LA SINDROME DELL’INCOMPRESO: LA SCUSA DEI PERDENTI – Parte seconda

di Gabriele Ainis

 

Qualcuno tra coloro che hanno letto la prima parte del post, potrebbe anche domandarsi quale possa essere la fondamentale differenza tra un perdente che continua a rivoltarsi dentro la propria mediocrità, senza decidersi a metabolizzarla una volta per tutte, ed un vincente che pare arrivare alla meta del successo senza troppi sforzi.

Il saggio di Brockman (*) (che non è uno scienziato; www.edge.org) potrebbe suggerire alcune risposte.

L’autore raccoglie ventisette contributi di altrettanti (famosi) scienziati che sono anche personaggi pubblici (per chi ha voglia di conoscerli) appartenenti al novero di coloro che operano cercando di annullare la distanza tra scienza e mondo umanistico. Dunque anche divulgatori, impegnati inoltre nell’avanzamento della didattica e nella difesa del libero pensiero.

Essi rispondono alla domanda: «Cosa ti ha spinto a fare lo scienziato?»

Da buon agente letterario, ed ottimo impresario, l’autore raccoglie nomi di livello assoluto: Gell-Mann, ad esempio, il teorico dei quark, Dawkins, quello del Gene egoista, Smolin, il guru della gravità quantistica, Pinker, lo studioso della mente, Freeman Dyson, fisico geniale. Ma anche Sapolsky, primatologo, o Strogatz, matematico.

Ciascuno ha una storia da raccontare e non importa se essa sia vera o falsa (anche domandarselo potrebbe essere un argomento di discussione). Ciò che conta è la percezione che ognuno di essi ha del proprio essere scienziato e del modo in cui, a partire dall’infanzia, è arrivato a diventarlo.

In realtà, noi siamo molto più abituati a sentire assai più spesso coloro che giustificano il proprio “non essere riconosciuto” qualcosa o qualcuno e, in genere, le accuse contro l’establishment che non avrebbe saputo capire il loro genio. Poiché le persone (davvero) geniali sono poche, ne consegue che siamo continuamente tormentati dai numerosissimi autonominati pseudogeni. Costoro, che passano il tempo a cercare di dimostrare non tanto la validità delle proprie idee, quanto i motivi per i quali esse non vengono accettate come (secondo loro ) meriterebbero, non perdono occasione per indossare vezzose calzature dotate di tacchi a spillo e camminare sulle nostre gonadi, determinando in tal modo un nostro più rapido ingresso in paradiso dopo l’inevitabile (e si spera non troppo prossima) dipartita.

Allora spazio ai geni, per una volta, ed era ora! Essi, nonostante tutto, esistono e ci deliziano con le loro scoperte, la fantasia, la capacità di stupirci percorrendo strade sconosciute, ardite, a volte apparentemente assurde.

Sfortunatamente, Brockman non coinvolge neppure un archeologo e, ahimè, si è anche scordato di passare in Sardegna ad intervistare i componenti della Banda della Bocciofila Shardariana. Ne consegue che non sapremo mai per quali strade tortuose il Lettore di Cancellate in Ferro Battuto sia arrivato alla scelta tormentata di decrittare i fregi altomedievali. Né quali misteriosi sentieri abbia percorso un Perito Agrario (che ad onta della qualifica è vivo e vegeto) per arrivare ad allineare le proprie viti verso l’equistizio di instate, scoprendo, con l’uso accorto del GPS, che gli allineamenti astrali generano una migliore resa zuccherina del prodotto. Neppure ci sarà dato sapere quali siano stati gli incubi notturni del generale Genoveffo, colitico shardaniko, che hanno dato origine alla fragrante saga shardariana.

Che volete: bisogna sapersi accontentare. Dunque limitiamoci a Gell-Mann. È pur vero che ha solo vinto un Nobel per la fisica e non è particolarmente simpatico (avrei preferito ascoltare Feynman, lui sì che sapeva raccontare le barzellette e suonare i bongos, purtroppo è morto) però, che diamine, se non possiamo avere il Sommo Vate che blatera di Indipendentzia ci arrangeremo con Dyson che ci porta nel mondo della scienza.

È un vero peccato ma bisogna fare di necessità virtù!

 

gabriele.ainis@virgilio.it

 

(*) J. Brockman – Menti curiose – Come un ragazzo diventa uno scienziato – Codice- Torino (2008)

 

PS – No: che ci possiate credere o meno, Brockman non ha intervistato Roberto Bolognesi per chiedergli lumi in merito alla LSC. Non so come sia accaduto, ma non ha richiesto un contributo a cotanto genio. Se andate in libreria a comprare il saggio, potrete chiedere un congruo sconto sul prezzo di copertina (21,00 €) per tale eclatante mancanza. Se poi non poteste proprio sopportarlo, andate sul sito di Brockman (www.edge.org) e protestate con veemenza: mi risulta che stia per scrivere un saggio sui cretini e, se siete seguaci del Sommo vate, potreste entrare di diritto nel nuovo libro. Auguri!

 

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