UGAS… MA CHI E’?

di Desi Satta

 

La domanda è lecita, visto che compare spesso in immaginifiche interviste sui quotidiani locali (e in mefitici blog archeocomici) nella veste di iconoclasta genio sardo dell’archeologia nostrana, colui che sulla base di nuove e rivoluzionarie teorie sta demolendo la vetusta e dogmatica tradizione accademica. In due parole: il campione degli sherdanu in Sardegna!

Poiché viene spesso, strumentalmente, presentato come latore di nuove scoperte e di nuove idee, e visto che noi siamo terribilmente curiosi, ci siamo domandati chi sia questo esimio “professore”, cosa abbia detto di nuovo e su quali basi. Dato che viene presentato come lo “scopritore” di nuove verità, sarà ben possibile domandarsi quali lavori abbia pubblicato, leggerli, informarsi per verificare (per il poco che possiamo, la nostra ignoranza è ben nota) perché dica ciò che dice. Pare che in ambito accademico si usi così: per parlare con autorevolezza, è necessario presentar un curriculum che giustifichi le proprie affermazioni. Risultati, dati oggettivi, ragionamenti, articoli di rassegna, insomma il proprio lavoro.

Vediamo un po’.

Prima di tutto non è un professore! Il “dottor” Giovanni Ugas è un ricercatore della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Cagliari. Sarà pure presentato come tale nel sito, perché è invalso l’uso di attribuire tale titolo ai docenti, ma non è così. Per la cronaca, il corpo docente della facoltà contempla: 53 professori (32 professori ordinari e 21 professori associati) 34 ricercatori (dottori), 3 esperti linguistici ed 1 assistente (dottore anche lui). Insomma, a dirla in breve, non è che i professori manchino, tutt’altro, l’Università italiana trabocca di professori come le forze armate di generali: non è che voglia dire che professori lo diventano più o meno tutti, però…

Ma insomma, non andiamo a cercare il peletto nell’uovo: sarà un giovane arrembante che segue la propria carriera sull’onda delle pubblicazioni. Se non è professore starà per diventarlo…

Il dottor Giovanni Ugas è un giovane ricercatore?

Andiamo a vedere il suo curriculum: cliccate sulla sua pagina e date un’occhiata! Contenti? Non so cosa abbiate visto: in data 10 luglio 2010 io non ho visto nulla. La pagina è vuota, esattamente come quella che si riferisce all’elenco delle pubblicazioni. Se il dottor Ugas fosse così gentile da darci qualche informazione gliene saremmo grati. Non credo sia un obbligo, però se clicco sulle pagine degli altri docenti scopro che la professoressa Luisa D’Arienzo (lei sì, è una professoressa) si è laureata in Lettere e Filosofia all’Università di Cagliari nel 1967; dunque, mi perdonerà, non è proprio una giovanetta; se clicco sul link delle pubblicazioni, trovo un elenco lungo 7 (sette) pagine. Se vado a cliccare sulla pagina della ricercatrice Tatiana Cossu, trovo che è nata nell’agosto del 1965 (sai che caldo) e l’elenco delle pubblicazioni è contenuto in tre pagine (non sette), di cui una mezza pagina si riferisce a “Pubblicazioni di carattere scientifico-divulgativo (guide, itinerari, ecc.)”. Insomma so chi è (se poi diventerà o meno una professoressa lo dirà il fato e il lavoro che riuscirà a mettere in cascina).

Ne approfitto per dire che non dovrebbe essere il numero delle pubblicazioni o il volume degli scritti a certificare della rilevanza di un’attività scientifica, nel senso che le tre paginette di Cossu potrebbero (in linea di principio) essere più importanti delle sette di D’Arienzo, però se non si conoscono i riferimenti delle pubblicazioni, come nel caso di Ugas, non è possibile rendersi conto.

Devo anche doverosamente aggiungere che il dottor Ugas non è il solo ad esibire pagine vuote; ci sono docenti che mettono in rete notizie estremamente dettagliate, altri che non lo fanno. Secondo me quest’ultima non è una buona abitudine, però evidentemente non è un obbligo.

