COLPO GOBBO DEL G.R.S.

di Desi Satta

 

 

In barba a coloro che continuano stupidamente a tuonare contro gli Studiosi non Allineati, i valorosi combattenti del G.R.S. (Gruppo Ridicolo Sardo) hanno aggiunto un’altra fondamentale scoperta al proprio già ricco carniere di importanti ritrovamenti archeologici.

Siamo orgogliosi di pubblicare per primi le splendide immagini del manufatto, reperito nella zona industriale di Oristano. Non si riportano le coordinate precise per non scatenare l’attività dei tombaroli.

Allo scopo di impedire che il reperto venisse proditoriamente celato dalla soprintendenza, com’è norma da parte di coloro che vengono pagati dallo stato centralista di Roma per occultare le prove della straordinaria storia dei sardi, i soldati del Gruppo Ridicolo Sardo hanno proceduto a transennarlo e fotografarlo, così che nessuno possa far passare sotto silenzio l’esistenza di un’altra eclatante prova della grandezza nuragica.

Rispondendo fattivamente al palese disinteresse della soprintendenza, comportamento posto in atto allo scopo di sminuire la portata storicarcheologica del ritrovamento, un nutrito gruppo di studiosi non allineati ha dato inizio ad un esame multidisciplinare dell’oggetto.

Secondo un notissimo paleografo non allineato, il professor Appuligiu Tottu, la forma circolare ne indica la diretta connessione con il culto del disco solare, quello stesso culto di Aton imposto dagli Sherdanu agli egiziani nel corso della XVII dinastia. Il dotto studioso ha immediatamente decifrato un’enigmatica scritta impressa in un angolo del prezioso manufatto, purtroppo semicancellata (forse da un intervento preventivo dei Baroni Universitari?): ma-de-in-ch-i-na. La traduzione è: «Innalzato in gloria del Nul, del ‘padre’toro luminoso che dà la vita». Per confermare la traduzione, il professor Tottu ha immediatamente decifrato un tratto di filo spinato lungo venti metri, contenente l’Iliade, l’Eneide e Pinocchio. La prima scritta in greco arcaico (una corruzione del nuragico maturo) la seconda in romanesco (una corruzione del nuragico tardo) e il terzo in Limba Sarda Comuna. Il professore è stato confortato dal parere sostanzialmente concordante di una nota ricercatrice padana, la professoressa Eggiseu Pagu-Legia. Questa ha dichiarato: «A mio parere non si tratta del padre toro, bensì della madre vacca. Tuttavia è un dettaglio inessenziale: il collega Tottu ha ragione da vendere, come dimostra la saga dell’eroe Sherdanu Pinocchio indelebilmente impressa nel ferro del filo spinato. Di fronte a certe prove non si scappa: solo un idiota potrebbe eccepirne la validità scientifica!». Il ricercatore giapponese Kinikatzu Seu ha comunque escluso la matrice nuragica della scritta suggerendo la possibilità di una derivazione illirica, posizione di minoranza immediatamente contestata dagli studiosi Tottu e Pagu-Legia. Ne è seguito un animato dibattito nel corso del quale il professor Tottu ha assunto una colorazione rosso ciliegia tendente al viola, giudicata da tutti particolarmente elegante.

Il professore emerito Kantuseu Tontu, famosissimo esperto archeoastrocomico, ha immediatamente rilevato come la forma del manufatto non sia perfettamente circolare bensì ellittica. In collaborazione con la NASA e sfruttando la rete di satelliti geostazionari del sistema GPS, ne ha calcolato l’asse maggiore, quello minore e la posizione dei fuochi. Ha così scoperto che se si allinea l’asse maggiore in direzione Nord-Sud, l’asse minore risulta misteriosamente orientato in direzione Est-Ovest. L’importanza del calcolo ha immediatamente suggerito la necessità di una rapida pubblicazione sul bollettino parrocchiale di Pompu. Il professor Tontu ha annunciato di aver scoperto un’altra proprietà del reperto: calzato attorno al collo, permette di osservare il solstizio d’estate e il sorgere della luna il 22 agosto. Da ciò ne ha arguito che si possa trattare di un avanzato sistema per la previsione dei terremoti. Per darne dimostrazione, ha calzato il manufatto attorno al collo dichiarando di aver immediatamente percepito una vibrazione. Gli astanti hanno annuito, allontanandosi di qualche metro con l’espressione disgustata e tappandosi il naso.

Il Generale Shardariano Genoveffo Mannutrodiu, prendendo visione del sito di ritrovamento, ha concluso trattarsi di una Ziqqurat eretta nel 10.431,33 a.C. alle 8.42 del mattino da una popolazione di sconosciuti adoratori della triade divina Din-Don-Dan, coadiuvata dai due santi Cip e Ciop e dal demiurgo Batman. Gli adepti di Mannutrodiu, che si riconoscono perché indossano la maschera antigas in presenza del proprio vate, hanno vigorosamente annuito manifestando adesione incondizionata e urlando in coro: «Sì, Buana!» L’effetto coreografico è stato tuttavia sciupato dalle maschere che hanno nascosto l’espressione intelligente dei groupies.

Nel frattempo, dall’alto di una mongolfiera Sherdanu, il Sommo Vate impartiva la sua benedizione urbi et orbi (alla città e ai ciechi) e scriveva un articolo per il famoso giornale on-line: Itakatzuseunarendi. Annunciava la fine del potere della Baronia e l’avvento della Pax Sherdanu.

Dobbiamo purtroppo segnalare che il signor Baboe Krabittu, un pastore della zona evidentemente al soldo della soprintendenza, è intervenuto nel corso degli approfonditi studi prendendo a calci nel culo i soldati del Gruppo Ridicolo Sardo e gli studiosi tutti, disperdendoli nella campagna, con la scusa che costoro avrebbero sottratto la tavola del cesso dal suo ovile a cinque stelle di Monti Bassa. Il pastore, un violento esponente della più becera congrega di Baroni universitari, ha ingiunto ai convenuti di levarsi dai piedi, premurandosi di informarli che non avrebbe esitato a sparare a sale se si fossero azzardati ad introdursi nuovamente nella toilette del suo ovile.

Ancora una volta, la baronia universitaria ha mostrato tutto il proprio livore, ma noi abbiamo già vinto e loro sono alla frutta, anzi, al Mirto!

 

desi.satta2@virgilio.it

 

IL Gruppo Ridicolo Sardo (G.R.S.) manifesta, nostro tramite, l’intenzione di non arrendersi neppure di fronte ad atti di intimidazione come quello accaduto in occasione dello studio del simbolo del padre sole Nul (o della madre vacca, non sottilizziamo). Non saranno quattro calci nel culo che potranno interrompere l’opera (inde)fessa del gruppo.

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