iRS: NUOVE CREATURE IN SARDEGNA!

di Boicheddu Segurani

 

 

E ci risiamo! Ecco di nuovo la massima espressione culturale di cui è capace quel burlone di Sale. Sarà anche un perito agrario, però deve aver sentito parlare dell’Impero Romano e del panem et circenses. Così ecco che si è inventato la kermesse tutta isolana e indipendentista della Festa Manna, urlacchiando orgogliosamente assieme ai suoi che ci sono Nuove Creature in Sardegna! Saranno mostrate nell’Anfiteatro Romano di Casteddu come i Cristiani nell’Anfiteatro Flavio (che poi per i non studiati sarebbe il Colosseo)? No: però fa nulla, l’importante è che si vada tutti a dare un’occhiata allo Zebraceronte.

Ma bene, era ora che si vedesse qualcosa di nuovo, ma se non all’Anfiteatro… dove sta?

Al Lazzaretto di S. Elia, naturalmente, che ci pare una buona soluzione perché c’è spazio e il nome è metaforico della condizione di lebbrosi che Sale vuole assegnare ai suoi per farli sentire più uniti (chi più unito e coeso di una banda di rifiutati da dio e dagli uomini?).

La scelta di Cagliari è ovvia: una città dove a luglio non c’è un accidente da fare e andare a dare un’occhiata ai nuovi animali da zoo è sempre meglio di nulla, poi non si sa mai che si possa rimorchiare qualcosa di carino. Questa volta, insomma, punta in alto.

Allora vediamo lo Zebraceronte: chi sarà mai? L’iRS?

Andiamo, per favore evitiamo di scherzare: non sarà il richiamo a Gandhi che ne farà una novità, e neppure quel continuo riferimento ai nudi e puri che sa tanto di demagogia e poco di politica. Piacerà poco o tanto, non saprei, ma la protesta, le azioni comiche, imitare Grillo e legarsi ad un cancello significano solo una cosa: io protesto e prendo un po’ di voti, poi si vedrà. Sale non ha un’idea politica perché le idee politiche non nascono come i fichi d’india ai lati delle strade ma hanno bisogno di idee che poi diventino politica: Sale le idee non sa neppure cosa siano ed è a causa di questo che non ha politica. Al massimo è un piccolo agitatore con gli occhioni sbarrati che fanno tanto cucciolotto indifeso, come gli gigolò che ammaliano le tardone. Se poi qualcuno mi chiede se con questo voglio dire che gli adepti di Sale, i Salati, hanno lo stesso discernimento della tardona che paga lo gigolò e sogna di averlo conquistato, la risposta è sì: i Salati pagano salato (bella allitterazione, mi è valsa una pacca sulla spalla) e se lo prendono nel sedere. Come le tardone: c’è qualche differenza?

Però Baingio presenta bene un nulla intrigante, che ha presa su chi è insoddisfatto e non ha idee come lui, elementi estremamente intelligenti come il signor Sergio Parteolla, che ha risposto con un post chilometrico, rimasto agli atti di questo blog come esempio eclatante di stupidità (per non parlare della sua proprietà di linguaggio!). L’ho lasciato senza commento perché ad uno così non si risponde, al massimo si compatisce, perché sarà sempre uno destinato ad obbedire, come tutti coloro che hanno bisogno del Vate a causa della poca propensione a pensare con la propria testa. Tuttavia è comodo (per noi), utilissimo per esemplificare ciò di cui parliamo, una piccola setta politica che segue il capo delegando a lui i pochi neuroni avuti in dotazione: pare che attualmente siano in parecchi a non poterne fare a meno.

Con la piccolissima differenza che ci sono Vati che portano lontano, ad esempio quelli Padani che fanno di tutto per liberarsi dai pesi inutili (per loro, cioè il sud). Invece i Salati, che sono furbi come volpi sarde, unici meridionali italiani, chiedono a gran voce di fare quello che vuole Bossi! Ma come sono furbi, vincono ogni anno il premio “Il Cazzone d’Oro”, istituito per loro ed a loro destinato.

Dove sarebbe l’offerta politica di Sale? Non c’è, perché come Grillo vuole rappresentare l’antipolitica, dunque il nulla. Basta guardare gli “intellettuali” che rappresentano le sue scempiaggini.

Qualche nome? Leggetevi il programma “culturale” della Festa Manna. Si passa dal famoso Riccardo Corpino che ci parla del decreto Gelmini, all’universalmente conosciuto Franciscu Sedda responsabile “Identità e Culture” dell’iRS, come dire da nessuno a nessuno. Idee poche, ahimè, ma fortunatamente sbagliate.

Ad esempio: ci direbbero i geni politici dell’iRS come vogliono far vivere da stato indipendente una regione incapace anche di gestire le proprie risorse? Qualcuno si ricorda della fine che hanno fatto i soldi pubblici destinati all’industria spesi direttamente da noi (e la fine che continuano a fare ancora oggi)? Una regione priva di imprenditori che non siano i soliti costruttori Massoni e funzionari pubblici e congrega? Con la puttanata del vento che è il nostro pozzo di petrolio?

