LA GGUERRA DEGLI IDIOTI: STONE PAGES CHIAMA, I BALENTES RISPONDONO

di Gabriele Ainis

 

 

Bocce Ferme? Finita la solita gazzarra? Si?

Bene, allora si può dare un senso a una piccola vicenda, riconducendola veramente a ciò che essa è: la GGuerra degli idioti.

Un passo indietro. Qualche tempo fa due “giornalisti” (virgolette obbligate) che gestiscono un dignitoso blog dedicato principalmente all’archeologia della cosiddetta “civiltà megalitica” (che poi non vuol dire nulla, però bisogna pure intendersi) informano che devono recarsi in Sardegna per una visita (cui seguirà uno dei reportages che sono soliti pubblicare in rete). Lo fanno in uno dei forum dove si ciancia spesso di Archeologia, chiedendo aiuto per raggiungere alcune località fuori mano. Bene: immediata mobilitazione e lodi sperticate. Ce ne fosse uno che eccepisca quando si vantano di riuscire a visitare una decina di siti al giorno. Cosa farebbe una persona con un minimo di cervello? Gli chiederebbe perché ne vogliano vistare così tanti, oppure, molto semplicemente: ma che ci andate a fare nei siti archeologici: le sveltine archeologiche? Volete battere un primato e comparire sul Guinness?

Figurarsi! C’è la corsa di chi dice che magari dieci no, però cinque sì, ci sono riuscito anch’io. Ma accidenti: come fate? Beati voi che ci riuscite! Ma anche con due bambini al seguito? Che bravi! Sembrano adolescenti che si vantano di spararsi le pugnette: cinque al giorno? Io dieci! Accidenti, e come fai? Uso il Viagra Nuragico, non l’hai letto nell’ultimo libro di….

Ma certo, sai che bello, come i turisti giapponesi che visitano “tutta l’Italia” in una settimana, partendo da Kyoto la domenica mattina e tornando a Osaka la domenica successiva, nel primo pomeriggio, in tempo per il tè delle cinque. Fantastico: ventidue secondi per il Colosseo (dal finestrino di un torpedone), otto per il cupolone, sedici per il ponte di Rialto, cinque per Ponte Vecchio, diciotto minuti per gli Uffizi, sette per la Piazza dei Miracoli (incluso il miracolo acustico dell’eco all’interno del Battistero, intendiamoci). Contenti? Sì? Allora la prossima volta viaggio in Francia: dai castelli della Loira alle meraviglie di Carnac in sette giorni, passando da Parigi, inclusa la trasvolata dal Giappone con hub a Francoforte.

Questo giusto per inquadrare i personaggi: di archeologia ne masticano poco, però la masticano in inglese (è la fortuna del loro sito, altro che limba) e sono dei dignitosi fotografi, e infatti non hanno bisogno di perder tanto tempo di fronte a quattro sassi, tanto hanno il buon gusto di restare tranquilli in posa senza fare tante storie (è per questo che tanti pseudo-appassionati di archeologia nostrani sono amanti dei nuraghi: stanno fermi e non rompono le scatole quando gli dicono di rimanere immobili un istante per altri due o tre scatti).

Insomma: sono ospiti e noi sardi siamo ospitali, quindi tutti a novanta gradi, braghe calate (o gonna sollevata, per chi la usa) e restiamo in attesa dei fantastici risultati del grande viaggio.

In realtà, la gran parte di coloro che afferma di conoscere Stone Pages non parla inglese (me lo vedo, il principe shardana che parla a malapena il campidanese, cliccare su un forum dove si disquisisce di Stonhenge con accenti oxoniani) quindi non sa neppure chi siano questi due, però fa nulla, e che diamine, hanno chiesto una mano e allora diamogliela, e poi sono continentali e bisogna fare bella figura. Magari qualcuno, in buonafede, immagina che un bel reportage sulla Sardegna possa trainare qualche turista archeologico in più, perché no?

