PRONTO… Mr D’ORIANO??

di Desi Satta

 

Di recente il prode Rubens (che non è un pittore ma Rubens D’Oriano, il Coordinatore della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Sardegna) ha rilasciato una breve intervista ad Archeorivista.it (*). Non la riportiamo per due motivi: copyright e bassa rilevanza (e comunque basta cliccare sui link in fondo al post). Persona interessante, competente, dinamica, simpatica, ma l’intervista dice poco o nulla di nuovo (e la giornalista ha fatto del suo meglio nel porre le domande). Non le definisco banalità perché sarebbe eccessivo ma non introducono alcuna novità, né nel mondo dell’archeologia sarda e neppure nelle metatematiche relative allo sviluppo della disciplina, al suo futuro, alla sua rilevanza nel mondo culturale odierno.

Se ne parlo io (dell’intervista) è perché l’intervistato parla per ben due volte del problema determinato dalle sciocche trasmissioni che si occupano di archeologia misteriosa, ammannite a piene mani dalle reti pubbliche e private (praticamente ogni network ne ha una, alcune, di fatto, almeno due o tre; ad esempio la RAI ha Voyager ed il TG1, Mediaset il TG4 e Mistero). In questo modo, il pubblico è portato a credere che la disciplina archeologica sia quella cosa là e gli archeologi una banda di Zahi Hawass, col berretto di Indiana Jones in testa e il pennello in mano, che vanno a spasso spennellando via la sabbia dalle mummie. Degli studi necessari per acquisire la competenza necessaria non se ne fa cenno, con il risultato che nessuno pretende di improvvisarsi ingegnere, ma più o meno tutti ciarlano di archeologia.

Se ne parla lui (della fantarcheologia) per ben due volte, in un’intervista tutto sommato piatta, significa che la pulciotta nel’orecchio prude ed è logico che sia così perché in Sardegna l’archeologia misteriosa ha assunto un ruolo politico che altrove è sconosciuto (salvo eccezioni che esito a citare; ne basti una per tutte: la Babilonia di Saddam!).

Si dirà: almeno ne ha parlato, ha sollevato un problema!

Bene: e poi?

Intendiamoci, lamentarsi del fatto che il mondo culturale italiano (come tutto il resto) sia in caduta libera non fa certo male, soprattutto da parte di una persona che vive al suo interno. Deplorare lo stato miserevole dell’archeologia è un dovere oltre che un diritto, però: dove sarebbero le soluzioni?

Mancanza di fondi, prima di tutto, dunque servono più quattrini. Va bene, discorso vecchio ma validissimo (anche se ci sarebbe da discutere sull’utilizzo più o meno corretto dei soldi da parte delle Soprintendenze), ma cosa c’entrano i fondi con le lamentele sugli archeocomici?

Che ci vorrebbe dire, D’Oriano, che non ha soldi a sufficienza per acquistare le 45 magnum con cui sterminare tutti i fantarcheologi? Vorrebbe acquistare una camera a gas e non gli danno le sovvenzioni?

Certo, so anch’io che il problema dei fantacretini sardi e non è una specie di nodo di Laing, una robaccia avvolta su sé stessa, perché si tratta prima di tutto di ignoranti e con gli ignoranti (nel senso che non sanno) non si discute mancando la materia prima, cioè un lessico condiviso. Non sapendo cosa sia la scienza, e non avendo idea di come si conduca una discussione scientifica, parlare con loro è impossibile (e talvolta sanno di non sapere ed è anche peggio!).

C’è anche il fatto che di questo hanno approfittato anche i politici. Ricordare la gazzarra sollevata per le statue di Monte Prama è utile per illustrare di cosa siano capaci le persone affogate nell’ideologia quando “combattono” per l’imposizione delle proprie idee.

Lo so, lo so io, lo sa D’Oriano, lo sanno tutti coloro che hanno qualche neurone in testa: questa non è gente con cui si può discutere e allora, per una volta, e vero o no che non è solo questione di soldi?

Le trasmissioni alla Voyager e ciò che sottendono, fanno comodo al potere, perché è più facile muovere il popolo bue che ascolta Giacobbo e pensa trattarsi di cultura. Non per nulla, nella nostra isola felice, i politicomici (e non sono pochi) usano a piene mani gli archeocomici per cercare di afferrare qualche briciola del suddetto (potere).

Vorremmo forse dire che i Salati (che sarebbero i groupies di Sale) potrebbero mai recedere dalla posizione del tutto ideologica che le statue di Monte Prama siano tarde e con ogni probabilità espressione di una cultura che si avviava definitivamente al meticciato interrogandosi su sé stessa? Ma quando mai: dopo aver schiamazzato, detto a chiare lettere, propugnato, che l’”occultamento” delle statue è stato funzionale alla volontà di deprimere la storia sarda, vorremmo pensare che saranno mai in grado di capire che l’uso di una storia falsa, di una cultura soggetta all’utilità politica è un danno proprio per la Sardegna?

No: i Salati fanno ciò che dice Sale, i cretini ciò che dice il Vate, gli addetti all’autospurgo ciò che emette il Generale shardariano Genoveffo: a questo non ci si sottrae.

Dunque?

