IL TRODDIO DEL TOPO: IL VATE ALLA RISCOSSA

di Boicheddu Segurani

 

Finalmente ci siamo arrivati! Il Sommo Vate ha agito!

Il topo era evidentemente stitico, ma spingi che ti spingo ciò che doveva uscire è uscito, è stato deposto nelle mani di Massidda e Bondi se ne occuperà.

Risultati immediati? Il mondo delle soprintendenze sarde è naturalmente in subbuglio, i funzionari tutti sono monitorati da un team di psicologi perché si teme un’ondata di suicidi collettivi, mentre i baroni universitari si sono precipitati a procurarsi un passaporto falso. Hai visto mai che con la caduta delle Baronie debbano fuggire all’estero (si parla insistentemente del Brasile, con Fortaleza come meta più certa) ed è meglio non lasciare le cose all’ultimo momento. Qualcuno ha anche pensato di passsare da Casablanca per dedicarsi ad un nuovo mestiere, ma non pare la maggioranza.

Nel frattempo, Massidda pregusta l’enorme popolarità che gli procurerà questo gesto così coraggioso. Forse ritiene, non senza ragione, che alle prossime elezioni decuplicherà, almeno, i suffragi!

Da parte nostra, siamo talmente basiti che riusciamo appena a digitare queste poche frasi sconnesse sulla tastiera del lap. Avuta la notizia, abbiamo pensato di chiudere immediatamente il blog: che ci stiamo a fare ormai se il governo si accinge a smascherare lo sporco gioco delle Baronie? Che ruolo potremmo ricoprire in un mondo dominato (ed era ora!) dalle verità Shardariane?

Già immaginiamo il giorno in cui il ministro Bondi, smunto, barcollante, sorretto da due nerboruti commessi, farà il suo ingresso nel Senato della Repubblica per rispondere all’interrogazione di Massidda e, balbettando più di quanto già non faccia normalmente, confesserà che sì, il complotto è scoperto e tutto ormai perduto: i preziosi reperti nascosti dalle soprintendenze verranno impietosamente mostrati al mondo.

Il carburatore di una FIAT 500 del 1973 con la scritta nuragica pr-ro-do-to-to-o-a-to-ri-no-o, (trad: Il dio toro che dona la luce, l’immenso è finalmente riuscito a vincere la stitichezza) trovato e subito nascosto dall’avvocato Agnelli nel corso di una campagna di scavi effettuata a Villar Perosa.

Un preservativo usato trovato da Alberto Ferrero Conte De La Marmora, nel corso del suo viaggio in Sardegna del 1824, celato nel nuraghe Moddizzi con la scritta nuragica eg-gi-fi-ia-da-pa-gu-bo-na (trad. la dea vacca augura buon natale). Le analisi dell’antico DNA rilevato sulla superficie esterna hanno portato alla conclusione che il genere umano si sia evoluto in Sardegna e la prima donna umana non fosse Africana e nera, bensì sarda, la cosiddetta Eva Sarda. Si chiamava Caterinetta e abitava a Cagliari in piazza Yenne. Il DNA rilevato all’interno, ha invece dimostrato che il maschio sardo era sherdanu, proveniva dal polo sud dopo essere passato da quello nord ed era allineato con alfa centauri, eta beta, ummagumma, delta airlines, epsilon carillon.

Il prepuzio di Sisara, mummificato ad Heliopolis da Alessando Magno in persona e successivamente trasferito nella reggia nuragica di Barumini quando il grande condottiero andò a sottomettersi all’imperatore sherdanu.

I calcoli renali dispari di Ampsicora (il 3, il 5, il 7; in numero 1 è andato disperso assieme ai calcoli pari nei trasferimenti notturni da uno scantinato all’altro). In particolare il n.5 presenta una scritta misteriosa attualmente allo studio del più famoso paleografo sardo. Da quanto trapelato, pare si tratti del nome del dio Yahwè ripetuto cinque volte.

A conclusione del proprio speech, presente il presidente del consiglio Berlusconi, il presidente della Repubblica Napolitano, il presidente del Senato Schifani, il presidente del circolo della bocciofila di Segariu, il povero Bondi annuncerà che ha presentato le dimissioni e il dicastero verrà affidato al Sommo Vate: nascondere le verità sarde non sarà più consentito e la strada per l’indipendenza sarà spalancata.

Le cohorti sherdanu hanno vinto!

Questo è l’ultimo post pubblicato su ArcheoloGGia NuraGGica, noi tre andiamo a suicidarci leggendo per due volte di seguito Sardoa Grammata: ADDIO!!

 

desi.satta2@virgilio.it

gabriele.ainis@virgilio.it

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