Certo, un perito agrario è autorizzato a dire quello che più gli aggrada, anche che gli asini volano e non è così, però, fortunatamente per lui, gli asini votano, ed è per questo che sta lì a cantare vittoria dopo elezioni in cui gli indipendentisti non hanno incrementato di un tot le loro posizioni, spostatisi da una setta all’altra come storicamente è sempre accaduto. Fortunatamente gli stupidi ci sono ma sono pochi e se ne sono andati a votare dove han fatto meno danno: nel cesso.

E comunque non è Sale che provoca il riso amaro, lui fa ridere a piena bocca, fa sganasciare, basta sentirlo parlare ed è meglio di Grillo, assai più comico. Mi piacerebbe vederlo discutere con Cappellacci. L’uno che parla per battute e l’altro che evapora lentamente fino a trasformarsi in un nodo di cravatta, finché Bainzu lo prende e se lo stringe attorno al collo (segue scroscio di applausi). Le mezze risate le trainano gli stupidi che restano a bocca aperta in attesa delle parole illuminanti del comico salato, guardare i filmati su Youtube per credere, quelli dove l’audio non si sente. Facce imbesuite, nella penombra, con le labbra aperte, gli occhi che dicono: cosa dirà adesso? Nulla, ed infatti gli stessi filmati sono praticamente muti, e non è una gran perdita perché l’audio a Sale non serve: lui non ha un (you)tubo da dire.

Bene, la Festa Manna è passata ci siamo imbottiti di pessimo cibo, stronzate e musica mediocre. Abbiamo sentito parlare di pessimi libri da due scrittori banali di cui andiamo fieri perché non c’è di meglio, e questo dovrebbe farci riflettere e non inorgoglire. Gente che vende i propri libri e noi dietro a dire ma come son bravi, senza che nessuno dei due abbia mai scritto un rigo di Sardegna, a parte le cazzate di un passato che non esiste e un presente che non è quello che raccontano loro, ma gli fa comodo per spacciare una copia in più. Scrittori che sono una buona metafore di Sale: inutili come lui!

Nuove creature? Lo Zebraceronte? Andiamo, l’unica creatura che si è vista alla Festa Manna era vecchissima ed utilizzata dagli ideologi nel corso dei secoli. L’abbiamo fotografata e ve la facciamo vedere: godetevela tutti anche se sarà un poco usurata dopo il superlavoro delle tre giornate: buon divertimento!

 

boicheddu.segurani@virgilio.it;

 

PS – A proposito: tanto perché non si urli alla diffamazione, allo scherno, all’offesa personale. Dichiariamo esplicitamente, assumendocene la piena responsabilità, che la foto del post NON È un riferimento a Gavino Sale! Il fatto che abbia lavorato col fratello nel settore delle trivellazioni non c’entra nulla con la varietà sarda (e indipendentista) dell’ Avis Padulus, che di trivellazioni ad una certa altezza se ne intende.

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6 risposte a iRS: NUOVE CREATURE IN SARDEGNA!

  1. Ignazio Su Topi ha detto:

    Carissimo Boicheddu, solo una domanda, tralasciando le questioni ideologiche (sul significato di “ideologia”, berlusconamente stravolto durante il “quasi ventennio”, se ne può discutere poi): che differenza c’è tra un “signor nessuno” e un “esperto di identità e culture” come si deve? se la differenza sta nei titoli, Boicheddu, caschi male…

    • exxworks ha detto:

      La stessa differenza che c’è tra un topo e un essere umano (senziente).
      La ringraziamo per il commento. Le è stato inviato un pezzo di pecorino DOP come omaggio per la Sua dotta osservazione.
      Cordialità
      BS

      • Ignazio Su Topi ha detto:

        Ovvio, risposta ironica come da copione…allora cambio domanda: sa chi è Franciscu Sedda?

        • exxworks ha detto:

          Guardi che non si tratta di una risposta ironica. Se non ha capito, le ho assegnato la stessa intelligenza di un ratto (animale caro ai Salatini perché si nutre di tutto e razzola nello sporco). Ciò detto, se ha un commento da fare si accomodi, in carenza di ciò vada a squittire altrove: il forum dell’IRS la accoglierà a braccia aperte.
          Stia bene.
          BS

  2. Ignazio Su Topi ha detto:

    Se non c’è ironia allora accetterò malvolentieri il pecorino che mi ha spedito, grazie comunque…come ricevuto! Il mio primo intervento in questa discussione non era una “dotta osservazione” ma una domanda, che non ha avuto risposta. Volevo sapere cosa intende lei per “signor nessuno”, visto che Sedda, a mio modestissimo parere (certo il parere di un ratto non vale tantissimo…),proprio un signor nessuno non è, soprattutto in ambito di “identità e culture”. Come docente di Semiotica insegna a Tor Vergata e alla Sapienza di Roma e si occupa prevalentemente dei rapporti tra culture e globalizzazione. Se lei non è d’accordo con le sue pubblicazioni se ne può parlare, ma liquidarlo così non mi pare giusto.

    • boicheddu ha detto:

      Sono d’accordo con lei: il parere di un ratto non vale granché. Contento? Quanto a Sedda non ha bisogno di essere liquidato, lo fa benissimo da sé.
      BS

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