Mi scuserà D’Oriano, ma lo svolgere degnamente il proprio mestiere potrebbe anche darsi che non basti, per quanto impegnativo sia e per quanto onestamente e professionalmente venga svolto. A lui, e a coloro che sono impegnati, da intellettuali, in una funzione pubblica, chiederei un maggiore impegno nell’appoggio alla scienza, impegno extralavorativo ed “attivo”.

Caro Rubens (guardi, mi verrebbe da chiamarla Ruby per quanto mi sta simpatico), caro Ruby, non potrebbe prendere posizione quando questi archeocomici, allineatori di impronte canine (oggi mi sento buona e le chiamo impronte, tutte allineate col solnozio di mezzo primautunno), illirici, shardanici, shardascemi occupano gli spazi comuni (e mi riferisco al fatto che spesso vengono omaggiati di soldi pubblici) per ricordare che di scientifico non c’è nulla? Non chiedo altro, solo che lei lo dica, ufficialmente e con voce ferma, esattamente come fa quando si presenta ad un convegno per illustrare le sue scoperte.

Certo, combattere con un giornale, come accadde per Atlantide, è un po’ come lottare contro i mulini a vento, ma facciamo attenzione, perché adesso non è come dieci anni fa, ci hanno pensato un paio di governicchi a ridurre la scuola l’anticamera dell’ignoranza e non c’è più un sistema scolastico in grado di assicurare l’apprendimento della scienza. Se non le chiedo troppo, le domanderei di leggere un piccolo post che abbiamo pubblicato in cui si fa riferimento a un Tattersall che si chiede se davvero gli insegnanti delle superiori sappiano cosa sia (la scienza).

Lei sa che la teoria dell’evoluzione è scomparsa dai nostri programmi di insegnamento? (Ma qualcuno se n’è accorto?) Lei sa che Radio Maria conta tre milioni di ascoltatori che si sentono dire giornalmente che Darwin era solo un povero materialista che non capiva un tubo? Che la teoria dell’evoluzione non è sperimentalmente dimostrata?

Sì, io so che lo sa, altrimenti non si sarebbe lamentato per due volte delle stupidaggini televisive. Potrebbe darsi che lei faccia parte di coloro che ritengono errato opporsi ai cretini al fine di non dar loro una sorta di avvallo con il solo considerarli interlocutori …

… ma allora, mi scusi: che ci staremmo a fare noi cazzeggiatori che non abbiamo alcuna pretesa se non quella di prendere Vati&Rincoglioniti per il sedere?

 

 

desi.satta2@virgilio.it

 

(*) Parte I; Parte II; Parte III; Parte IV

 

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4 risposte a PRONTO… Mr D’ORIANO??

  1. Ester ha detto:

    Ma lasci perdere, esimia signorina, il Dott. Doriano è troppo impegnato negli scavi, Lei non sa quanta roba riesce a riportare alla luce, e non può nemmeno sentirLa, da gallerie sì profonde, e più sono strette più lui è abile, cara Lei. Lo so Lei è impegnata qui nel metarcheologico e nel metacazzeggio, ma c’è un sistema più equo e solidale: compri delle pagine sui due/tre maggiori giornali sardi, e inviti i lettori alla prudenza e alla saggezza. Suvvia anche se l’acquisto di un paginone può esser una spesa, i benefici che ne verrebbero contro la barbarie da Lei aborrita, sarebbero efficaci a medio termine. Ci provi, è un consiglio da amica.

    La sua Ester

    • Desi Satta ha detto:

      Carissimo Ester,
      prima di tutto complimenti perché, tralasciando per un attimo i suoi interessi oltre Adriatico, ha trovato il tempo per un salto a Casablanca. Del resto quella paccottiglia antiestetica che non ha mai utilizzato era divenuta, per lei, un vero e proprio impiccio (senza citare gli infruttuosi e comici tentativi esplorativi cui ella non è portato).
      Sì D’Oriano è spesso impegnato in esplorazioni (lui sì, non ha mai avuto idea di un viaggio in quel di Casablanca) e tuttavia sappiamo che ci leggerà con piacere, forse perché capace di svolgere contemporaneamente più attività (lui, eh, non facciamo confusione).
      Grazie per il suo scritto, intelligente come al solito e coraggioso (non tutti sono capaci di un outing così raffinato).

      • Ester ha detto:

        Mia gentile Signorina,

        Lei mi confonse con qualche altra persona. Il suo intervento pertanto non viene a uniformarsi col mio fine (che a Lei è parso derisivo) quando era di incoraggiamento e sprone alla Sua battaglia. Se poi mi permette non si dice outing, che è espressione inesatta per la lingua inglese, ma “coming out”, del quale forse la persona a cui allude avrebbe bisogno, non io. (Sposata con un uomo e con due pargoletti straordinariamente… insopportabili)

        Sweetly
        Ester

  2. Desi Satta ha detto:

    Dear Ester,
    che vuole, in vita mia mi confondetti con buona spessezza. Capita a tutti, anche ad ella che confondette il mio precedente scritto, punto spregiativo, considerandolo viceversa tale. Apprezzallo invece assai.
    L’usazione dell’allocuzione “coming out” prestassi ad ambigue interpretazioni sfondatamente erotiche, perciocché evitallo.
    Salutatamente,
    Desi

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