E sia: a me Stone Pages piace poco (ci ho pure scritto e neanche poco spesso) ma comunque è sempre meglio di altri siti italiani, o sardi, posto che ci sia una gran differenza, perché tutto questo furore pseudo- archeologico lo si trova solamente dalle nostre parti. Che facciano le loro dieci visite giornaliere (o anche venti, saranno fatti loro, se gli regge il sedere) e pubblichino le fotografie, speriamo almeno siano belle e amen.

Ma no, altro che reportage. Qualche giorno di attesa, ed ecco che spunta lo scandalo: la tomba n. 7 di Sa Pala Larga è stata nascosta dalla Soprintendenza, non si può visitare e rischia di andare in malora per l’acqua salmastra! Orrore! Quasi meglio di quel cialtrone di Mughini, il calcintellettuale principe della televisione italiana.

Ora: o questi due sono in malafede oppure sono di un’ignoranza caprina (sperando di non offendere le capre). Non è stato nascosto un accidente, semplicemente la tomba è stata correttamente coperta dopo i rilievi e gli studi perché è l’unico modo praticabile per mantenere al suo interno il microclima che ha permesso alle pitture di arrivare fino a noi. Renderla fruibile al pubblico (dovrebbe capirlo anche chi è digiuno dei problemi di protezione di questo tipo di siti) è tecnicamente impossibile. Per una volta, la Soprintendenza ha agito in modo ineccepibile!

Poiché lo scopo di questo post non è parlare di questo non mi dilungo, ma chi si interessa di archeologia lo sa benissimo, come sa che non tutti i siti di questo mondo possono essere visitati, perché, detto assai semplicemente, se ne comprometterebbe l’integrità.

Del resto, tutte le nuove scoperte francesi (ad esempio la splendida grotta Chauvet, le cui pitture, con la loro datazione, hanno demolito le tesi di Leroi Gourhan) sono inaccessibili al pubblico, ed anche in Italia i siti delicati come le pitture murali ipogeiche sono chiuse alle visite: c’è un solo pugliese che si lamenta perché la Grotta dei Cervi è chiusa al pubblico? Certamente no: si tratta di un esempio unico al mondo di grotta ornata del neolitico, e il solo visitarla causerebbe danni gravissimi e la progressiva scomparsa delle enigmatiche figure nere. Dunque ce ne facciamo una ragione e speriamo che si possa, presto o tardi, fondi pubblici permettendo, usufruire di una visita virtuale.

E va bene, sono ignoranti e chiudiamola lì, che diamine, non saranno né i primi né gli ultimi a blaterare di cose che non conoscono.

Ma no, e che diamine, non facciamoci mancare nulla: ecco che i soliti cretini cominciano a parlare di Soprintendenza che nasconde e scandali e disastro del patrimonio nazionale sardo che non viene valorizzato!

Ma chi sarebbero questi strenui difensori del patrimonio nostrano che vorrebbero distruggerlo? Sono gli stessi che tuonano contro i continentali romanocentrici affossatori della nostra cultura, coloro che rivendicano il diritto di gestire in prima persona le nostre risorse, tutte, culturali ed oltre! Quelli che morte all’unità d’Italia, viva la secessione e l’indipendenza e i guerrieri di Monti Pramma, viva i prodi guerrieri Shardana, gli atlantidei e gli scrittori nuragici, unici al mondo, che riuscivano a scrivere sul bronzo dopo essere morti da un millennio ed oltre! Coloro che hanno bisogno del Viagra Nuragico per sopravvivere in questo mondaccio per nulla facile con un minimo di erezione neuronale.

Dopo tanto tuonare contro la Terramanna, basta che il primo arrivato lanci un beh, magari in inglese, che sono tutti pronti alla pugna (e alla pugnetta) mentale, senza neppure pensare a quello che stanno facendo: si tratta di andare contro una Soprintendenza? Pronti, eccoci, via il pannolone e tutti chiappe all’aria per combattere la GGuerra degli Idioti, quelli che, come gli asini, inseguono la carota mentre il padrone gli fa tirare la mola.

Bravi, complimenti: abbiamo dato una bella prova di noi, siamo stati capaci di urlacchiare ancora una volta contro i vili archeologi perché due fotografi che parlano inglese ce l’hanno chiesto, senza neppure riflettere un minuto: lancia in resta e sedere disponibile, subito e senza perché.

