UN DISPIACERE A UNA PERSONA SERIA

di Desi Satta

 

 

Ci ho pensato a lungo prima di scrivere questo post… quasi due minuti.

In fondo il dottor Stiglitz (è stato lui a farmi notare con bonaria fermezza di non essere un professore) “pubblica” gli articoli, dunque li rende “pubblici”. Siccome anch’io faccio parte del pubblico, ho tutto il diritto di parlarne! Se poi apparirà ancora più antipatico a una banda di sfigati che ciancia di archeologia perché fa bene il proprio mestiere, non sono fatti miei (ma secondo me neppure suoi, ho come l’impressione che se freghi bellamente, sebbene, per uno come lui, il verbo “fregarsene” sia poco adatto; diciamo che scuote signorilmente le spalle).

Stiglitz ha appena pubblicato un bellissimo articolo (*) su la Rivista di Studi Fenici, fondata da Sabatino Moscati e considerata a ragione una delle migliori riviste che si occupano di questo tema.

Un lavoro per specialisti, più di 230 citazioni bibliografiche ed un’impeccabile lucidità espositiva.

Seguendo lo scritto di Stiglitz, si vaga dapprima sul litorale cagliaritano alla ricerca dell’antica linea di costa, sede dei primi insediamenti Fenici. Si parla di geologia, prima di tutto, inquadrando il sito di Karali nella realtà storico geografica del periodo corrispondente alla fine del secondo millennio ed all’inizio del primo. Chi leggerà l’articolo, avrà la surreale possibilità di muoversi nell’orizzonte apparso ai primi fenici attraverso la mediazione degli edifici e della realtà odierna: i portici della via Roma, la Città mercato, il Banco di Sardegna e il CIS. Confluenze di strade, piazze, giardini.

Che sia così è noto a tutti, eppure intriga leggere la descrizione puntuale del panorama fenicio giocando con gli occhi della mente dalla nostra Casteddu odierna al lontano riscoperto passato di Karali.

La storia di Karali fenicia, comincia con l’esame delle realtà nuragiche del bronzo finale/primo ferro e della loro relazione con i nuovi insediamenti. La posizione dei porti, senza dimenticare la presenza degli approdi precedenti l’arrivo dei navigatori mediorientali, lo sviluppo e la delimitazione dell’abitato, nella sua evoluzione storica.

Particolare importanza è dedicata allo spazio funerario e non c’era da dubitarne tenuto conto della profonda competenza dell’autore.

Il contributo si conclude con un breve paragrafo dedicato a: “materiali per una storia politica e sociale della città”. Poche righe dense di significati per chi vuole apprezzarli, da cui mi piace riportare una citazione: “Si ritiene […] che il fine dell’indagine archeologica non sia la mera elencazione di luoghi o materiali, ma la ricostruzione della società che quegli elementi materiali ha prodotto”.

Insomma un ottimo lavoro di rassegna, che non si legge come un romanzo perché non lo è eppure, se anche non si fosse particolarmente interessati al tema in sé (i Fenici a Karali) andrebbe compulsato per il solo piacere della lettura di un lavoro di elevato livello; uno studente che volesse imparare il mestiere non dovrebbe mancare di aggiungerlo alla propria bibliografia.

Due cose critico dell’articolo: la prima, la suggestione tipica di Stiglitz, quel suo proporre la tesi priva di riscontro, che srdn fosse toponimo indicante il golfo di Cagliari, successivamente passato ad indicare tutta l’isola. Sarà anche così, ma mi piacerebbe se il nostro dicesse esplicitamente che altro non è se non una congettura.

La seconda, che ancora l’articolo non è disponibile se non dietro esborso di ben 35,00 (trentacinque,00) euro!

Stiglitz non c’entra niente, ovviamente, però bisogna pur prendersela con qualcuno e, visto che ho lui sottomano, si sottometterà di buon grado.

Infine una parola sulla figura che accompagna il mio modesto commento; si legge: «Rivista degli Studi Fenici» is a Peer Review Journal. Ecco, coloro che blaterano di archeologia tengano a mente il significato di Peer Review Journal e, se ancora non lo conoscono, vadano a cercarsi il senso.

Pare che la scienza si “faccia” così.

 

desi.satta2@virgilio.it

 

(*) A. Stiglitz -Cagliari Fenicia e Punica – RStFen, 35, 1 (2007), pp. 43-71

 

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