scritti non fossero divulgati ai non iniziati.
      Spero che Desi contribuirà a svelare l’ulteriore mistero.
      BS

  2. Desi Satta ha detto:

    Non saprei. Notizie avute da fonte certa. Se la fonte dice cicale, cicale erano, sole o male accompagnate. Che ci facessero in giro la notte, non è dato sapere. Di certo, dopo l’esperienza, saranno scappate tutte.

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