Allora il problema non sono i due ignoranti che chiamano alla riscossa, che si conservino in gloria, arroganti sono e tali restano, il problema siamo noi, Balentes talmente accecati dalle stronzate nuragiche da essere capaci di ritrovarselo nel sedere (come infatti accade) perché troppo occupati a vagare nell’empireo Shardana.

Mi piacerebbe dire in limba che bisogna svegliarsi, davvero però, perché non si può essere così tanto idioti, è impossibile, c’è di sicuro una legge fisica che lo impedisce, ma usare la nostra lingua per sferzare questa manica di cretini mi ripugna: userò li piemontese, che è bruttissimo, ma il sardo non ve lo meritate!

Svicia piciu!

 

gabriele.ainis @virgilio.it

 

@ A. Losi

Vede Losi, lei è una pessima polemista (dovrebbe prendere lezioni dal suo amico Pintore). Quando non sanno rispondere a una domanda, i polemisti di mestiere cercano un argomento alternativo e lo impongono: lei non lo sa fare perché le mancano gli argomenti (e ai polemisti, quelli in gamba, non accade mai).

Il punto è che i prodi difensori della sardità sono pronti anche a tagliarsi gli attributi (se li trovano) pur di dare contro alla Soprintendenza di turno, anche quando, in tutta evidenza, la Soprintendenza altro non fa se non proteggere (per quanto può) i beni archeologici.

Il punto è che, fieri avversari della terramanna, calano le brache di fronte a due appena dignitosi fotografi continentali, senza neppure porsi la questione della conservazione, senza neppure sapere (nello specifico) cosa sia e come vada attuata.

Il punto è che tutto questo can can è stato generato dalle parole del “tenutario” di un agriturismo (guardi un po’ che bella razza di giornalisti e di Balentes) senza neppure interpellare la Soprintendenza.

Il punto è che, nella polemica, lei è mediocre, ad esempio perché vorrebbe portarmi su una questione che non ho posto, eppure sbaglia anche lì. Perché se fosse appena più che mediocre troverebbe con facilità i riferimenti a quella necropoli, quelli che invoca, pubblicati ed accessibili a chi abbia la voglia e possieda la capacità di trovarli. E li chiede a me? Ma se li cerchi, suvvia, non mi dica che non è capace: non sarebbe lei quella che si picca di far parte della schiera degli archeologi non allineati?

Lei “ignora” Losi, e non sa neppure cosa sia il mestiere di polemista. Vada a ripetizione da Pintore e non mi dica che non le ho risposto, sarebbe banale: chieda a lui come si fa polemica.

Ciò detto, e senza alcuna ironia (se avesse la bontà, vincendo la noia, di dare un’occhiata ai miei vecchi interventi sul blog di Pintore vedrebbe che, per quanto forti, non sono mai stati offensivi), la ringrazio per i post, anche se non censuriamo quello dell’anonimo (sciocco) che la chiama “Prezzemolo, per scelta di Boicheddu (che, come saprà, non esiste): per ora i commenti non si cancellano.

Spero apprezzerà il fatto che, da queste parti, non abbiamo il mouse facile e non ci piace cassare chi non è d’accordo (neppure i cretini anonimi che ci lasciano l’IP, s’immagini). Le ripeto anzi ciò che è stato già detto ad Illiricheddu (o come si vuol far chiamare): purché scritto decentemente, accogliamo qualunque contributo. Se vuole parlare delle sue fantasie archeologiche (così mi appaiono) ci mandi uno scritto e verrà accolto sul blog, con la contropartita che poi non si dovrà lamentare se i commenti sgradevoli non saranno cancellati.

Ricordo che l’ultimo contributo (scomodo) che mandai a Pintore sparì misteriosamente, in attesa di una buona occasione per impormi di non partecipare più. Dunque so bene cosa significhi “nascondere”, mi creda. Convenga che qua è diverso: si discute, si litiga, ma non si taglia la lingua a chi non si adatta al blogpensiero.

Cordialmente,

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