CONTRO GLI ARCHEOLOGI

di Gabriele Ainis

 

 

Il nostro blog è stato spesso accusato di essere una sottospecie di live-aid per archeologi, come se davvero un paio di pirlotti come noi potesse pretendere di entrare a buon diritto in un dibattito serio. Com’è apparente a tutti, noi cazzeggiamo senza alcuna pretesa, con lo scopo di ridere un pochino dei cretini che si prendono troppo sul serio (sebbene sia una bella lotta perché si acchiappano per il culo da sé fin troppo bene).

Tuttavia questa storia che saremmo i prodi difensori dell’archeologia accademica mi fa un po’ ridere, per non dire scompisciare, pertanto ecco una citazione forte contro coloro che sarebbero sotto la protezione del nostro scombiccherato ombrello virtuale:

 

«Ma a che serve spendere tanti denari in scavi stratigrafici – a volte inutilmente minuziosi, per gonfiare i guadagni – se poi i risultati non sono resi pubblici e la documentazione e i reperti finiscono in archivi e magazzini irraggiungibili, spesso in cattive condizioni, gremiti e con i cartellini di provenienza deteriorati?»(*)

 

Ecco qua: non si tuona spesso&volentieri contro coloro che lasciano i preziosi reperti alla polvere dei depositi?

Però chi scrive non è l’ultimo pirla autore di un libretto autoprodotto che sbraita da un blog, magari nella speranza di affibbiare le copie del proprio scritto a qualcuno che le legga, né un poveraccio senz’arte né parte alla ricerca di un voto in più per una setta indipendentista di iposenzienti: Carandini è nato sotto la gonna di Bianchi Bandinelli ed insegna alla Sapienza di Roma (Archeologia Classica e Storia dell’Arte Greca e Romana), dunque un “adepto” di rilevo, appartenente a quella Baronia che non dorme la notte preoccupata per via di Sanna che legge il nome di Yahwè in un bronzo altomedievale. Insomma uno di quelli che si trincera dietro la posizione di potere dell’inossidabile corpo accademico baronale!

Se ho rispolverato (per la verità la polvere non è tanta) il saggio di Carandini è perché illustra con molta chiarezza quali toni possa assumere la critica che a volte (direi spesso ma non importa) agita il mondo accademico, quello che si vorrebbe chiuso e monolitico, tutto stretto attorno ai propri privilegi, avvolto su sé stesso.

Da pagina 3 a pagina 56 si distende il primo capitolo intitolato, molto significativamente, “Problemi”. Di rado si trova una disamina così serrata e puntuale dei comportamenti giudicati profondamente sbagliati (o al minimo insufficienti) delle soprintendenze, con la loro burocrazia e il vecchiume che le assedia. Critiche di merito e di metodo che non risparmiano archeologi, topografi, storici, storici dell’arte, filologi, burocrati, politici. Se non si trattasse di un saggio rivolto all’archeologia del mondo classico, si potrebbe fare un copia-incolla e trasferire il capitolo nella nostra piccola e disastrata realtà isolana senza paura di sbagliare: gli argomenti sarebbero identici.

Personalmente ritengo il saggio di Carandini stupendamente lucido, pur con tutti i limiti di una posizione politica (in senso lato) ben precisa e potenzialmente criticabile (come usa in ambito scientifico, in cui ciascuno dei partecipanti si sottopone al giudizio dei colleghi).

E attenzione, parliamo di argomenti serissimi e non solo il continuo richiamo (più che corretto) alla drammatica carenza di fondi.

Dove sta allora la differenza tra un Carandini che critica lucidamente ed una delle scimmie urlatrici che si illude di causare chissà quali mal di pancia al mondo accademico sbattendo in un blog un vecchietto che legge i fregi o i risultati di una raccolta di firme (taroccate) effettuata in rete?

È presto detto: che Carandisi sa cosa dice, lo spiega dettaglio dopo dettaglio, utilizzando esattamente lo stesso metodo scientifico che adopera per i propri lavori specialistici: dati, prima di tutto, e logica immediatamente dopo. Carandini è uno che “sa”, non uno che urla, però è il suo sapere a rendere i ragionamenti che espone così simili alle staffilate che bruciano il culo, perché di fronte a certi argomenti i signori burocrati e baroni (che esistono e nessuno, guarda caso, lo ha mai negato) non possono far finta di nulla.

Mentre al contrario, guarda un po’, hanno gioco facile quando si trovano di fronte una banda di scalzacani di cui si può dire, facendo loro un complimento, che sono ignoranti, ma non si sbaglia poi tanto se si asserisce che sono anche scemi! Agli scemi non si risponde, non ne vale la pena, ai Caradnini invece sì: si deve!

Insomma, in definitiva, le scimmie urlatrici (e non è detto che non lo sappiano) finiscono per trovarsi esattamente dalla stessa parte di coloro che fanno finta di disapprovare, e si mettono in rotta di collisione con coloro che si impegnano nell’arte poco praticata di criticare il potere.

Più o meno come accade con i separatisti, che per raccogliere un piatto di lenticchie (o anche mezzo, che importa, sempre meglio di nulla) non hanno problemi a trasformarci tutti in Mamuthones, per poi dire altezzosamente che siamo tutt’altro!

Ecco perché Carandini che spara a zero sulle soprintendenze mi piace, mentre le scimmie urlatrici le raccomando al posto della Euchessina CM, che la prendi la sera e risponde al mattino. Con le scimmie non devi aspettare, risponde subito e costa anche meno, bastano un paio di click.

 

(*) A. Carandini – Archeologia classica. Vedere il tempo antico con gli occhi del 2000 – Einaudi 2008

 

 

gabriele.ainis@virgilio.it

 

PS – Una raccomandazione per i groupies archeocomici: non state a comprare il saggio, buttereste nel cesso 24,00€. Si tratta di roba seria ed è pure difficile da leggere. Una robaccia che rasenta pericolosamente ciò che normalmente si chiama “studio”: da evitarsi come la peste!

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Archeologia, ScienZZa e dintorni. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...