Tornando a noi: per la verità so quando è nato il dottor Ugas e dove; conosco (credo con buona approssimazione) l’elenco delle pubblicazioni, tuttavia non riesco a trovare le informazioni in rete, quindi sono colta dal dubbio? Le potrò pubblicare? Non si tratterà di una violazione della privacy?

Facciamo così: per quanto riguarda i riferimenti anagrafici, mi permetto di dire che non è un ragazzino. Va bene? Ho offeso qualcuno?

Mi permetto anche di dire, specificando che si tratta della mia opinione, che ho qualche idea in merito ai motivi per i quali pur non essendo un giovanissimo ricercatore, non è ancora arrivato a diventare professore (neppure associato).

Per illustrarli, clicchiamo assieme sul sito dell’Editore Fabula di Cagliari, nella pagina dedicata al catalogo.

Vediamo: sei romanzi di autori brasiliani, un giallo, quattro libri fotografici, quattro guide, due libri di varia (fondamentali come un saggio sui calcoli biliari dell’avocetta) e “L’alba dei nuraghi”, unico testo di “archeologia”.

Non è proprio Boringhieri, o Einaudi, o Codice, o Il Mulino, vero? E il titolo che citiamo è il libro più famoso di Ugas, quello che dovrebbe contenere le “rivoluzionarie” tesi sugli sherdanu.

Come mai su Fabula (che sarebbe come dire che è andato a pubblicarlo dalla stamperia sotto casa) e non presso un editore accreditato dal punto di vista scientifico, uno di quelli che accolgono i saggi degli scienziati più autorevoli?

Ecco, la risposta a questa domanda che spiega perché il dottor Ugas sia dottore e non ancora professore: perché se pubblica un libro lo fa con Fabula e non con un editore che si occupa di saggi scritti da scienziati autorevoli.

Sarà bene riflettere su un fatto. Gli sherdanu in Sardegna sono un tema di ricerca poco rilevante, però, se davvero ci fosse un archeologo autorevole che ritenesse ragionevole l’equazione sardi = “sherdanu d’Egitto”, sulla base dei propri studi o della rassegna di studi altrui, non si ridurrebbe a pubblicare un saggio presso uno stampatore (o poco più). Argomento limitato e di poca rilevanza, però pur sempre interessante nella dinamica degli sviluppi culturali del Mediterraneo nell’età del bronzo.

Ci si potrebbe chiedere a questo punto: ma chi se lo legge un libro pubblicato da Fabula?

La risposta la troviamo nella scarna pagina del dottor Ugas: i suoi studenti! L’alba dei nuraghi è infatti inserito nei libri di testo del suo corso: G. Ugas, L’alba dei Nuraghi, Fabula, Cagliari, 2006, Capitolo II, pp. 65-137. Immagino che la settantina di pagine suggerite agli studenti farà di loro dei luminari della scienZZA archeologica!

Infine vorrei soffermarmi su un’altra particolarità: il dottor Ugas insegna all’università. Ne consegue che ha il dovere di insegnare ai propri allievi le basi della ricerca scientifica e non solo i tecnicismi della ricerca stratigrafica. E se uno di loro (sostenuti gli esami, ovviamente, gli studenti non hanno mire suicide) gli domandasse se si senta in buona compagnia dei lettori di fregi medievali, di allineatori di viti (quelle che si coltivano, non quelle che si avvitano), di generali shardariani assisi in trono, tutta gente che col metodo scientifico non ci litiga neppure perché non sa cosa sia… e se gli domandasse se la scienza si fa sulle riviste specialistiche e nei convegni scientifici o sui blog… e se gli chiedesse come mai, se deve pubblicare le sue strane teorie, non lo fa su riviste autorevoli ma in una stamperia…

…che diamine potrebbe rispondergli? Che la scienza la fa come gli pare?

Buon lavoro, dottor Giovannni Ugas.

 

desi.satta2@virgilio.it

 

Nella foto, una prova del passaggio degli sherdanu in Sardegna, l’invenzione che li avrebbe resi famosi in tutto il Mediterraneo ed oltre.

 

PS- Il dottor Ugas ha pubblicato lavori di ricerca sul campo la cui rilevanza verrà giudicata dai suoi pari quando e se si darà il caso. Dunque non ha, ovviamente, pubblicato solamente il libro di Fabula (la cui rilevanza si palesa da sé).

 

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